[FLUG] Appello contro IPRED2
- From: "Giacomo Poderi" <poderigiacomo@xxxxxxxxxxx>
- To: fanolug@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Wed, 28 Mar 2007 18:21:35 +0000
Mailing List del Fortunae LUG
=============================
Non l'ho visto passare, quindi posto i link all'invito di Fiorello
Cortiana per sensibilizzare il Governo/Parlamento Europeo&Co riguardo
alle problematiche dell'IPRED2
(seconda versione dell'Intellectual Property Rights Enforcement
Directive), che, detto in soldoni, vuole introdurre sanzioni penali per
le violazioni del diritto d'autore.
Per maggiori info:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1938302
http://www.gnuvox.info/index.php/2007/03/28/ipred2_e_il_salame
APPELLO:
Gentili Membri del Parlamento Europeo,
la pirateria e la contraffazione causano un grave danno alle economie
dell'Unione Europea, la Commissione Europea a questo fine ha proposto una
Direttiva contro la contraffazione e la pirateria anche in relazione alle
misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di
proprietà intellettuale. Le conseguenze e le misure di questa Direttiva
avranno a che fare con un ecosistema cognitivo particolare, quale quello
della rete digitale interconnessa di internet che, per sua natura
costitutiva, non conosce la condizione di scarsità, consente la
condivisione della conoscenza e si configura come una impresa cognitiva
collettiva.
In modo avvertito, il Consiglio d'Europa nel 2000 ha promosso l"agenda di
Lisbona" affinché l'Europa possa diventare entro il 2010 "l'economia basata
sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di
realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di
lavoro e una maggiore coesione sociale".
Nell'economia della conoscenza la condivisione della stessa costituisce un
fattore abilitante, per questo "access" e "openness" sono due dei quattro
punti che l'Onu ha posto al centro del confronto mondiale nelle due
sessioni del summit WSIS (Summit mondiale sulla Società dell'informazione -
Ginevra, Tunisi) e nei successivi cinque Forum annuali IGF (Forum sulla
Governance di Internet, Atenè06, Brasilià07, ecc.)
Quando pensiamo alle conseguenze della proposta di una direttiva, nel
"primo pilastro" (riguardante le politiche economiche, sociali ed
ambientali della comunità) dobbiamo considerare che essa introduce per la
prima volta misure penali riguardanti il livello minimo della pena che gli
stati membri dovranno recepire con specifico provvedimento legislativo
indipendentemente dalla loro legislazione. con particolare riferimento al
lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte del tessuto
economico dell'Unione), è un freno allo sviluppo stesso della nostra
economia.
Perché la possibilità da parte delle aziende, le più grandi in questo caso,
di intervenire direttamente nelle indagini di polizia è qualcosa che non
appartiene ai principi e ai valori sui quali l'Europa e i suoi stati membri
sono stati costruiti, cioè quelli di stato di diritto e monopolio della
forza.
Nella Relazione al Parlamento Europeo della Commissione Giuridica, accanto
all'introduzione di un concetto simile al "Fair Use" per i contenuti
coperti dal diritto d'autore, la distinzione tra uso commerciale e uso
personale dei contenuti scambiati per via digitale risulta ambigua e
contraddetta.
La Convenzione di Strasburgo del 2001 sul "cyber-crime", in vigore,
definisce atti criminali di violazione del copyright quelli commessi
"intenzionalmente, su scala commerciale a mezzo dei sistemi di computer"
così l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) nell'"Accordo sugli
aspetti dei Diritti di Proprietà Intellettuale attinenti al Commercio"
(TRIPS) all'art.61 prevede sanzioni per " la contraffazione dei marchi e la
pirateria del copyright su scala commerciale ".
Fino ad ora l'orientamento comunitario e la Direttiva 31 del 2000 sul
commercio elettronico, esplicitamente non equipara lo scambio di contenuti
digitali alla contraffazione e invece sottolinea l'importanza
dell'autoregolamentazione.
Il fatto che una persona possa trarre un vantaggio dallo scambio di
contenuti digitali non significa che ne faccia commercio e mercato, la cosa
può dare conseguenze penali ai "navigatori" invece di indurre a nuovi
modelli commerciali le imprese di contenuti digitali, con particolare
riferimento al lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte
del tessuto economico dell'Unione): è un freno allo sviluppo stesso della
nostra economia.
