[Lugge] Re: articolo SCOvsLinux

  • From: "root@xxxxxxxxxxxxx" <root@xxxxxxxxxxxxx>
  • To: lugge@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Thu, 22 May 2003 10:21:05 +0200

Approfitto innnanzitutto (quale nuovo iscritto) per salutare la lista e
tutti i partecipanti;

harlock wrote:

un interessante, IMHO, articolo di P.Attivissimo sulla vicenda:

http://www.apogeonline.com/webzine/2003/05/21/01/200305210101

in particolare questo non e' male:

<quote>
Tuttavia l'accusa di SCO potrebbe sciogliersi come neve al sole ancor prima di arrivare al confronto dei codici in tribunale. La licenza GPL sotto la quale viene distribuito Linux, infatti, dice chiaramente che chi distribuisce Linux concede agli utenti pieni diritti (compresa la proprietà intellettuale) sul codice sorgente delle opere derivate. E SCO ha distribuito Linux: pertanto ha automaticamente rinunciato a ogni diritto di controllo sul codice contenuto in Linux, comprese le eventuali parti copiate.


In altre parole, SCO avrebbe dovuto pensarci prima: ora è troppo tardi. Avrebbe dovuto esaminare il codice di Linux (cosa oltremodo facile, essendo pubblico) prima di distribuirlo: allora sì che avrebbe potuto rivendicare diritti sulle parti di codice incriminate. Se davvero Linux contiene codice SCO copiato, ormai quel codice non è più di SCO, perché SCO ha distribuito Linux.
</quote>

al di la della correttezza delle affermazioni citate nel quote, secondo me il punto di questa questione è ben altrove:

<quote>
L'intera isterica vicenda di SCO ha infatti un'altra interpretazione
possibile: invece di dimostrare che SCO è in preda al delirio, la
rivendicazione della paternità su pezzi di Linux potrebbe essere un
astuto bluff  commerciale.
</quote>

Una scorsa alla storia di Unix, ancor prima che alla GPL, fa capire come
ci siano ben pochi diritti rivendicabili da SCO, e come già in passato
la SCO stessa sia uscita sconfitta in una analoga "causa" (stavolta
regolarmente presentata davanti alla Corte di Giustizia Americana) che
ha decretato che nel codice "BSD" di allora vi erano solo 3 files, su
oltre 18mila, in cui era riconoscibile codice su cui la SCO potesse
eventualmente rivendicare i diritti. Codice, ovviamente, prontamente
rimosso dagli allora Unix Hackers della Berkley :)

In ultimo, l'interesse di Microsoft verso SCO ha consolidato la mia idea
che quella di SCO stessa fosse solo una mossa per alzare un po' di fumo
contro IBM (non certo Linux) e "schierarsi" dall' altra sponda, viste le
pessime acque in cui naviga e visto che altrimenti "mamma M$"
difficilmente si sarebbe fatta viva.

Per chi volesse approfondire la questione segnalo:

http://www.opensource.org/sco-vs-ibm.html

la posizione ufficiale della Open Source Initiative.


My 2cent,


Stefano Sartini



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