[zxspectrum] Re: R: Re: Psicologi (era: A proposito di BBK, (era Gli Outlet del Tedeschi :-)))

  • From: Malantrucco Carlo <carlo.malantrucco@xxxxxxxxx>
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  • Date: Sun, 12 Apr 2015 08:00:04 +0200


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Il giorno 10/apr/2015, alle ore 23:57, Luca Alimandi <luca.alimandi@xxxxxxxxxx>
ha scritto:

Forse sbaglio, ma mi sembri troppo ottimista e fiducioso nei confronti della
tecnologia contemporanea.
Ciò che oggi osanniamo come qualcosa di indistruttibile ed eterno equivale
esattamente a quello che era ritenuto tale 100, 1.000 o 10.000 anni fa. Per
l'uomo della caverna il non-plus-ultra era la sua bella grotta affrescata con
degli stupendi graffiti, i "più avanzati ritrovati della tecnica", ma per
Tut-Ank-Ammon non c'era tecnologia migliore dei papiri che aveva fatto
seppellire con lui; e che cosa pensava J. Guttenberg dei suoi indistruttibili
libri stampati su robusta carta con inchiostri ad olio di ultimissima
generazione con l'innovativa tecnologia dei caratteri mobili in metallo?
Eppure non tutti i graffiti, i papiri, gli affreschi, i libri, le
musicasette, i film, gli LP, i microfilm, i CD, i DVD, ecc. prodotti nel
tempo sono arrivati fino a noi intatti e decifrabili, così come non
arriveranno ai posteri tutti i nostri documenti, forse nemmeno quelli che
riteniamo molto importanti (figuriamoci quelli effimeri, come questa
mail!...).

E io penso che Internet non faccia molta differenza, perchè comunque si
tratta di dati (enormi, mostruose quantità di dati!) riversati a fiumi su
sistemi di memoria dalla quantità impressionante (ma comunque finita e, in
definitiva, volatile) di bit, che però, prima o poi, verranno persi... A meno
che qualcuno non decida di impedire tale perdita... Ma questo si faceva anche
su sistemi precedenti (gli amanuensi vivevano per questo!...)

E, come dicevo, mi sembra molto più volatile un byte su un hard disk (o
qualunque altra forma di memoria di massa) che un'incisione su un sasso...
Il discorso vero è: chi e come si occuperà di tramandare queste informazioni
ai posteri. Senza un "samaritano" o un "cireneo" votato alla pia opera
(l'amanuense del 1200), i posteri rimarranno a bocca asciutta!!! Nonostante
sia esistita un tempo una cosa stupenda che si chiamava Internet...

Su una cosa però ti do ragione, riguardo la potenza speciale di Internet
rispetto a sistemi "informativi" del passato: l'universalità e la rapidità di
diffusione. Queste sì, sono le vere caratteristiche innovative di Internet.
Ma non credo che la conservazione dei dati sia una prerogativa
caratterizzante di Internet. Semmai mi sembra il contrario: i siti, e le
informazioni in essi contenute, nascono e muiono con una rapidità e un ritmo
impressionante. E direi che il continuo rinnovarsi dell'informazione è, di
per sè, l'antitesi della conservazione...

Sottoscrivo parola per parola quello che hai scritto.

D'altronde, sarò pessimista ma credo che l'estrema potenza accumulata dall'uomo
nell'ultimo secolo senza un'adeguata crescita della capacità di controllarla
eliminerà a breve alla radice (entro questo secolo?) il problema della
conservazione dei dati per i posteri.

Ambiente, clima, inquinamento, fame, guerre ... i "potenti" se ne fregano, ma
non potranno rinviare questi problemi all'infinito.

E prima o poi (secondo me, molto presto) qualche generazione dovrà pagare il
conto su scala planetaria (come in piccolo avviene - o sta per avvenire - ora
in Italia).

Carlo

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