[zxspectrum] R: Re: R: Re: OT Domotica

  • From: "Stefano" <dmarc-noreply@xxxxxxxxxxxxx> (Redacted sender "flydream@xxxxxxxxx" for DMARC)
  • To: zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Sun, 19 Apr 2015 12:44:58 +0200

Complimenti! In ogni caso i sensori e i motori si possono senza tanti problemi
collegare al connettore dello zx e comandare con out. Il problema è la
comunicazione con l utente via internet o gsm

---- Luca Alimandi ha scritto ----

Enrico Maria Giordano ha scritto:


Il 18/04/2015 18:50, Malantrucco Carlo ha scritto:

Il processore della Red Box era un 6502 e la memoria comprendeva 16
kb ROM e 8 kb RAM.

Vade retro! :-)

Se non ho capito male, le Red Boxes comunicavano attraverso la rete
elettrica.

Bello!

EMG

Quando mi trasferii a Milano per lavoro, la prim a occupazione fu come
ricecatore presso il il SIVA - Servizio Informazioni e Valutazione
Ausili, un servizio attivo dagli anni '80 nato dalla collaborazione tra
il Politecnico di Milano (Dip. di Bioingegneria) e l'Istituto Don Carlo
Gnocchi - IRCCS. Il suo obiettivo era quello di raccogliere informazioni
tecniche e commerciali ed effettuare valutazioni professionali sui
cosiddetti "ausili teccnici" disponibili sul mercato italiano, ossia
tutte quelle epparecchiature e dispositivi progettati appositamente o
adatti all'uso da parte di persone con disabilità e che potevano
permettere o facilitare la vita quotidiana di tali persone nell'amito
familiare, scolastico o lavorativo.

Tra il 1995 e il 2000 fui responsabile del team che raccoglieva queste
informazioni e le inseriva in una banca dati per poi pubblicarle
periodicamente in un CD-ROM, distribuito in abbonamento a Istituti, ASL,
Aziende Ospedaliere, Associazioni, professionisti, ecc.

Proprio in quegli anni ebbi la possibilità di conoscere i primi esempi
di prodotti commerciali per la domotica e partecipai a vari convegni e
dimostrazioni sul tema.
A quell'epoca era un concetto nuovo e per certi versi un po'
fantascientifico, ma cominciavano ad emergere alcune tecniche che
sarebbero poi state sviluppate e che oggi sono perfino obsolete.
Partecipai anche ad alcuni workshop e visitai degli stand dedicati alla
domotica durante una fiera sugli ausili tecnici a Dusseldorf.
In particolare ricordo un'azienda italiana (ma mi sfugge il nome...)
che venne un paio di volte presso il SIVA a presentare le sue proposte.
La cosa interessante del loro approccio era quella di aver progettato un
sistema modulare, in cui i vari componenti potevano essere aggiunti al
sistema in modo semplice e a costi tutto sommato abbordabili, anche se
comunque un po' alti per un uso non legato ad esigenza imprescindibili.
Se non ricordo male, il cervello del tutto era un software da loro
prodotto che si chiamava, mi pare, "Aladino", e che poteva girare su un
qualunque PC dell'epoca (in pratica su un 486 normalmente carrozzato).
Il cuore invece era costituito da un'interfaccia da collegare al PC
tramite la porta parallela della stampante e che si collegava alla rete
elettrica.
Questa interfaccia, pilotata dai comandi impartiti dal PC, attivava
degli attuatori dislocati nei vari punti dell'appartamento attraverso la
tecnica delle onde convogliate.
In pratica si trattava di un metodo per inviare dei segnali di frequenza
specifica direttamente sui cavi della rete elettrica. Avendo questa una
frequenza di 50 Hz e i suddetti segnali una frequenza compresa tra 10 e
20 Khz, era possibile separare questi ultimi mediante dei filtri. Tali
segnali venivano poi riconosciuiti dalle varie interfacce degli
attuatori che si attivavano solo al presentarsi della propria frequenza
specifica.

In un certo senso avevano realizzato una sorta di LAN utilizzando la
rete elettrica, il che evitava di dover realizzare una rete informatica,
e quindi i costi delle canaline e dei cavi.
Il contro era che il tutto funzionava solo se l'intero sistema si
trovava a valle dello stesso contatore elettrico. Ma questa è la
situazione più comune per un appartamento privato.
Inoltre la comunicazione era bidirezionale, nel senso che dei moduli
contenenti sensori (interruttori, rilevatori di luce, di gas, di
temperatura, di suoni, ecc.) potevano comunicare il loro stato all'unità
centrale sempre attraverso le onde convogliate.

