[zxspectrum] Re: R: Re: Psicologi (era: A proposito di BBK, (era Gli Outlet del Tedeschi :-)))

  • From: Luca Alimandi <luca.alimandi@xxxxxxxxxx>
  • To: zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Fri, 10 Apr 2015 23:57:17 +0200

Enrico Maria Giordano ha scritto:



Il 10/04/2015 00:54, Luca Alimandi ha scritto:

Esempio: oggi ho buttato una trentina di CD con su film e cartoni
animati che avevo realizzato per i miei bambini (quando erano tali!)
e che oggi non saprei nemmeno come leggere.

Beh, non esageriamo, dai! I film e i cartoni li puoi leggere su
qualunque PC.

Dipende dal formato. Mi riferivo a dei file in formato VCD, che all'epoca era in voga (ancora non si era affermato un formato più diffuso come DivX, XVid, ecc. e anche con AVI e MPEG si era agli albori. Credo che fossero appena usciti i primi DVD (non scrivibili) e quindi il VCD era un formato appetibile perchè permetteva di avere un intero film in 650 Mb (che era la dimensione dei CD-R dell'epoca).
Oggi, che nessuno si sogna più di creare dei VCD, è diventato difficile persino trovare dei player che lo gestiscano nativamente. Se va bene puoi trovare dei codec o dei plugin...

Altro esempio: i DB e i documenti in vecchi formati (DBF, DB di
Paradox, WordPerfect, e perfino i vecchi formati DOC di Word per DOS
o di WordStar...). Ultimamente ho fatto fatica a trovare qualche
software capace di rendere esattamente quei file così come erano
quando sono stati creati!...

Anche qui stai esagerando alla grande! I DBF (oltre ai database SQL)
sono il formato che ancora uso oggi nei miei programmi. Sono tutto meno
che obsoleti. Semmai sono i database SQL che dovrebbero essere ormai
morti (vista la loro età), ma nessuno gliel'ha detto...

Quanti software "di oggi" conosci che usano i DBF?...
Che percentuali di utenti "medi" pensi conoscano i DBF e saprebbero come utilizzarli (se non attraverso il programma stesso che li usa, semmai ne hanno uno)?...

Di fatto anche un seplicissimo file di Word è in pratica
"codificato" (per lo meno per quanto riguarda l'impaginazione, le
immagini, i metadati, ecc..) e riportarlo "in vita" senza il suo
specifico software non è cosa semplice...

Beh, non hai scelto un buon esempio. I file di Word sono e sono stati
sempre un casino proprietario.

Ma quanti documenti di Word sono stati creati nel mondo?...


Dunque la tecnologia molto avanzata presenta indubbiamente grandi
vantaggi e offre enormi possibilità, ma ha anche i suoi lati oscuri
e i suoi problemi...

Secondo me stai trascurando le possibilità che avranno i nostri
discendenti (se li avremo...). Pensa alla differenza tecnologica tra i sumeri e chi
ha poi ridecifrato i caratteri cuneiformi.

Non direi, tanto è vero che ho detto che siamo stati in grado di decifrarli anche senza aver ricevuto le "istruzioni d'uso" dai loro creatori...

Questo però non vuol dire che decodificare dei documenti cifrati sia sempre un'operazione agevole o perfino fattibile.
Se la cifratura è volutamente complicata, al fine di rendere illegibile il documento a chi non riceve la chiave di lettura, la cosa è quasi impossibile (almeno nel momento in cui la cifratura serve da protezione; con l'avanzamento della tecnologia del calcolo la decodifica di un documento ben protetto oggi diviene un giochetto da ragazzi in futuro, ma dopo decine o centinaia d'anni chi si preoccupa più di proteggere quel documento!

E poi perfino una codifica "in chiaro" risulta tale solo se chi riceve sa a priori di che codifica si tratta...

Però mi domando: se domani trovassimo degli oggetti, diciamo delle scatolette triangolari con due fessure su un lato e una serie di lamelle di un materiale simile al carbonio ma più conduttivo, cadute da un UFO in avaria, pensi che saremmo in grado di capire che si tratta di un documento e che sapremmo decifrarlo? Io ne dubito, così come sono molto scettico che i messaggi che abbiamo inviato con il Voyager, il Pioneer ed altre sonde inviate verso i confini del sistema solare possano essere interpretati dall'eventuale alieno che riuscisse a recuperarli...

Il fatto non è tanto il maggiore o minore avanzamento tecnologico, ma il fatto che lo sviluppo di una tecnologia piuttosto che di un'altra è condizionato da mille fattori: clima, presenza di determinate sostanze ed elementi, dimensioni e massa dei pianeti su cui si evolve un'eventuale forma di vita intelligente, ecc...
Ad esempio per noi le onde elettromagnetiche sono diventate di fondamentale importanza, così come la conduzione elettrica dei metalli e dei semiconduttori, tutte cose che sono alla base del nostro tipo di sviluppo tecnologico. E forse questo è successo perchè la natura ci ha dotato di sensori di radiazioni elettromagnetiche nell'intervallo tra i 400 e gli 800 THz (si chiamano "occhi"), il che ci ha indotti a sviluppare sensori artificiali simili a quelli (si chiamano "radio", "televisione", ecc.) perchè era la cosa che ci veniva più spontanea e immediata...

