[zxspectrum] Re: R: Re: Psicologi (era: A proposito di BBK, (era Gli Outlet del Tedeschi :-)))

  • From: Luca Alimandi <luca.alimandi@xxxxxxxxxx>
  • To: zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Thu, 09 Apr 2015 01:38:04 +0200

Enrico Maria Giordano ha scritto:



Il 09/04/2015 00:23, Malantrucco Carlo ha scritto:

No, non hai capito il senso di Internet. Tu non sai dove stanno i
tuoi dati che possono cambiare supporto in ogni momento. Non è più
tuo compito conservare i dati in modo che siano sempre disponibili.
Finché esisterà Internet tu i tuoi dati potrai leggerli
indipendentemente dall'avvicendarsi dei vari progressi hardware.

Questo lo so anch'io, ma mi pare che non siamo ancora arrivati al
punto che uno ha TUTTO su cloud, o sbaglio?

No, non è questo che intendevo (cloud è solo un inutile nome commerciale). Se io pubblico qualcosa su Internet quel qualcosa ha (o dovrebbe avere) la stessa durata della carta o della pietra. Questa è la differenza tra tenersi i dati a casa (allora è tua responsabilità aggiornare il supporto) o pubblicarli su Internet (allora la responsabilità è di chi ospita il tuo sito). Dal tuo punto di vista i dati su Internet sono disponibili, non importa dove e come siano memorizzati. Tra cento anni (sempre che Internet esista ancora) saranno ancora leggibili.
Ma siamo sicuri che col tempo i provider si sentiranno in dovere di mantenere dati messi lì decenni prima? Chi li obbliga? Tanto più che per molte delle informazioni che pubblichiamo (come queste mail, per esempio) non paghiamo nulla, per cui mantenere in eterno migliaia e milioni di TB di dati alla fine rappresenterà un costo tale che, inevitabilmente, dovranno "uccidere" un po' alla volta queste montagne di dati. E penso che cominceranno da quelle per cui nessuno ha pagato una lira (almeno direttamente).

Naturalmente se i tuoi dati sono codificati allora è tua la responsabilità di conservare anche un decodificatore ma la cosa diventa più complessa in quanto tale decodificatore sarà certamente un programma che domani non funziona più. Quindi è meglio che i dati siano in chiaro. D'altronde stiamo facendo un paragone con la carta stampata e per quest'ultima non si sono mai usati codificatori, è sempre stata in chiaro (va beh, almeno quella che ci interessa, messaggi cifrati a parte... :-) ).

Anche questo mi fa un po' paura. Ne abbiamo fatto l'esperienza proprio in questa ML (quando sono rientrato c'era un thread su dei dischetti compressi con un programma che non si trovava più in giro...)
Ma basta pensare che oltre il 90% di quello che si trova in rete sono pagine HTML e file in formato PDF e DOC. Se non avessimo più un browser o un software per leggere PDF, che ne sarebbe di tutta questa mole di dati? Il problema dell'informazione digitale è che in un certo senso è "immateriale". Di fatto i bit di cui è composta sono solo infinitesime bolle di materiale ferromagnetico o di celle di memoria su silicio che possono essere distrutte in un battibaleno.
Anche la carta in un certo senso lo è (anche se mi sembra molto più longeva di quanto possano essere dei floppy o anche degli hard disk).
Ma non c'è paragone con quello che si poteva "memorizzare" incidendo la pietra. Dopo 10.000 anni ancora possiamo leggere geroglifici e pitture preistoriche! Non penso che si potrà fare altrettanto con CD e hard disk (i floppy manco li nomino...)
E il peggio è che senza il lettore appropriato (e a volte senza il software di decodifica) anche i dati più perfettamente conservati non sono leggibili! Questo soprattutto è il punto dolente!...
EMG



--

|_ /-\


Other related posts: