[zxspectrum] Re: R: Re: R: Re: RIP Papero Piero

  • From: Luca Alimandi <luca.alimandi62@xxxxxxxxxxx>
  • To: zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Sat, 24 Sep 2016 02:58:40 +0200

Il 24/09/2016 02:06, Massimo Raffaele ha scritto:

Il giorno 24 settembre 2016 02:01, Luca Alimandi <luca.alimandi62@xxxxxxxxxxx <mailto:luca.alimandi62@xxxxxxxxxxx>> ha scritto:


    Dovremmo imparare a considerare anche la morte come qualcosa che
    fa intrinsecamente parte della nostra esistenza.


Il problema è di noi "moderni" :-) ... quasi tutte le culture antiche la consideravano parte della vita.

Sì, forse è vero. Viviamo in un'epoca in cui fin da piccoli veniamo abituati a non pensare né parlare mai della morte, è diventato una specie di tabù, un argomento sgradito, da evitare più delle parolacce e degli atti osceni!... Eppure è una realtà tra le più vere e certe della nostra esistenza.
Non so se tutto questo è da mettere in relazione anche con il dilagare della cultura materialista, che non offre più alcuna prospettiva al "dopo" di questa vita terrena.

Eppure a me piace pensare la morte come una trasformazione. Con buona pace anche dei materialisti, visto che almeno questo me lo potranno concedere!
Mi piace pensare che con la fine della mia vita gli atomi e l'energia che mi compongono, non spariscono nel nulla, ma vanno a comporre qualche altro angolo di universo, qualche animale, un mattone, una piantina... Certo, io in quanto tale, forse, non avrò più quell'integrità che definisce in questo momento il mio essere vivente, come individuo, come identità... Ma l'idea che quegli stessi atomi e quella stessa energia provengono dallo stesso Universo al quale prima o poi torneranno, mi da un senso di continuità e di eternità, che perfino chi non crede non può non considerare come un qualcosa di grande e di nobile. E visto che perfino gli atomi più pesanti si sono formati miliardi di anni fa nelle stelle e nelle super-novae <http://it.dplay.com/come-funziona-luniverso/stagione-4-episodio-1/>, questo mi fa sentire in un certo senso "figlio delle stelle" e come da esse provengo, ad esse ritornerò... Mi sembra bello e poetico! :-)


    Quando ci penso, la prima reazione è naturalmente la paura, il
    rifiuto.
    La sola idea di cessare di esistere mette angoscia.


Pensare che dovremmo avere la stessa paura anche quando andiamo a dormire, perché in quel lasso di tempo è come se smettessimo di esistere. La nostra mente cosciente, perlomeno.

Forse non è proprio la stessa cosa, perché cosa c'è durante e dopo il sonno lo sappiamo (il risveglio, almeno normalemente!...), per cui questo ci rassicura e non ci mette ansia... Ma dopo la morte non sappiamo cosa ci aspetta (apparentemente il nulla...), e questo sì che ci mette una fifa blu! :-D
E' pur vero però che molti, soprattutto i poeti, assimilano la morte al sonno... solo un po' più lungo! :-)

    Anzi, apprezzo anche chi sa fare un po' di ironia sulla morte,
    riuscendo quasi ad esorcizzarla un po'...
    Come quel tizio che sulla sua tomba volle la seguente scritta:
    "/Beh, ormai sono qui; ma devo dire che una cosa del genere non mi
    era mai capitata in tutta la mia vita!/"
    Ci sto quasi facendo un pensierino!... Almeno continuerei a
    regalare qualche sorriso ai pochi animi gentili che venissero a
    trovarmi! :-)


:-)

E' un'ottima idea!

Max


:-)


--

|_ /-\

Other related posts: