[Lugge] Re: proposta di corso e "linea guida"

  • From: Rodolfo Carolei <lotharx@xxxxxxxxxxx>
  • To: lugge@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Sat, 27 Sep 2003 13:25:34 +0000

Ciao Ste,

Alle 19:39, venerdì 26 settembre 2003, hai scritto:
> Rodolfo Carolei wrote:
> [SNIP]
>
> > Arrivati a questo punto si deve affrontare il
> > problema delle certificazioni; la situazione è semplicemente paradossale:
> > il cuore del SO è stato realizzato da uno studente finno-svedese fuori
> > corso coadiuvato da migliaia di studenti più o meno fuori corso anche
> > loro e per usarlo invece ti devi certificare: quindi gli autori, che non
> > sono certificati, non potrebbero utilizzare il software da essi stessi
> > prodotto!
>
> Piccola parentesi: il valore di una certificazione sta tutto in CHI
> certifica, e di conseguenza nel valore che gli utenti finali (le
> imprese) gli attribuiscono.
>
Esattamente: Un impresa, da noi,  da maggior credito ad un neolaureato in 
economia domestica alla 'Sorcona' che ad un sistemista UNIX, diplomato al 
liceo classico, con vent'anni di esperienza. Il resto va da sè.
>
> Una certificazione puo' anche nascere dal nulla: io ditta X che eroga
> corsi prendo 4 esperti di GNU/Linux (ad esempio), preparo con loro un
> percorso formativo ed un esame finale da sostenere. Do per buono che
> essi sappiano tali argomenti, e li certifico (assumendomene la
> responsabilità).
> Dopodichè questi 4 esperti neocertificati terranno corsi, alla fine dei
> quali gli studenti dovranno sostenere una prova, per ottenere una
> certificazione a loro volta.
>
Io sono perfettamente d'accordo, ma purtroppo non siamo ad Utopia. (vedi 
sopra).
>
> Va da se che il trucco è fare si che l'ente che eroga questi
> corsi/certificazioni abbia il necessario prestigio per fare si che poi
> questi stessi certificati valgano qualcosa nel mondo del lavoro.
>
E' vero, ma nel paese Italia (e non solo) si bada poco alla sostanza e molto 
all'apparenza e data l'abissale ignoranza del management preposto alla 
selezione vale il postulato di cui sopra. Magari si potesse ricondurre tutto 
in termini del tipo: 'io ho un problema importante; affiderò l'incarico a chi 
mi proporrà la migliore soluzione.'; il che presupporrebbe un management in 
grado di valutare le diverse soluzioni (una chimera!). Invece si pone il caso 
seguente: 'io ho un problemino; affiderò l'incarico all'ing. Squeak perchè è 
il cugino del sales manager.' Potrei fare nomi, cognomi e ragioni sociali (di 
multinazionali). Da noi esistono banche con firewalls completamente aperti: 
BANCHE! Andiamo a vedere chi sono gli admin?
>
> Secondo me è una strada percorribile, e nemmeno troppo avveniristica.
>
E' percorribile, ma avveniristica: ci vuole tempo perchè nel mondo del lavoro 
una certificazione assuma un peso rilevante; un tempo direttamente 
proporzionale alla consapevolezza dell'importanza del servizio e, quindi, 
all'istruzione dei managers responsabili della selezione; questo tempo, in 
Italia, va moltiplicato per quattro (io sono un ottimista).
>
> Stefano
>
<parabola>
Al sig. Fireman nessuno chiede il titolo di studio.
Lui lavora perchè è uno dei pochi al mondo che sa come spegnere gli incendi 
scoppiati nei pozzi petroliferi. Lui rischia la pelle, ma guadagna un sacco 
di soldi.
</parabola>
<morale>
Spegnere gli incendi è considerato un lavoro importante perchè fa risparmiare 
molto denaro; a chi svolge questo lavoro si richiede solo di saperlo fare ed 
è facile valutare le capacità di un pompiere.
</morale>
Ergo: al di fuori del mondo degli ISP (speriamo) c'è una consapevolezza ZERO 
dell'importanza dei servizi erogati; probabilmente si dovrà attendere un 
ricambio generazionale perchè cresca: intanto? Bisogna farsi conoscere 
personalmente e seminare: in modo che il sistema meritocratico attecchisca 
anche da noi che viviamo da anni (senza saperlo) in un regime socialista; una 
volta raggiunto un livello medio accettabile, il sistema delle certificazioni 
permetterà di fare una selezione più granulare (come avviene nel mondo 
civilizzato).

Ragazzi, qui siamo in Italia, non negli USA!

parapaponzi <parapaponzi@xxxxxxxxx>

P.S.
per Roberto: oops, scusa mi è scappato un parapaponzi.

========----------

 Prima di scrivere in m-list per favore leggi il regolamento
 http://www.lugge.net/soci/index.php?link=manifesto

 Archivio delle e-mail postate in lista
 http://www.freelists.org/archives/lugge/

 Modifica dell'account sulla lista LUGGe
 http://www.lugge.net/soci/index.php?link=manifesto.htm#list


Other related posts: