[Lugge] Re: comandi + usati

  • From: pietro2 <pietros1@xxxxxxxxxx>
  • To: "andrea_57" <andrea_57@xxxxxxxxx>,Lugge ultima <lugge@xxxxxxxxx>, LUGGe <lugge@xxxxxxxxxxxxx>
  • Date: Tue, 8 Oct 2002 00:22:39 +0200

Alle 19:31, domenica 6 ottobre 2002, hai scritto:
> Ciao a tutti
> secondo la vostra esperienza quali sono i comandi + usati con linux ???
> Se ne avete voglia indicatemeli, mi piacerebbe realizzare un supporto 
> cartaceo da poter consultare non a video con i loro significati e 
> sintassi.
> Ciao a tutti
> Andrea
>
> ý---------
>
>  Prima di scrivere in m-list per favore leggi il regolamento
>  http://www.lugge.net/soci/manifesto.htm#list
>
>  Archivio delle e-mail postate in lista
>  http://www.freelists.org/archives/lugge/
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>
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>  http://www.lugge.net/soci/sede.htm
lossario Linux - Seconda Parte

 Glossario Linux I comandi fondamentali - Seconda parte 
Di Maurizio Napolitano napo@xxxxxx 

 
ls - mostra il contenuto di una directory o gli attributi di un file 

 Ls è un comando versatile che consente di ottenere la lista (da qui ls) del 
contenuto di una directory. Di solito, chi si avvicina la prima volta a Linux 
è solito dare il comando dir e accontentarsi di questo, senza sapere che in 
realtà ha lanciato un per ls -la, alias definito nei file di inizializzazione 
del sistema in molte distribuzioni Linux. 
Andiamo però per gradi, nello scoprire cosa ls può fare per noi. Per prima 
cosa, provate a digitare ls; otterrete un semplice elenco, nulla più.. Per 
avere qualche informazione in più, ad esempio per visualizzare i file che 
iniziano con un punto, di solito nascosti, aggiungete alla linea di comando 
l'opzione -a, mentre per visualizzare il contenuto delle sotto directory 
usate un -R. Se infine volete sapere tutto dei vostri file, tutto ben 
incolonnato, con nome del proprietario, del gruppo, dimensioni, ora 
dell'ultimo accesso, nome del file ed eventuali link che puntino ad esso, 
aggiungete un ulteriore parametro, -l. 

 Un tipico risultato a video del comando ls -la potrebbe essere, ad esempio: 

 drwxr-xr-x 19 root root 1024 Sep 14 14:29 . 
drwxr-xr-x 19 root root 1024 Sep 14 14:29 .. 
-rw-r--r-- 1 root root 129557 Apr 15 1999 System.map 
drwxr-xr-x 2 root root 1024 Apr 15 1999 bin 

 Guardate la prima colonna; questa, ad esclusione del primo carattere che 
indica la presenza di una directory (d), va letta a blocchi di tre: la prima 
tripletta indica gli attributi per l'utente, la seconda per il gruppo, la 
terza per tutti coloro che possono accedere al sistema. In breve, i possibili 
attributi per un file sono: 

 - = nessun attributo 
l = link 
d = è una directory 
r = permesso di lettura 
w = permesso di scrittura 
x = è un file eseguibile 

 Altri paramentri importanti sono: 

 Qualora abbiate necessità di "paginare" l'output (caso in cui l'output 
scorra velocemente sullo schermo) potete associare ls al comando more usando 
una pipe (= |) 

 ls -laFR | more 

 Per operare su più file contemporaneamente possiamo utilizzare i simboli * e 
? detti anche wildcards: 

 
ls * (il carattere * può venire omesso) appaiono tutti i file o directory. 
ls testa* vengono visualizzati tutti i file o directory che iniziano con la 
parola testa, con ls *coda vengono elencati tutti i file che finiscono con la 
parola coda. 

 L'uso del carattere ? vincola il numero di caratteri: con ls ???, infatti 
vengono visualizzati solo quei file che sono composti da 3 caratteri. 
Infatti: 

 ls nome? mostra solo i file composti da cinque caratteri i cui primi quattro 
corrispondono alla parola nome; quindi nome1, nome2 ecc..., ma non nome12, 
nome123, ecc... 

 
rm - elimina un file o una directory 

 Per cancellare un file basta digitare: 

 rm nomefile 

 Prima di eliminare un file, il sistema chiede una conferma, il che evita 
spiacevoli errori. Ricordate che in Linux non esiste alcun cestino e una 
volta eliminato un file è molto difficile recuperarlo. 

 Se vi sentite sicuri, e non volete continuare a rispondere alla domanda di 
conferma, forzate l'esecuzione del comando con l'opzione -f 

 rm -f nomefile 

 Anche i rm supporta i simboli speciali come ? o *; questo, però, costringe a 
racchiudere entro degli apici quei nomi di file che contenessero un carattere 
speciale: 

 rm 'nome?file' 

 Per cancellare una directory e il suo contenuto utilizziamo, combinate, 
l'opzione -r, che indica di operare sulle directory, e l'opzione -f, che vi 
evita di confermare la rimozione di ogni singolo file: 

 rm -fr cartella 

 Attenzione: se entrate nel vostro sistema come utente root, non lanciate mai 
il comando 

 rm -fr / 

 altrimenti cancellerete tutti i file dal vostro disco rigido. 