Pirateria e contraffazione sono fenomeni diversi e solo in parte
coincidenti, certamente possono essere concepite sanzioni penali comuni
contro la contraffazione intesa come produzione e distribuzione in scala
economica e seriale di prodotti falsificati, e ciò risponde anche ad una
fondamentale esigenza di tutela dei consumatori in ambito europeo, ma
tuttavia non si possono sottoporre a sanzione penale in modo generico e
indiscriminato tutti quei comportamenti che con l'uso delle tecnologie
informatiche di comunicazione possono incidere sul copyright e sui diritti
connessi, saltando a piè pari una definizione degli atti penalmente
rilevanti come quella, finora adottata e chiarissima, di "scala
commerciale", che ha anche finora costituito il punto di equilibrio
ponderato per l'intervento penale in una materia ed in una rete di rapporti
economici assai delicata.
Sono evidenti e delicatissime le implicazioni esistenti tra scambio
interattivo di contenuti digitali, motivazioni individuali o sociali degli
utenti e dei consumatori e rischi per le libertà e la riservatezza in tema
di acquisizione e trattamento dei dati personali di traffico e connessione
che una formulazione ambigua e generica delle nuove norme renderebbe
possibile, rischi incompatibili con le tendenze di difesa della persona.
Con nuove tecnologie interattive come il DVB e le future apparecchiature
che costituiranno l'evoluzione degli attuali televisori - lettori dvd,
impianti Hi-Fi, telefoni cellulari e non, radio digitali, ricevitori
satellitari, media center e computer - il flusso di informazioni digitali e
dei dati personali individuali rischierebbe di essere completamente
sottratto al controllo degli utenti finali e qualunque informazione di
consumo individuale diventerebbe disponibile in base a quanto previsto o
concesso dal detentore dei diritti di proprietà intellettuale mediante una
infrastruttura tecnologica pervasiva, pagata dagli utenti finali sia in
termini di costi economici che anche e soprattutto in termini di libertà
digitali e di accesso alla cultura. Chi controllerà questa struttura
disporrà di un potere immenso e senza precedenti nella storia, utilizzabile
per qualunque fine non solo commerciale ma anche di controllo politico e
culturale.
Proprio alla luce delle questioni oggetto del confronto internazionale la
questione della proprietà intellettuale in relazione alla rete digitale
interconnessa internet e delle azioni di pirateria e contraffazione ad essa
correlate è urgente attivarsi affinché nella trattazione della pirateria e
della contraffazione a danno della proprietà intellettuale vengano
esplicitamente distinti l'uso commerciale e l'uso personale dei contenuti
digitali e che siano chiaramente distinti ambito pubblico e ambito privato
nella creazione di "squadre comuni", tra aziende e forze dell'ordine,
specificandone il ruolo e le funzioni a garanzia della riservatezza nel
trattamento di dati personali di terzi e di imparzialità nelle iniziative
di polizia giudiziaria, limitando perciò la presenza di soggetti privati ad
una funzione tecnica di ausilio, che ha senso solo con riguardo alla
produzione in serie di prodotti contraffatti, ed evitando pericolose e
confuse commistioni.
Queste considerazioni rendono efficace il fine della proposta di Direttiva
per contrastare la pirateria, la contraffazione e la malavita organizzata
ad esse legata, rispettando le finalità dell'"Agenda di Lisbona".
Vogliamo promuovere la libera circolazione dei prodotti dell'ingegno, anche
attraverso le nuove forme di scambio rese possibili dalle tecnologie
informatiche, se prive di fini di lucro, che consideriamo un fondamentale
fattore di libertà, di eguaglianza e di diffusione della conoscenza.
Per questo vi chiediamo di modificare in modo coerente e senza ambiguità la
Proposta di Direttiva che nel testo attuale è un freno allo sviluppo stesso
della nostra economia.
Cordialmente,
Sen. Fiorello Cortiana"
Note "operative" - Diffondere l'appello
Più che mai in queste ore chi ritiene di volersi opporre a quanto sta
accadendo è bene che diffonda notizia di ciò che accade e inviti tutti a
sottoscrivere l'appello.
