[stefanesi] Santo Stefano Quisquina: Stefanesi.net: Unione “Platani-Quisquina-Magazzolo”: “no” alla chiusura del punto nascita di Santo Stefano

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  • Date: Thu, 12 Jan 2012 11:17:08 +0100

Unione “Platani-Quisquina-Magazzolo”: “no” alla chiusura del punto nascita di 
Santo Stefano

Si schiera su un netto “no” alla chiusura del punto nascita di Santo Stefano 
Quisquina l’unione dei comuni “Platani-Quisquina-Magazzolo”...

MONTI SICANI – Si schiera su un netto “no” alla chiusura del punto nascita di 
Santo Stefano Quisquina l’unione dei comuni “Platani-Quisquina-Magazzolo”. La 
notizia della posizione comune assunta dai cinque paesi – Alessandria della 
Rocca, Bivona, Cianciana, San Biagio Platani e Santo Stefano Quisquina – arriva 
attraverso le parole del presidente dell’unione, Salvatore Sanzeri, sindaco di 
Cianciana. 
“Il presidente dell’unione dei comuni Platani-Quisquina-Magazzolo – si legge 
nella nota diramata ieri pomeriggio – e i sindaci dei comuni appartenenti 
esprimono netta contrarietà alla chiusura del punto nascita della casa di cura 
Attardi di Santo Stefano Quisquina giudicandola potenzialmente dannosa per i 
bisogni sanitari di questa comunità”. 

Secondo il rappresentante massimo dell’unione infatti “una giusta 
programmazione sanitaria deve tener conto delle difficoltà dei territori e in 
particolar modo di quelli montani dotati di una rete viaria insufficiente”.
 
Da qui l’invito al direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale di 
Agrigento “a promuovere tutte quelle iniziative atte a impedire la chiusura del 
punto nascita di Santo Stefano Quisquina”. Si fa anche appello all’assessore 
regionale alla sanità Massimo Russo perché riveda “quella parte del decreto che 
prevede tale chiusura”.
La presa di posizione arriva a due giorni dalla pubblicazione del decreto della 
regione Siciliana sui punti nascita che da ottobre si ridurranno a 42 in tutta 
la Sicilia rispetto agli attuali 70. Il decreto pubblicato venerdì sulla 
gazzetta ufficiale prevede la chiusura delle cinque eccezioni inizialmente 
previste: Bronte, Mussomeli, Nicosia, Santo Stefano di Quisquina e Corleone. I 
direttori generali dei nosocomi in questione hanno però tempo fino al prossimo 
30 giugno per proporre eventuali deroghe alla chiusura, proprio perchè tali 
strutture sorgono in zone montane.
Il nuovo assetto è stato deciso per razionalizzare le risorse e individua 27 
reparti di primo livello, quelli per che in media effettuano  tra i 500 e 1000 
parti all’anno, dotati di trasporto materno e neonatale in ospedali di secondo 
livello, in tutto 15, con una media di 1500 parti all’anno, e dotati di terapia 
intensiva neonatale, rianimazione e pediatria. 
E questo il primo passo che l’assessore Massimo Russo ha voluto compiere in 
direzione delle direttive ministeriali, che prevedono di mantenere in vita solo 
quei reparti dove nascono più di 1000 bambini. L’adeguamento completo è 
previsto entro i prossimi 3 anni. 

Fonte: Magaze.it


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