[Lugge] Re: proposta di corso e "linea guida"

  • From: Rodolfo Carolei <lotharx@xxxxxxxxxxx>
  • To: lugge@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Sat, 27 Sep 2003 18:55:10 +0000

Ciao Marco,
 
Alle 16:50, sabato 27 settembre 2003, hai scritto:
> Ciao a tutti,
>
> mi inserisco nella discussione dopo aver letto i molti messaggi pervenuti
> in lista.
>
<-X->
>
> Il percorso C2 (14 moduli) rivolto ad amministratori di rete dovrebbe
> essere svolto (sic!) in 84 ore in presenza e (doppio sic!) altre 84 in 
autoformazione. Il materiale messo a disposizione sono due tomi ben nutriti.
>
> A mio avviso balza agli occhi una mancanza di aderenza alla realta'
> *quotidiana* delle scuole italiane fatto salvo i rari casi di eccelenza.
>
E' vero però è anche vero che non si possono lasciare workstations (con 
windoze) allo stato brado e in balia della furia distruttrice degli allievi 
come accade nel 95% (siamo prudenti!) delle scuole italiane che hanno la 
fortuna di avere delle sale fornite di computers; non si può (come chi scrive 
ha verificato in qualche caso) avere una connessione dial-up per ogni 
macchina; tutto questo comporta per l'amministratore la necessità di 
reinstallare il SO ogniqualvolta è sfasciato (cioè quasi sempre) e per la 
scuola un costo enorme che potrebbe essere molto più contenuto se l'admin 
sapesse fare veramente il suo mestiere. Amministrare una rete (più o meno 
vasta) non è la cosa più facile del mondo e richiede un certo bckgrnd di 
studi ed un aggiornamento costante. Ammetterai che bisogna cambiare qualcosa! 
Probabilmente i topics del corso non coincideranno esattamente con la realtà 
attuale, ma sono perfettamente aderenti alle problematiche dei networks.
>
<-X->
>
> Ora vengo alla questione:
> - quando mai in una scuola ci saranno tre router?
>
Ti assicuro che ci sono! (li preparo io), ma ammetto che non sono molto 
diffusi.
>
> - quando mai un ISP commerciale (90% presenza nelle scuole) ti lascia
> smanettare sul router?
>
Credo che su questo ci sia un equivoco: tu devi preparare i routers che 
risiedono nell'istituto e che costituiscono la main gateway per la tua rete.
>
> - come potrai creare un firewall, se non hai veramente a disposizione una
> situazione concreta? (PC con due schede almeno?)
>
Non è esatto: puoi implementare un firewall anche con il solo modem.
>
> Tutto cio' per dire che l'obiettivo, rispetto al target e' completamente
> sbagliato.
>
Amo ripetermi: secondo me è il target come è adesso che è sbagliato!
>
> Allora, mi trovo ad essere concorde con la linea data da Roberto Foglietta
> e per quanto riguarda l'uso di una verisone desktop e per quanto riguarda le 
>preoccupazioni sulla tempistica, ma ancor più sul reale apprendimento di chi 
>segue il corso.
>
Se ho capito bene (ma sarà Roberto a spiegarsi meglio), non credo affatto che 
Roberto intendesse sminuire il compito dell'admin, ma dare qualche semplice 
(si fa per dire) suggerimento ai detentori di distros Mandrake Linux che, 
come è noto sono piuttosto user-friendly e come tali vengono installate anche 
da non addetti ai lavori.
>
> Mi sia permesso ancora un inciso: tra l'altro una cosa è essere bravi
> sistenisti-tecnici-guru-esperti, altra cosa è saper trasmettere le nozioni, 
gli apprendimenti, ovverso essere un bravo docente.
>
Questo è un problema annoso.
>
> Quindi mi metto nei panni di chi vuole avvicinarsi a linux, magari
> proveniente dal mondo della scuola dove regna incontrastato Windows.
>
Ecco il punto: bisogna sostituire windoz o, quanto meno, affiancarlo a linuz.
>
> Come posso convincere il mio dirigente a installare un laboratorio Linux  e
> risparmiare 5.000 - 10.000 euro?
>
Allora: nessun costo per l'acquisto di licenze; maggiore sicurezza e controllo 
(virus, cracking, ecc.); drastica riduzione dei costi di connessione; 
possibilità di riciclare macchine obsolete > minor costo per l'acquisto di 
HW; un sacco di altre cose, ma soprattutto l'utilizzo del SW Open Source 
costituisce un metodo educativo di per sè e svincolato da criteri banalmente 
commerciali.
>
> Facendo in modo che i docenti possano usare le stazioni in modo "indolore",
> e questo sarà possibile solo con
> interfaccia grafica, connettendosi ad internet come prima, usando per
> quanto possibile le stesse funzionalità (non funzioni)
> alle quali questo target è abituato.
>
Non c'è alcun problema in merito.
>
> Qui i puristi storceranno il naso ma questa è la realtà. Allora o si vuole
> incidere sul sistema, sistema-scuola e sistema-paese o
>  ci si ritira su posizioni di principio e si continuerà a dibattere per i
> prossimi anni della differenza delle licenze GNU, GPL, free ecc. ecc.
> buttate giù a caso.
>
Anche se possono sembrare sottili disquisizioni di diritto internazionale, il 
fatto è che Linux esiste grazie a loro.
>
> Per poter far avvicinare "le masse", passatemi questo termine
> marxista-lenista, a Linux occorre la bici con le rotelle.
>
Sta nel mestiere dell'insegnante trovare la 'ricetta' giusta.
>
> Nulla vieta di fare anche dei corsi sulla Sicurezza e quanto altro, anche
> di elevata complessità, dove gli utenti che di volta in volta vorranno 
togleire le rotelle, potranno partecipare, ma in modo "consapevole".
>
Esatto.
>
> Avere una platea, anche pagante, ma che esce con senso di frustrazione
> credo non giovi a chi fa il corso (al prossimo, non vado) e men che mai a 
>chi lo frequenta.
>
E' vero, però serve ad acquisire la consapevolezza che c'è molto da fare.
>
> Mi scuso ancora per la prolissità, continuero' a leggervi con piacere.
>
> marco parodi
>
<-X->
>

Ciao.

parapaponzi <parapaonzi@xxxxxxxxx>

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