Per aderire all'appello
In queste ore si sta provvedendo all'allestimento di uno strumento ad hoc
che consenta di raccogliere le adesioni. In via provvisoria si può
utilizzare la mail della redazione di Punto Informatico, pi@xxxxxxxxxxxx
con subject "APPELLO" e, nel corpo del messaggio, il proprio nome e
cognome, con città di residenza: PI provvederà a trasferire le adesioni non
appena sarà possibile ai promotori della campagna
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--
"ufo al popolo"
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Gentili Membri del Parlamento Europeo,la pirateria e la contraffazione causano un grave danno alle economie dell'Unione Europea, la Commissione Europea a questo fine ha proposto una Direttiva contro la contraffazione e la pirateria anche in relazione alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Le conseguenze e le misure di questa Direttiva avranno a che fare con un ecosistema cognitivo particolare, quale quello della rete digitale interconnessa di internet che, per sua natura costitutiva, non conosce la condizione di scarsità, consente la condivisione della conoscenza e si configura come una impresa cognitiva collettiva.
In modo avvertito, il Consiglio d'Europa nel 2000 ha promosso l"agenda di Lisbona" affinché l'Europa possa diventare entro il 2010 "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale".
Nell'economia della conoscenza la condivisione della stessa costituisce un fattore abilitante, per questo "access" e "openness" sono due dei quattro punti che l'Onu ha posto al centro del confronto mondiale nelle due sessioni del summit WSIS (Summit mondiale sulla Società dell'informazione - Ginevra, Tunisi) e nei successivi cinque Forum annuali IGF (Forum sulla Governance di Internet, Atenè06, Brasilià07, ecc.)
Quando pensiamo alle conseguenze della proposta di una direttiva, nel "primo pilastro" (riguardante le politiche economiche, sociali ed ambientali della comunità) dobbiamo considerare che essa introduce per la prima volta misure penali riguardanti il livello minimo della pena che gli stati membri dovranno recepire con specifico provvedimento legislativo indipendentemente dalla loro legislazione. con particolare riferimento al lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte del tessuto economico dell'Unione), è un freno allo sviluppo stesso della nostra economia.
Perché la possibilità da parte delle aziende, le più grandi in questo caso, di intervenire direttamente nelle indagini di polizia è qualcosa che non appartiene ai principi e ai valori sui quali l'Europa e i suoi stati membri sono stati costruiti, cioè quelli di stato di diritto e monopolio della forza.
Nella Relazione al Parlamento Europeo della Commissione Giuridica, accanto all'introduzione di un concetto simile al "Fair Use" per i contenuti coperti dal diritto d'autore, la distinzione tra uso commerciale e uso personale dei contenuti scambiati per via digitale risulta ambigua e contraddetta.
La Convenzione di Strasburgo del 2001 sul "cyber-crime", in vigore, definisce atti criminali di violazione del copyright quelli commessi "intenzionalmente, su scala commerciale a mezzo dei sistemi di computer" così l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) nell'"Accordo sugli aspetti dei Diritti di Proprietà Intellettuale attinenti al Commercio" (TRIPS) all'art.61 prevede sanzioni per " la contraffazione dei marchi e la pirateria del copyright su scala commerciale ".
Fino ad ora l'orientamento comunitario e la Direttiva 31 del 2000 sul commercio elettronico, esplicitamente non equipara lo scambio di contenuti digitali alla contraffazione e invece sottolinea l'importanza dell'autoregolamentazione.
Il fatto che una persona possa trarre un vantaggio dallo scambio di contenuti digitali non significa che ne faccia commercio e mercato, la cosa può dare conseguenze penali ai "navigatori" invece di indurre a nuovi modelli commerciali le imprese di contenuti digitali, con particolare riferimento al lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte del tessuto economico dell'Unione): è un freno allo sviluppo stesso della nostra economia.
