[Linuxtrent] Re: Identita' digitale, articolo su 'Salto'

  • From: "Gianguido Piani" <dmarc-noreply@xxxxxxxxxxxxx> (Redacted sender "gipiani" for DMARC)
  • To: linuxtrent@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Thu, 15 Apr 2021 17:53:00 +0200

Grazie, Roberto. Sono anch'io d'accordo con le tue considerazioni.

C'e' sempre un problema del livello di dettaglio nello scrivere. A
differenziare si crea un pasticcio lungo e illeggibile. A generalizzare
si corre il rischio di rovesciare situazioni, anche non volendolo.
Frasi brevi e a effetti stimolano interesse, ma possono suscitare
irritazione.

Con GDPR ho avuto una pessima esperienza personale che mi e' costata un
lavoro in prospettiva molto interessante. Ho rifiutato di firmare un
documento del mio potenziale committente con il quale avrebbe scaricato
su di me un sacco di responsabilita' astratte e nel concreto
ingestibili. Quindi niente lavoro, niente guardagno, ma almeno sonni
tranquilli. Mi e' difficile vederlo in termini positivi. Che senso
abbia poi fare leggi che sappiamo vengono sistematicamente aggirate,
mah.

Ho avuto a che fare con una dozzina di direttive UE: energia,
trasporti, efficienza, Protocollo di Kyoto/ emissioni di gas serra.
Tutte avulse dalla realta' e inapplicabili nella pratica. Per me al
momento l'unico effetto delle politiche UE e' il dover cliccare
liberatorie prima di entrare in ogni sito. Se a Bruxelles non capiscono
che senza nostri strumenti informatici saremo comunque sempre alla
merce' di potenze esterne, Est o Ovest che sia, che cosa ci possiamo
fare? Avremmo bisogno di nostri cloud e social, ci danno il doppio
click. Accontentiamoci.

noyb sta facendo un lavoro estremamente importante.

Se sei d'accordo, vorrei chiederti un piacere. Potresti pubblicare i
tuoi commenti, in questa o altra forma, come contributo su Salto? Gli
ultimi commenti suonano come se io ce l'avessi con la sanita'
altoatesina, e non corrisponde a realta'. Sono anzi ben contento di
poter venire vaccinato. Come hai ben capito ce l'ho invece, come tu
stesso dici, con una moltiplicazione di richieste superflue e gestibili
in altro modo. Il mio obiettivo principale era l'usabilita'
dell'identita' digitale, la vaccinazione e' stata solo uno spunto di
attualita' per scriverne.

Guardando su siti stranieri ho trovato che quello di Monaco fosse tra i
piu' onesti. C'e' anche li la richiesta di un cellulare, con la
precisazione "se non ce l'hai, indicane uno di un vicino o di persona
che ti possa raggiungere. A noi serve solo per mandarti una notifica
piu' avanti."

Chiaro, semplice, comprensibile, non intrusivo. Proprio come
un'amministrazione dovrebbe essere.


cari saluti,
Gianguido



On Thu, 2021-04-15 at 17:32 +0200, Roberto Resoli wrote:

Il 15/04/21 10:36, Gianguido Piani (Redacted sender gipiani for
DMARC) ha scritto:
Buongiorno a tutti!

Segnalo questo articolo che ho appena pubblicato su 'Salto'.

Avrei voluto scrivere anche riguardo il software libero ma il testo
si sarebbe allungato e sarebbe finito "fuori tema". Sara' alla
prossima occasione.
https://www.salto.bz/de/article/15042021/vaccino-identita-e-usabilita
<https://www.salto.bz/de/article/15042021/vaccino-identita-e-
usabilita>

Salve Gianguido, complimenti per l'articolo. Sottolinea in maniera
molto efficace e concreta quanto
poco sia considerato il principio di minimizzare i dati raccolti. Che
è esattamente
il principio base di GDPR. Quindi non sono d'accordo (o solo molto
parzialmente) quando affermi:

"Le direttive europee, come succede spesso, non risolvono problemi ma
li complicano,
vedi la GDPR che rende la vita impossibile al piccolo imprenditore
mentre
Facebook, Microsoft e Google possono scegliere se, quando e come
applicarla,
tanto sono soggetti alle leggi americane e si possono permettere
schiere di giuristi."

E' ben vero che i GAFAM violano sistematicamente GDPR, ma appunto,
violano la legge, ed
esistono mezzi per farla applicare.

E' appunto quello che fa noyb.eu, l'organizzazione fondata da Max
Schrems che sostengo come
molti altri dalla sua nascita. La sentenza Schrems II nasce
dall'attività di noyb.eu, e
dall'applicazione dei principi (in base alle quali è nato GDPR) che
l'UE si è data;
il diritto alla riservatezza è fondamentale, scritto in costituzione,
e la sentenza
della Corte di Giustizia lo ha ribadito.

Credo che il problema, come tu stesso illustri efficacemente
nell'articolo, sia
molto più profondo e generale.

La policy cookies di salto.bz, ad esempio, viola il GDPR, perchè non
distingue tra cookie
indispensabili ad espletare il servizio e quelli che non lo sono, e
non dà la possibilità di scegliere.

Adducendo giustificazioni assurde, visto che è sua facoltà decidere
se ammettere o no cookie di terze parti sul proprio sito:
"Siti di terze parti:
I siti di terze parti a cui è possibile accedere tramite questo sito
web non sono coperti dalla presente informativa.
Salto.bz declina ogni responsabilità in merito ad essi. Le categorie
di cookie utilizzate e il tipo di
trattamento di dati personali da parte di queste aziende sono
regolati in conformità all'informativa rese da queste aziende.
Le terze parti che principalmente operano tramite salto.bz, come
tramite ogni altro sito,
son GooglePlus/GoogleAnalytics, Facebook, Twitter e Addthis."

Naturalmente salto è in buona compagnia, il 99% dei siti delle
amministrazioni pubbliche sono in violazione
del GDPR. I siti commerciali o di informazione invece si stanno
lentamente adeguando.

Paradossalmente, gli esempi di rispetto migliori vengono da siti di
informazione americani,
come the Atlantic, il cui popup è semplice ed esemplare: 
https://www.resolutions.it/nextcloud/index.php/s/qiFC894Ho64eR94

Io esercito la scelta *sempre* e se non mi è data la possibilità
spesso non accedo al sito.
E' GDPR che mi ha dato la possibilità di scegliere.

rob

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