[Lugge] Legge editoria: ancora un commento

  • From: "Roberto A. F." <robang@xxxxxxxxx>
  • To: lugge@xxxxxxxxxxxx
  • Date: Sun, 15 Apr 2001 10:56:21 +0200



-------- Original Message --------
Subject: [flug] [topone@xxxxxxxxx: [INTERNET PER TUTTI] Legge editoria:
ancora un commento, poi basta]
Date: Sat, 14 Apr 2001 17:33:52 +0200
From: munehiro <munehiro@xxxxxxxxxxxxxxxx>
Reply-To: flug@xxxxxxxxxxxxxxxx
To: Ferrara Linux User Group - Lista Flug <flug@xxxxxxxxxxxxxxxx>

credo che sia interessante. L'autore, per chi non lo sapesse, e' lo
stesso
di "da windows a linux", un libro che potete trovare in qualsiasi
libreria ben
fornita. A quanto pare, cmq, lui continua ad usare win, visto il mailer
che usa ;)


----- Forwarded message from Paolo Attivissimo <topone@xxxxxxxxx> -----

Date: Sat, 14 Apr 2001 15:22:51 +0100
From: Paolo Attivissimo <topone@xxxxxxxxx>
To: internetpertutti@xxxxxxxxxxxxxxx
Reply-To: internetpertutti-owner@xxxxxxxxxxxxxxx
Subject: [INTERNET PER TUTTI] Legge editoria: ancora un commento, poi
basta
X-eGroups-Return:
sentto-302353-194-987262025-munehiro=ferrara.linux.it@xxxxxxxxxxxxxxxxxxx
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___Legge editoria: ancora un commento, poi basta___
(14 aprile 2001)

Il polverone suscitato dalla nuova legge sull'editoria di cui ho gia'
parlato negli articoli precedenti non cessa, anzi s'ingrossa. Si sta
facendo un grande can can, e anche questo e' un pericolo: a furia di
parlarne e di darne interpretazioni diverse, finisce che l'utente si
perde
nel frastuono e non capisce piu' niente.

Riassumo brevemente gli ultimi eventi. Alcuni politici (Bertinotti)
hanno
aderito alla petizione per l'abrogazione di questa legge. Vari esponenti
di
governo hanno dato interpretazioni totalmente contrastanti e
contraddittorie della legge. Clarence ha intervistato l'autore della
legge
(il testo dell'intervista e' presso 
http://www.clarence.com/contents/societa/speciali/010410editoria/), che
dice che il suo gioiello "non e' stato capito".

Non mi perdero' in ulteriori analisi e controanalisi di tutto quello che
e'
stato detto e del perche', stando a molti, tutti coloro (me compreso)
che
considerato liberticida questa legge sono paranoici o hanno capito male.

Diro' soltanto una cosa, poi lascio perdere perche' mi viene il
voltastomaco. Ho capito male? Con me hanno capito male numerosi esperti
di
legge? La nuova legge serve, come dice il suo autore, soltanto per
estendere
i diritti dei lavoratori della carta stampata anche ai lavoratori delle
testate online?

Puo' darsi. Puo' darsi che io sia cosi' imbecille, e con me molti altri
piu' esperti di me, da leggere il testo di una legge scritta in italiano
e
non capirlo. 

Puo' anche darsi che invece io (e molti altri) abbiamo capito benissimo
cosa dice la legge, e questi signori cercano di minimizzare, insabbiare,
frammentare. Si semina il dubbio, si propone un'interpretazione che non
fa
perdere il sonno alla gente, che non ti fa piu' sentire suddito di
repubblica sudamericana, cosi'torniamo a lavorare e sorbirci la partita
in
tivvu'. Bisogna tenere tranquillo il gregge, altrimenti quando e' ora
della
tosa, son problemi...

E' proprio questo il fatto importante: la legge va abrogata
_in_entrambi_i_casi_.

Se ci siamo fatti delle paranoie giustificate, e' automatico che debba
essere cancellata, stracciata, e corredata di canna da pesca da dare
all'autore, con ordine di andare a trote e astenersi vita natural
durante
dall'occuparsi dell'amministrazione pubblica (cioe' della vita di noi
cittadini) e dal concepire altre simili mostruosita'.

Se le nostre paranoie sono ingiustificate, allora la legge va abrogata
_lo_stesso_, perche' quando una legge e' completamente ambigua e
incomprensibile e trae in inganno anche gli esperti, e' un pericolo per
tutti. Oggi tutti sono al corrente della polemica, ma fra due o
vent'anni
qualche giudice potrebbe tirar fuori la leggina, e applicarla come la
capisce (o non la capisce) lui, con tutte le conseguenze del caso.