Pirateria e contraffazione sono fenomeni diversi e solo in parte coincidenti, certamente possono essere concepite sanzioni penali comuni contro la contraffazione intesa come produzione e distribuzione in scala economica e seriale di prodotti falsificati, e ciò risponde anche ad una fondamentale esigenza di tutela dei consumatori in ambito europeo, ma tuttavia non si possono sottoporre a sanzione penale in modo generico e indiscriminato tutti quei comportamenti che con l'uso delle tecnologie informatiche di comunicazione possono incidere sul copyright e sui diritti connessi, saltando a piè pari una definizione degli atti penalmente rilevanti come quella, finora adottata e chiarissima, di "scala commerciale", che ha anche finora costituito il punto di equilibrio ponderato per l'intervento penale in una materia ed in una rete di rapporti economici assai delicata.
Sono evidenti e delicatissime le implicazioni esistenti tra scambio interattivo di contenuti digitali, motivazioni individuali o sociali degli utenti e dei consumatori e rischi per le libertà e la riservatezza in tema di acquisizione e trattamento dei dati personali di traffico e connessione che una formulazione ambigua e generica delle nuove norme renderebbe possibile, rischi incompatibili con le tendenze di difesa della persona.
Con nuove tecnologie interattive come il DVB e le future apparecchiature che costituiranno l'evoluzione degli attuali televisori - lettori dvd, impianti Hi-Fi, telefoni cellulari e non, radio digitali, ricevitori satellitari, media center e computer - il flusso di informazioni digitali e dei dati personali individuali rischierebbe di essere completamente sottratto al controllo degli utenti finali e qualunque informazione di consumo individuale diventerebbe disponibile in base a quanto previsto o concesso dal detentore dei diritti di proprietà intellettuale mediante una infrastruttura tecnologica pervasiva, pagata dagli utenti finali sia in termini di costi economici che anche e soprattutto in termini di libertà digitali e di accesso alla cultura. Chi controllerà questa struttura disporrà di un potere immenso e senza precedenti nella storia, utilizzabile per qualunque fine non solo commerciale ma anche di controllo politico e culturale.
Proprio alla luce delle questioni oggetto del confronto internazionale la questione della proprietà intellettuale in relazione alla rete digitale interconnessa internet e delle azioni di pirateria e contraffazione ad essa correlate è urgente attivarsi affinché nella trattazione della pirateria e della contraffazione a danno della proprietà intellettuale vengano esplicitamente distinti l'uso commerciale e l'uso personale dei contenuti digitali e che siano chiaramente distinti ambito pubblico e ambito privato nella creazione di "squadre comuni", tra aziende e forze dell'ordine, specificandone il ruolo e le funzioni a garanzia della riservatezza nel trattamento di dati personali di terzi e di imparzialità nelle iniziative di polizia giudiziaria, limitando perciò la presenza di soggetti privati ad una funzione tecnica di ausilio, che ha senso solo con riguardo alla produzione in serie di prodotti contraffatti, ed evitando pericolose e confuse commistioni.
Queste considerazioni rendono efficace il fine della proposta di Direttiva per contrastare la pirateria, la contraffazione e la malavita organizzata ad esse legata, rispettando le finalità dell'"Agenda di Lisbona".
Vogliamo promuovere la libera circolazione dei prodotti dell'ingegno, anche attraverso le nuove forme di scambio rese possibili dalle tecnologie informatiche, se prive di fini di lucro, che consideriamo un fondamentale fattore di libertà, di eguaglianza e di diffusione della conoscenza.
Per questo vi chiediamo di modificare in modo coerente e senza ambiguità la Proposta di Direttiva che nel testo attuale è un freno allo sviluppo stesso della nostra economia.
Cordialmente, Sen. Fiorello Cortiana" Note "operative" - Diffondere l'appelloPiù che mai in queste ore chi ritiene di volersi opporre a quanto sta accadendo è bene che diffonda notizia di ciò che accade e inviti tutti a sottoscrivere l'appello.
Per aderire all'appelloIn queste ore si sta provvedendo all'allestimento di uno strumento ad hoc che consenta di raccogliere le adesioni. In via provvisoria si può utilizzare la mail della redazione di Punto Informatico, pi@xxxxxxxxxxxx con subject "APPELLO" e, nel corpo del messaggio, il proprio nome e cognome, con città di residenza: PI provvederà a trasferire le adesioni non appena sarà possibile ai promotori della campagna