[zxspectrum] Re: R: R: Re: R: Re: [OT] Film per retrogamers

  • From: Luca Alimandi <luca.alimandi@xxxxxxxxxx>
  • To: zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Wed, 22 Apr 2015 00:04:15 +0200

Il 21/04/2015 21:23, Stefano (Redacted sender flydream@xxxxxxxxx for DMARC) ha scritto:

Poi qui in Italia si vedono solo film americani e italiani. All estero si
prende il meglio di qualunque nazione. La nazione che sforna più film è... L
india! I cui film sono una spanna superiori a quelli americani tant è che
ormai i profitti di bolliwood superano quelli di Hollywood Qui film indiani non
se ne vedono


Recentemente ho visto "Vita di Pi" (che non avevo visto quando è uscito); strano film, in verità, ma nel suo genere l'ho trovato interessante.
I film indiani hanno qualcosa di strano per noi, veicolano valori e concetti che per noi sono un po' estranei, ma faremmo bene a cominciare a prenderli in considerazione: il rispetto della natura, il valore dei rapporti e dei sentimenti, il rispetto e l'amore per chi ci ha preceduto, l'osservanza delle regole, l'impegno e il sacrificio... Tutti concetti che anche noi avevamo ben chiari una volta ma la modernità ha alquanto offuscato...

Tempo fa vidi un altro film, di cui non ricordo il titolo, che parlava di una coppia di giovani sposi e di tutta la storia del loro fidanzamento e della grande festa che organizzarono per il loro matrimonio. Da loro il matrimonio è un evento "storico". I festeggiamenti durano giorni e settimane, gli sposi girano per tutto il paese e nei dintorni a visitare parenti, amici e conoscenti, e l'intera comunità partecipa in un modo che a noi darebbe un fastidio enorme, li sentiremmo invadenti e appiccicaticci... Invece per loro è la normalità, e tutto serve a saldare l'unione e preparare il tessuto sociale nel quale la nuova famiglia evolverà.
Al confronto noi siamo degli orfani sperduti in un deserto di persone che si dileguano il prima possibile!... :-(

Mio padre a Roma è in contatto con molti operai indiani, per i quali si prodiga molto e fa da tramite per procurare loro lavori e commesse.
Si sono creati col tempo dei rapporti così profondi che quando morì mia madre, ed io non feci in tempo ad arrivare prima che le ci lasciasse, trovai molti di questi uomini e donne in giro per casa, chi per servire e accogliere i visitatori, chi per accudire papà e gli altri parenti, chi a vegliare e pregare sulla salma di mamma... Una cosa che mi fece commuovere profondamente! Nemmeno i parenti più stretti erano stati capaci di esserci vicini come hanno fatto loro!
E in loro non si vedeva la tristezza ma la serenità, quasi la gioia di poter partecipare alla nostra vicenda e di poter rendersi utili.
Mi colpì il fatto che ci tenevano tantissimo a starci vicino con tutte le loro attenzioni e che vollero perfino fare delle fotografie con noi e con la mamma, come si farebbe ad una festa! Mi spiegarono che da loro tutto questo era normale e pur sapendo che qui da noi molti non accettano e non capiscono queste loro usanze, ci tenevano a comportarsi con noi come se fossimo stati della loro cultura, perché era il loro modo di volerci bene...

Se queste cose le mostrassero in un film indiano, molti italiani penserebbero che sono pagliacciate o esagerazioni... Invece è proprio la loro vera vita!
Forse faremmo bene a recuperare alcuni valori da queste culture.

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