 mount - monta un file system 

 Tutti i file in Linux sono gestiti come un grande albero, la cui radice è la 
directory root (ossia /). Ogni singolo file viene registrato su un device 
(una periferica, dischi rigidi, dischi virtuali, floppy, cd rom, zip, 
etc...), che va montato, ovvero aggiunto alla struttura ad albero, per essere 
messo a disposizione del sistema. 
Montare una periferica non è un'operazione molto difficile, basta seguire la 
seguente sintassi. 

 mount <device> <mount point> -t <tipo di filesystem> 

 Per prima cosa, per poter montare un device, dobbiamo capire come questo 
viene identificato dal sistema operativo. I dischi rigidi, ad esempio, 
vengono identificati con il prefisso (hd = hard disk), al quale va aggiunto 
una lettera che indica su quale dei canali ide si trova la periferica: hda 
identifica il disco rigido master del primo canale, hdb, lo slave del primo 
canale, hdc il master del secondo canale ide, hdd lo slave. A questi 
indicatori, va sempre preposto un /dev/, dato che i device, ovvero le 
periferiche, vengono sempre viste come esistenti in /dev. 
Ovviamente, nessuno monta un intero disco, ma di solito si vuole accedere 
alle partizioni che vi sono state create: se avete necessità di montare la 
prima partizione del disco master del secondo canale ide, non monterete 
/dev/hdc, ma /dev/hdc1. 
Per montare le periferiche scsi si segue, più o meno la stessa strategia: i 
dischi rigidi sono visti come /dev/sdXY (sd = scsi disk), con X che 
identifica la posizione fisica del disco nella catena scsi (a, b, c ,d), e Y 
indica la partizione cui si vuole accedere. Ad esempio, /dev/sda1 identifica 
la prima partizione sul primo disco nella catena scsi. Per i cd è la stessa 
cosa, cambia solo l'identificativo, che in questo caso è /dev/scdN, con N che 
indica la posizione del cd nella catena dei cd rom scsi. 
Per quanto riguarda gli zip, sia scsi che ide, questi vengono visti come 
dischi rigidi che hanno un'unica partizione, la quarta (per lo zip parallelo 
si deve compilare il kernel con il supporto per questa periferica). 
Infine i dischetti. I floppy sono visti come /dev/fdX (fd = floppy disk). X 
può indicare sia il numero dell'unità, e quindi quello che nei sistemi 
Windows è il floppy A, in Linux diventa /dev/fd0, mentre B è /dev/fd1, etc. 
In alternativa, con di X si possono passare al sistema alcune informazioni di 
base sull'unità. Ad esempio, possiamo indicare a linux che il primo floppy ha 
una capienza di 1,44 Mb, indicando la periferica con /dev/fd0H1440, con H che 
indica altà densità, mentre per un dischetto a doppia densità potremo puntare 
alla periferica /dev/fd0d720. 

 Dopo avere individuato il device da montare, dobbiamo scegliere un mount 
point, ovvero la directory dalla quale poter accedere alla periferica. Molte 
distribuzioni creano una directory dal nome mnt nella quale si trovano altre 
sotto directory come: cdrom, floppy, disk, etc. 

 Per montare correttamente un'unità, dobbiamo sapere con esattezza quale file 
system contiene: 

 ext2 -> ext2 file system (quello di linux) 
dos -> fat16 (quello di MS-DOS e Win95 prima release) 
vfat -> fat32 (quella di Win95 osr2, Win98) 
iso9660 -> il file system dei cd rom 

 Ovviamente esistono molti altri tipi di file system; noi vi abbiamo elencato 
solo quelle più comuni. Ricordate, però, che affinché Linux possa riconoscere 
una partizione bisogna che il supporto per questa venga preventivamente 
compilato all'interno del kernel 

 Proviamo quindi a rendere più chiara la sintassi del comando mount facendo 
un esempio pratico. Immaginiamo di dover montare una partizione contenente 
Windows 98, che si trova sul master del primo canale ide, accedendovi dalla 
directory /mnt/disk: 

 mount /dev/hda1 /mnt/disk -t vfat 

 Attenzione: senza particolari modifiche al file /etc/fstab (fs = file 
system, tab = table), tutte le operazioni di mount potranno essere eseguite 
solo dall'utente root. 

 umount - smonta un file system 

 La sintassi di umount è molto semplice: 

 umount <device> oppure umount <mountpoint> 

 Per "smontare" una periferica dal sistema, dovrete per prima cosa uscire dal 
device, altrimenti ogni vostro tentativo darà come unico risultato un 
messaggio di errore che vi informerà dell'impossibilità di effettuare 
l'operazione a causa del "device busy". Ovviamente, se ci siete dentro, la 
periferica risulterà per forza occupata. 
Ritornando all'esempio dato per mount, immaginiamo di volere "smontare" la 
partizione precedentemente montata: 

 umount /dev/hda1 

 oppure 

 umount /mnt/disk 

 Attenzione: prima di togliere il supporto rimovibile da una periferica, e 
stiamo parlando di floppy, cdrom, zip e altro, assicuratevi di avere 
"smontato" il device cui fa riferimento. In caso contrario potrebbero 
accadere almeno due inconvenienti: potreste semplicemente non riuscire ad 
estrarre il supporto, come nei cdrom. Il problema più grave, invece, si 
verifica con le periferiche, dato che umount forza il flush della memoria 
tampone nella quale vengono scritti i dati da inviare alla periferica. Senza 
uno scaricamento forzato dei dati dalla memoria tampone potrebbe accadervi lo 
spiacevole inconveniente di estrarre un dischetto vuoto, anche se siete 
sicuri di averci copiato dentro qualcosa! 

 ho trovato questi appunti nella rete spero che ti vengano bene 
 ciao Pietro
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