[zxspectrum] R: Re: R: Re: Psicologi (era: A proposito di BBK, (era Gli Outlet del Tedeschi :-)))

  • From: "Stefano" <dmarc-noreply@xxxxxxxxxxxxx> (Redacted sender "flydream@xxxxxxxxx" for DMARC)
  • To: zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Sat, 11 Apr 2015 11:58:22 +0200

Ora non esageriamo I vcd si leggono e si possono convertire facilmente anche
perché il tipo di codifica è l mpeg. Winff che attualmente uso per riversare i
dvd sulle chiavette e sul cloud basta e avanza. Dbf li apri tranquillamente con
access 2013. Se non ce l'hai e non vuoi spendere o te lo fai convertire da chi
ce l ha in foglio elettronico o ti scarichi dal sito della Microsoft il runtime
per avere accesso ai dati a mo di consultazione. Non ne farei quindi una
tragedia. In ogni caso l importante se si hanno dei dati preziosi, è convertire
puntualmente i dati quando escono i nuovi formati o standard. Infine il
discorso di dover a tutti i costi lasciare ai posteri tutti i nostri dati
(video foto .documenti ecc) è così necessario? Molti documenti io li cancello
da un anno all altro perché non hanno più senso di esistere. Le foto di
famiglia tengo solo quelle dei parenti che ho conosciuto in vita. Il resto non
ha senso di essere tenuto.

---- Luca Alimandi ha scritto ----

Enrico Maria Giordano ha scritto:


Il 10/04/2015 00:54, Luca Alimandi ha scritto:

Esempio: oggi ho buttato una trentina di CD con su film e cartoni
animati che avevo realizzato per i miei bambini (quando erano tali!)
e che oggi non saprei nemmeno come leggere.

Beh, non esageriamo, dai! I film e i cartoni li puoi leggere su
qualunque PC.

Dipende dal formato. Mi riferivo a dei file in formato VCD, che
all'epoca era in voga (ancora non si era affermato un formato più
diffuso come DivX, XVid, ecc. e anche con AVI e MPEG si era agli albori.
Credo che fossero appena usciti i primi DVD (non scrivibili) e quindi il
VCD era un formato appetibile perchè permetteva di avere un intero film
in 650 Mb (che era la dimensione dei CD-R dell'epoca).
Oggi, che nessuno si sogna più di creare dei VCD, è diventato difficile
persino trovare dei player che lo gestiscano nativamente. Se va bene
puoi trovare dei codec o dei plugin...

Altro esempio: i DB e i documenti in vecchi formati (DBF, DB di
Paradox, WordPerfect, e perfino i vecchi formati DOC di Word per DOS
o di WordStar...). Ultimamente ho fatto fatica a trovare qualche
software capace di rendere esattamente quei file così come erano
quando sono stati creati!...

Anche qui stai esagerando alla grande! I DBF (oltre ai database SQL)
sono il formato che ancora uso oggi nei miei programmi. Sono tutto meno
che obsoleti. Semmai sono i database SQL che dovrebbero essere ormai
morti (vista la loro età), ma nessuno gliel'ha detto...

Quanti software "di oggi" conosci che usano i DBF?...
Che percentuali di utenti "medi" pensi conoscano i DBF e saprebbero come
utilizzarli (se non attraverso il programma stesso che li usa, semmai ne
hanno uno)?...

Di fatto anche un seplicissimo file di Word è in pratica
"codificato" (per lo meno per quanto riguarda l'impaginazione, le
immagini, i metadati, ecc..) e riportarlo "in vita" senza il suo
specifico software non è cosa semplice...

Beh, non hai scelto un buon esempio. I file di Word sono e sono stati
sempre un casino proprietario.

Ma quanti documenti di Word sono stati creati nel mondo?...


Dunque la tecnologia molto avanzata presenta indubbiamente grandi
vantaggi e offre enormi possibilità, ma ha anche i suoi lati oscuri
e i suoi problemi...

Secondo me stai trascurando le possibilità che avranno i nostri
discendenti (se li avremo...). Pensa alla differenza tecnologica tra i
sumeri e chi
ha poi ridecifrato i caratteri cuneiformi.

Non direi, tanto è vero che ho detto che siamo stati in grado di
decifrarli anche senza aver ricevuto le "istruzioni d'uso" dai loro
creatori...

Questo però non vuol dire che decodificare dei documenti cifrati sia
sempre un'operazione agevole o perfino fattibile.
Se la cifratura è volutamente complicata, al fine di rendere illegibile
il documento a chi non riceve la chiave di lettura, la cosa è quasi
impossibile (almeno nel momento in cui la cifratura serve da protezione;
con l'avanzamento della tecnologia del calcolo la decodifica di un
documento ben protetto oggi diviene un giochetto da ragazzi in futuro,
ma dopo decine o centinaia d'anni chi si preoccupa più di proteggere
quel documento!

E poi perfino una codifica "in chiaro" risulta tale solo se chi riceve
sa a priori di che codifica si tratta...

Però mi domando: se domani trovassimo degli oggetti, diciamo delle
scatolette triangolari con due fessure su un lato e una serie di lamelle
di un materiale simile al carbonio ma più conduttivo, cadute da un UFO
in avaria, pensi che saremmo in grado di capire che si tratta di un
documento e che sapremmo decifrarlo? Io ne dubito, così come sono molto
scettico che i messaggi che abbiamo inviato con il Voyager, il Pioneer
ed altre sonde inviate verso i confini del sistema solare possano essere
interpretati dall'eventuale alieno che riuscisse a recuperarli...

Il fatto non è tanto il maggiore o minore avanzamento tecnologico, ma il
fatto che lo sviluppo di una tecnologia piuttosto che di un'altra è
condizionato da mille fattori: clima, presenza di determinate sostanze
ed elementi, dimensioni e massa dei pianeti su cui si evolve
un'eventuale forma di vita intelligente, ecc...
Ad esempio per noi le onde elettromagnetiche sono diventate di
fondamentale importanza, così come la conduzione elettrica dei metalli e
dei semiconduttori, tutte cose che sono alla base del nostro tipo di
sviluppo tecnologico. E forse questo è successo perchè la natura ci ha
dotato di sensori di radiazioni elettromagnetiche nell'intervallo tra i
400 e gli 800 THz (si chiamano "occhi"), il che ci ha indotti a
sviluppare sensori artificiali simili a quelli (si chiamano "radio",
"televisione", ecc.) perchè era la cosa che ci veniva più spontanea e
immediata...

Ma cosa ne sappiamo noi se nell'universo possano esistere altre forme di
trasporto delle informazioni (che ne so, onde cerebrali, onde
biosporiche cybertransfuganee, e diavolerie che nemmeno immaginiamo
perchè semplicemente non le abbiamo ancora scoperte!) Immagina di essere
un indiano d'America al tempo di Colombo... I messaggi, oltre che
disegnati su qualche pelle di animale, si potevano trasmettere solo
tramite suoni e fumo... Onde radio?... E chi ne poteva anche supporre
l'esistenza!...

Dico tutto questo solo per sottolineare che spesso un'informazione può
essere fruita solo se sia chi la crea che chi la riceve hanno in comune
alcune nozioni ed alcuni strumenti, senza i quali magari non ti accorgi
nemmeno che hai davanti un messaggio!...
Questo portando all'estremo il ragionamento.

Più semplicemente, il fatto che oggi non abbiamo in casa un garmmofono
rende impossibile ascoltare un disco creato da T.A.Edison, pur sapendo
che quello è un disco e dentro c'è della musica.
Un domani, i nostri bei file potrebbero essere perfettamente inutili, se
qualcuno non si è preoccupato, di tempo in tempo, di trasportarli su
nuovi mezzi e di trasformarli nelle nuove codifiche utilizzate in quel
momento. Per cui oggi potremmo ascoltare quel famoso disco di Edison con
un normale lettore di CD o di MP3 perchè qualcuno si è preso la briga di
fare i vari passaggi che hanno reso possibile la cosa.
Ma dubito che tra cento anni i miei bei cartoni animati in VCD si
potranno ancora vedere se nessuno si farà carico di questo lavoro!...
Già oggi faccio fatica io che li ho prodotti!!!
E questo potrà valere perfino per i file PDF e i DOC. Il tempo non
perdona nessuno!

A me l'idea di non conservare nulla su supporti sotto il mio diretto
controllo, ma di inviare tutto su qualche server sperduto nel mondo
attraverso Internet non mi da fiducia...

Neanche a me. Ma il punto era un altro. Una volta si conservavano i
libri nelle biblioteche (quelle poche che esistevano). Oggi è tutto su
Internet, una biblioteca virtuale. Non c'è molta differenza. Anzi, se
bastava un incendio a distruggere per sempre un'intera collezione di
libri, il fuoco non può niente contro Internet. E inoltre torno a
precisare che io non mi riferivo affatto alla conservazione delle cose
personali. Quelle uno le conserva come può ma non sono cose alle quali
è richiesto durare in eterno, no?

EMG


Forse sbaglio, ma mi sembri troppo ottimista e fiducioso nei confronti
della tecnologia contemporanea.
Ciò che oggi osanniamo come qualcosa di indistruttibile ed eterno
equivale esattamente a quello che era ritenuto tale 100, 1.000 o 10.000
anni fa. Per l'uomo della caverna il non-plus-ultra era la sua bella
grotta affrescata con degli stupendi graffiti, i "più avanzati ritrovati
della tecnica", ma per Tut-Ank-Ammon non c'era tecnologia migliore dei
papiri che aveva fatto seppellire con lui; e che cosa pensava J.
Guttenberg dei suoi indistruttibili libri stampati su robusta carta con
inchiostri ad olio di ultimissima generazione con l'innovativa
tecnologia dei caratteri mobili in metallo?
Eppure non tutti i graffiti, i papiri, gli affreschi, i libri, le
musicasette, i film, gli LP, i microfilm, i CD, i DVD, ecc. prodotti nel
tempo sono arrivati fino a noi intatti e decifrabili, così come non
arriveranno ai posteri tutti i nostri documenti, forse nemmeno quelli
che riteniamo molto importanti (figuriamoci quelli effimeri, come questa
mail!...).

E io penso che Internet non faccia molta differenza, perchè comunque si
tratta di dati (enormi, mostruose quantità di dati!) riversati a fiumi
su sistemi di memoria dalla quantità impressionante (ma comunque finita
e, in definitiva, volatile) di bit, che però, prima o poi, verranno
persi... A meno che qualcuno non decida di impedire tale perdita... Ma
questo si faceva anche su sistemi precedenti (gli amanuensi vivevano per
questo!...)

E, come dicevo, mi sembra molto più volatile un byte su un hard disk (o
qualunque altra forma di memoria di massa) che un'incisione su un sasso...
Il discorso vero è: chi e come si occuperà di tramandare queste
informazioni ai posteri. Senza un "samaritano" o un "cireneo" votato
alla pia opera (l'amanuense del 1200), i posteri rimarranno a bocca
asciutta!!! Nonostante sia esistita un tempo una cosa stupenda che si
chiamava Internet...

Su una cosa però ti do ragione, riguardo la potenza speciale di Internet
rispetto a sistemi "informativi" del passato: l'universalità e la
rapidità di diffusione. Queste sì, sono le vere caratteristiche
innovative di Internet. Ma non credo che la conservazione dei dati sia
una prerogativa caratterizzante di Internet. Semmai mi sembra il
contrario: i siti, e le informazioni in essi contenute, nascono e muiono
con una rapidità e un ritmo impressionante. E direi che il continuo
rinnovarsi dell'informazione è, di per sè, l'antitesi della conservazione...

In definitiva penso che il concetto di "cloud" sia più un sinonimo di
"condivisione" che di "conservazione"...

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