[Lugge] Re: Palladium: che ne pensate? (fwd)

  • From: Giuliano <BIPIEFFE@xxxxxxxx>
  • To: lugge@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Thu, 18 Jul 2002 08:00:36 +0200

Omologando restringo la varietà di offerta. Il mercato si riduce di estensione e la produzione esistente sino a quel momento risulta eccessiva rispetto alla capacità di acquisto del mercato. I pesci piccoli vengono spazzati via, per morte naturale, i grossi si accrescono. Il processo avanza stritolando i meno grossi che diventano un po più piccoli ed a loro volta soccombono. Quando il processo é arrivato al culmine i pochi superstiti fanno patti per dividersi quote di mercato (cartelli) e tirare avanti. Il passo successivo consiste generalmente nella rottamazione, per consentire anche ai grossi di sopravvivere (FIAT docet). E' l'agonia raccontata nella "Caduta dell'impero romano".
I risvolti socio-economici hanno del tragico. Basterebbe non dare loro peso, ma ciò contrasta con l'immagine che si vuole dare di una società attenta alle proprie componenti più deboli. E l'origine di tutto sta in una scelta viziata sin dall'origine.
Persino correnti di pensiero quali la sociologia hanno dovuto, loro malgrado, ammettere che l'economia possa essere meglio sostenuta da tante imprese piccole con flessibilità gestionale, la cui ascesa e morte non abbia ripercussioni notevoli sul contesto generale (cioé non se ne accorge quasi nessuno).
Come fare se il prodotto fosse uno solo, senza concorrenza e senza diversificazioni?
Dicamo tutti che preferiremmo astenerci da queste espressioni di sentimenti da bar sport, ma poi la passione va oltre il controllo razionale e si é daccapo a formulare proiezioni fantaeconomiche e fantasociologiche..
Lo scopo sarebbe quello di esorcizzare le paure e di affrontare in modo propositivo la realtà.
E poi l'omologazione non prevede il dissenso. A questo proposito mi sovviene "L'uomo stocastico" di R. Scheckley. Mangiamoci su, pensiamo al prossimo Linux Day, godiamoci l'estate.
Grazie a tutti i palladiani e non.
Un forte abbraccio.
Giuliano


harlock wrote:

On Tuesday 16 July 2002 08:32, you wrote:

Non credo che sia economicamente conveniente che tutte le imprese
costruttrici di hardware del mondo si mettano ad omologare i propri
prodotti.



ricordi? quando IBM 'invento'' il pc l'architettura aperta rese possibile un mercato di copie ed inizio' la guerra dei cloni.
certamente i primi compatibili non erano all'altezza dei prodotti di 'marca'
la la situazione cambio' molto in fretta.
Oggi i produttori di parti hardware offrono non solo a noi la possibilita' di costruirci un computer, e questo e' grande, ma buona parte dei componenti ai 'fabbricanti' di computer.
Se fosse vero che palladium prevede una stretta integrazione tra i componenti per aumentare il controllo del sistema molti inizierebbero a produrre periferiche per palladium pur di non perdere le commesse e per abbattere i costi tenderebbero ad avere una sola catena di produzione. Sempre se fosse vero quanto sopra sarebbe vitale abbracciare la nuova tecnologia per tutti coloro che non avendo grosse commesse dovessero comunque rifornire il mercato dell'hardware.
E' pur vero che una nuova tecnologia ha dei costi ma non sempre questo coincide con un aumento dei prezzi, il mercato e' molto strano, soprattutto quando gli interessi in gioco sono molto grossi e non sempre il guadagno arriva da dove (e quando) parrebbe piu' logico.
E gli interessi in gioco sono proprio quelli a cui ti riferisci tu, il controllo della comunicazione intesa nel suo concetto piu' ampio.


Cio' nonostante non credo che palladium possa diventare un progetto globale ma che se ne parli e che lo si faccia anche in ambiti diversi da questo puo' portare un po' piu' di persone a capire quanto in realta' puo' essere profonda la tana di Bianconiglio.

chiedo scusa, non ho saputo resistere :-).

ciao.
h


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