Se vogliamo una legge che tuteli i diritti dei lavoratori delle testate
online, e mi sembra giustissimo volerla, allora che si faccia una legge
che
dice semplicemente "I diritti del lavoratori delle testate online sono
equiparati a quelli delle testate cartacee". Bastava questo.

Ho letto un sacco di interpretazioni, opinioni, spiegazioni,
rassicurazioni. Ma alla fine mi rimane un dubbio. Se poi vengo
denunciato
per violazione della legge sull'editoria, perche' il mio sito non
riporta
il nome del "direttore" o di quell'incredibile, kafkianissimo
"stampatore",
posso avvicinarmi al banco del giudice e scagionarmi dicendo, "No,
signor
giudice, lei si sbaglia, l'interpretazione giusta della legge me l'ha
spiegata l'autore, il ministro, il sottosegretario..." ?

O se non ricordo male, in Italia vale il _testo_ della legge, non
l'intenzione che aveva il suo autore nello scriverla?

E con questo ho chiuso, per quel che mi riguarda, un triste capitolo
della
vita italiana della Rete.


Anzi no: ho ancora una domanda, alla quale magari qualcuno sa
rispondere.
Se pensate che queste siano paranoie di gente che non ha meglio da fare,
considerate quello che e' gia' successo.

Nel 1998 scrissi il mio primo articolo per l'esordiente Apogeonline, e
loro
sono abbastanza nostalgici da tenerlo ancora online presso
http://www.apogeonline.com/webzine/1998/03/25/01/199803250106.

In quell'articolo segnalai due altre leggi molto pericolose (e' brutto
citarsi, ma mi perdonerete):

"Vi faccio qualche esempio. Secondo l'inflessibile sistema legale
italiano,
il telefono cellulare è considerato una "stazione radio", e per avere
una
stazione radio ci vuole la licenza, come previsto dal regolamento del
Ministero della Comunicazione. Nel caso dei cellulari, la licenza è
costituita dal contratto col gestore cellulare (probabilmente non ci
avete
mai fatto caso, ma nei contratti TIM c'è scritto "Il presente documento,
ai
sensi delle disposizioni vigenti, costituisce licenza di stazione
radio";
nei contratti Omnitel questa dicitura non compare). Sicché, se volete
essere assolutamente in regola con la legge, dovreste portare sempre con
voi l'intero contratto, in modo da poterlo esibire a richiesta al
funzionario che ve lo richiedesse. Se non l'avete con voi, sarete
multati o
vi verrà sequestrato l'apparecchio."

Questa legge e' stata abrogata? Non mi risulta.

Altro caso, sempre tratto dall'articolo del 1998, che interessera'
sicuramente agli utenti Netsystem: "il decreto legislativo 11 febbraio
1997, n. 55, recita all'articolo 6 che "L'abbonamento alle
radiodiffusioni
nazionali costituisce titolo alla installazione e alla utilizzazione di
antenne destinate alla ricezione di programmi radiotelevisivi da
satellite,
collegate esclusivamente a ricevitori radiotelevisivi". L'articolo 20,
dedicato alle sanzioni, al terzo comma, dice che "Nel caso in cui
l'antenna
destinata alla ricezione di programmi radiotelevisivi via satellite non
sia
collegata esclusivamente a ricevitori radiotelevisivi si applica la
sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire tre milioni". Il
quinto comma dice che "Il ministero delle Poste e delle
telecomunicazioni
può provvedere direttamente, a spese dell'interessato, a suggellare o a
rimuovere l'impianto e sequestrare le apparecchiature terminali e gli
apparati di rete".
In altre parole, in Italia è vietato collegare alla parabola uno dei
vari
decoder che consentono già ora di ricevere Internet via satellite ad
alta
velocità. Stranamente questo non impedisce ad alcune società italiane di
vendere il servizio".

Chiedo ancora: questa legge e' stata abrogata? I ventimila utenti di
Netsystem e simili sono fuorilegge, o quest'ennesimo mostro giuridico
aleggia ancora nei meandri dei tribunali, pronto a perseguire il
cittadino
che osasse fare qualcosa di antisociale, tipo distribuire freeware o
tenere
una BBS?

In nome di questi due mostri gia' esistenti, dunque, continuero' a
sostenere che la legge 62/2001 va abrogata e rifatta da cima a fondo.

Ciao da Paolo.
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Paolo Attivissimo         Traduttore tecnico, autore d'informatica 
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