Ma cosa ne sappiamo noi se nell'universo possano esistere altre forme di trasporto delle informazioni (che ne so, onde cerebrali, onde biosporiche cybertransfuganee, e diavolerie che nemmeno immaginiamo perchè semplicemente non le abbiamo ancora scoperte!) Immagina di essere un indiano d'America al tempo di Colombo... I messaggi, oltre che disegnati su qualche pelle di animale, si potevano trasmettere solo tramite suoni e fumo... Onde radio?... E chi ne poteva anche supporre l'esistenza!...

Dico tutto questo solo per sottolineare che spesso un'informazione può essere fruita solo se sia chi la crea che chi la riceve hanno in comune alcune nozioni ed alcuni strumenti, senza i quali magari non ti accorgi nemmeno che hai davanti un messaggio!...
Questo portando all'estremo il ragionamento.

Più semplicemente, il fatto che oggi non abbiamo in casa un garmmofono rende impossibile ascoltare un disco creato da T.A.Edison, pur sapendo che quello è un disco e dentro c'è della musica.
Un domani, i nostri bei file potrebbero essere perfettamente inutili, se qualcuno non si è preoccupato, di tempo in tempo, di trasportarli su nuovi mezzi e di trasformarli nelle nuove codifiche utilizzate in quel momento. Per cui oggi potremmo ascoltare quel famoso disco di Edison con un normale lettore di CD o di MP3 perchè qualcuno si è preso la briga di fare i vari passaggi che hanno reso possibile la cosa.
Ma dubito che tra cento anni i miei bei cartoni animati in VCD si potranno ancora vedere se nessuno si farà carico di questo lavoro!... Già oggi faccio fatica io che li ho prodotti!!!
E questo potrà valere perfino per i file PDF e i DOC. Il tempo non perdona nessuno!

A me l'idea di non conservare nulla su supporti sotto il mio diretto
controllo, ma di inviare tutto su qualche server sperduto nel mondo
attraverso Internet non mi da fiducia...

Neanche a me. Ma il punto era un altro. Una volta si conservavano i libri nelle biblioteche (quelle poche che esistevano). Oggi è tutto su Internet, una biblioteca virtuale. Non c'è molta differenza. Anzi, se bastava un incendio a distruggere per sempre un'intera collezione di libri, il fuoco non può niente contro Internet. E inoltre torno a precisare che io non mi riferivo affatto alla conservazione delle cose personali. Quelle uno le conserva come può ma non sono cose alle quali è richiesto durare in eterno, no?

EMG


Forse sbaglio, ma mi sembri troppo ottimista e fiducioso nei confronti della tecnologia contemporanea.
Ciò che oggi osanniamo come qualcosa di indistruttibile ed eterno equivale esattamente a quello che era ritenuto tale 100, 1.000 o 10.000 anni fa. Per l'uomo della caverna il non-plus-ultra era la sua bella grotta affrescata con degli stupendi graffiti, i "più avanzati ritrovati della tecnica", ma per Tut-Ank-Ammon non c'era tecnologia migliore dei papiri che aveva fatto seppellire con lui; e che cosa pensava J. Guttenberg dei suoi indistruttibili libri stampati su robusta carta con inchiostri ad olio di ultimissima generazione con l'innovativa tecnologia dei caratteri mobili in metallo?
Eppure non tutti i graffiti, i papiri, gli affreschi, i libri, le musicasette, i film, gli LP, i microfilm, i CD, i DVD, ecc. prodotti nel tempo sono arrivati fino a noi intatti e decifrabili, così come non arriveranno ai posteri tutti i nostri documenti, forse nemmeno quelli che riteniamo molto importanti (figuriamoci quelli effimeri, come questa mail!...).

E io penso che Internet non faccia molta differenza, perchè comunque si tratta di dati (enormi, mostruose quantità di dati!) riversati a fiumi su sistemi di memoria dalla quantità impressionante (ma comunque finita e, in definitiva, volatile) di bit, che però, prima o poi, verranno persi... A meno che qualcuno non decida di impedire tale perdita... Ma questo si faceva anche su sistemi precedenti (gli amanuensi vivevano per questo!...)

E, come dicevo, mi sembra molto più volatile un byte su un hard disk (o qualunque altra forma di memoria di massa) che un'incisione su un sasso...
Il discorso vero è: chi e come si occuperà di tramandare queste informazioni ai posteri. Senza un "samaritano" o un "cireneo" votato alla pia opera (l'amanuense del 1200), i posteri rimarranno a bocca asciutta!!! Nonostante sia esistita un tempo una cosa stupenda che si chiamava Internet...

Su una cosa però ti do ragione, riguardo la potenza speciale di Internet rispetto a sistemi "informativi" del passato: l'universalità e la rapidità di diffusione. Queste sì, sono le vere caratteristiche innovative di Internet. Ma non credo che la conservazione dei dati sia una prerogativa caratterizzante di Internet. Semmai mi sembra il contrario: i siti, e le informazioni in essi contenute, nascono e muiono con una rapidità e un ritmo impressionante. E direi che il continuo rinnovarsi dell'informazione è, di per sè, l'antitesi della conservazione...

In definitiva penso che il concetto di "cloud" sia più un sinonimo di "condivisione" che di "conservazione"...

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