In questo modo era possibile allestire rapidamente e in modo molto
pulito e semplice, un sistema domotico completo e scalabile secondo le
necessità, capace di aprire porte, accendere e spegnere luci, aprire e
chiudere tapparelle, porte e finestre, rispondere al telefono o al
citofono, effettuare chiamate di emergenza in caso di guasti, fughe di
gas (qui c'era qualche accorgimento speciale, ma non ricordo bene,
perchè gas e apparecchiature elettriche non vanno molto d'accordo!...),
allagamenti, ecc. attivate sia dallo stato dei sensori, sia
dall'intervento dell'utente (a voce, battendo le mani, premendo
pulsanti, ecc.) sia a tempi prestabiliti sullo schedulatore del software.

Insomma già all'epoca (giurassico inferiore!) si poteva fare molto.
Figuriamoci cosa si può fare oggi, con l'enorme sviluppo della
tecnologia che ci mette in tasca un intero PC in uno spazio paragonabile
ad un pacchetto di sigarette! E soprattutto con le tecnologie wireless,
che superano di gran lunga la tecnica delle onde convogliate e
permettono comunicazioni rapide e di grandi quantità di informazioni!...

In un certo senso mi meraviglia che ancora i costruttori di case non ne
abbiano fatto una parte integrante dei nuovi appartamenti.
La domotica, inizialmente pensata per persone con esigenze perticolari
(anziani soli, disabili, ecc.) oggi può benissimo essere considerata una
tecnologia per tutti, il che ne abbasserebbe i costi con ricaduta
positiva anche sui primi utilizzatori, che non dovrebbero più sborsare
ingenti capitali per ristrutturare ed adattare le loro abitazioni a
causa delle loro esigenze specifiche. Questo punto è importante e fu uno
degli obiettivi focali di alcune campagne culturali del SIVA.
Speriamo che i tempi stiano maturando. In effetti oggi, se si visitano
alcuni stand all'interno dei negozi di mobili e arredamenti, capita di
vedere delle proposte domotiche molto belle e avanzate, ma purtroppo
ancora dai costi proibitivi (sembra che sia ancora considerato una sorta
di lusso, e in quanto tale, si paga profumatamente!).
Recentemente ne ho visti alcuni esempi della BiTicino montati ed
esposti, ad esempio presso "Lops Arredamenti" qui vicino a Milano
(sognate un po' con questo: https://www.youtube.com/watch?v=iNVpVB0wWyk
... Io l'ho visitato con la mia famiglia e mio figlio è rimasto
sbalordito! :-) ).
Torniamo alla vita di noi poveri mortali che viviamo nelle case di 90 mq
dove, se va bene, riesci ancora a farci stare tre camere, una cucina
(piccola) ed un bagno (microscopico :-( )...
Ma le tecnologie hanno abbassato notevolmente i loro costi; di
conseguenza anche la domotica dovrebbe, prima o poi, entrare nella vita
quaotidiana delle persone, di tutte (non solo dei nababbi)!

Tornando allo Spectrum (e quindi, in topic, se possibile...), credo che
dal punto di vista teorico non avrebbe alcuna difficoltà a fungere da
centro di controllo di una casa domotica, in quanto la quantità di
informazioni e la rapidità di gestione non sono così critiche. Il vero
problema sono gli attuatori e le parti mobili (motori, sensori, ecc.) e
il costo di allestimento (in pratica se non si costruisce da zero,
adattare gli ambienti esistenti vuol dire effettuare interventi anche
pesanti, e quindi costosi).
Se non ricordo male, una volta, più per gioco che altro, scrissi un
programma in Basic per simulare una rete domotica semplice (tipo una
finestra, una luce, un telefono, ecc.) e un orologio che, a tempi
programmati e secondo lo stato dei sensori, apriva la tapparella della
finestra, accendeva la luce alla sera, ma solo se all'interno della
stanza l'illuminazione era al di sotto di una certa soglia, ecc... Poi
però era solo una simulazione, e ovviamente non succedeva niente. Ma il
principio è quello!

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