[Lugge] urbani la prima "vittima" della legge urbani ;)))

  • From: Marina Pianu <marina@xxxxxxxxxxx>
  • To: lugge@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Fri, 11 Jun 2004 10:55:07 +0200

come da subj...!!!
mar

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http://punto-informatico.it/p.asp?i=48552

Legge Urbani, scatta la prima denuncia

Il deputato europeo radicale Marco Cappato denuncia i gestori del sito web
del ministero di Giuliano Urbani perché violano la Legge Urbani. Messi in
rete illegalmente molti documenti coperti da copyright

10/06/04 - News - Roma - L'europarlamentare della Lista Bonino Marco
Cappato ha reso noto di aver presentato un esposto alla Polizia
amministrativa e postale nei confronti dei gestori del sito web del
Ministero dei Beni Culturali per violazione della Legge Urbani.

Stando alla denuncia di Cappato, predisposta in collaborazione con
l'avvocato Fabrizio Veutro e con il direttore di Linux Magazine Emmanuele
Somma, il Ministero ha violato il comma 1 del Decreto legge 22 marzo 2004
n.72 convertito in legge con modificazioni dalla Legge 21 maggio 2004
n.128, la Legge Urbani appunto.

La violazione riguarda la pubblicazione via Internet di una grande
quantità di contenuti protetti da diritto d'autore in un modo ritenuto
illegale. "Il sito del Ministero - afferma Cappato - immette in rete
numerose opere dell'ingegno prive dell'idoneo avviso prescritto dalla
legge".

Come noto, la contestatissima Legge Urbani tra le altre cose impone a
tutti coloro che pubblicano materiale protetto di aggiungervi un "idoneo
avviso circa l'avvenuto assolvimento degli obblighi derivanti dalla
normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi". L'avviso, stando
alla legge, dev'essere di adeguata visibilità e deve contenere
l'indicazione delle sanzioni previste dalle normative sul diritto
d'autore.

Inoltre, sebbene le modalità tecniche di pubblicazione dell'avviso debbano
essere compilate seguendo un regolamento che sarà emanato in futuro e in
accordo con la SIAE, la Legge Urbani prescrive che già oggi tale avviso
debba esistere con "caratteristiche tali da consentirne l'immediata
visualizzazione".

"In questo momento - ha dichiarato Cappato - praticamente tutti i siti web
potrebbero essere in violazione della Legge Urbani, perfino quello del
Ministro che ha voluto la legge". "Non è chiaro peraltro - ha continuato -
l'ambito di applicazione di questo idoneo avviso, che forse si trasformerà
in un bollino virtuale con il regolamento tecnico e l'intervento della
SIAE. Forse dovrà applicarsi a tutta la rete Internet, svelando così
l'assurdità di una pretesa legislativa praticamente inattuabile e
giuridicamente risibile. Forse invece riguarderà solo gli operatori
italiani, che allora rimarranno ingiustamente discriminati rispetto agli
stranieri privi di simili incombenze".

Secondo Cappato, alla riduzione della libertà di espressione coincide
anche un danneggiamento grave del software "se questa normativa non sarà
presto modificata o, meglio, del tutto abrogata". L'industria del software
tradizionale, secondo Cappato, "dovrà probabilmente sopportare ingenti
spese per adeguare la procedura di distribuzione nel mercato italiano,
rispetto a una normativa che non ha riscontro nel resto del mondo".

"Per motivi simili - ha continuato l'esponente radicale - questa
disposizione della Legge Urbani ostacola il software libero, il cui
sviluppo è frutto di un'intensa e perpetua collaborazione internazionale
che non può sopportare pesi e vincoli territoriali. Gli autori di Software
Libero, inoltre, non hanno alcun interesse a limitare, controllare o anche
solo appesantire con inutili avvisi la diffusione in rete delle loro
opere, anche attraverso i canali del file-sharing".

Nell'imporre la visualizzazione di normative e ammonimenti vari sulle
sanzioni previste dalla legge sul diritto d'autore, la Legge Urbani sembra
muovere dall'erroneo principio per cui la diffusione di un'opera
dell'ingegno debba essere sempre controllata o gestita dall'originario
titolare dei diritti, e che al di fuori di tale controllo sia sempre
illecita, dimenticando così che la comunicazione e la riproduzione di
un'opera in rete sono diritti che l'autore può anche decidere di concedere
agli utenti, impiegando una licenza libera quale la GPL per il software o
una licenza Creative Commons per le altre opere. "In definitiva - ha
concluso Cappato - si tratta di una legge miope e protezionistica che nel
dichiarato intento di "promuovere la diffusione al pubblico e la fruizione
per via telematica delle opere dell'ingegno", di fatto realizza l'effetto
esattamente opposto".


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<xml>One file-format to rule them all
       One parser to parse them all
         And in code - bind them!</xml>

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