[stefanesi] Santo Stefano Quisquina: Stefanesi.net: 7 domande a Lombardo sulle concessioni Nestlè a Santo Stefano Quisquina

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  • Date: Wed, 11 Jan 2012 08:55:12 +0100

7 domande a Lombardo sulle concessioni Nestlè a Santo Stefano Quisquina

Riceviamo e pubblichiamo le 7 domande proposte al presidente della Regione on. 
Raffaele Lombardo da parte del cittadino stefanese Alfonso Leto.

Riceviamo e pubblichiamo le 7 domande proposte al presidente della Regione on. 
Raffaele Lombardo da parte del cittadino stefanese Alfonso Leto. 

7 semplici domande già inviata al presidente della Regione. Aderisci al gruppo, 
fai le tue osservazioni e se vuoi inserisci le tue domande.
 
Dato che i deputati Regionali di ogni schieramento sono affannosamente dediti 
alle loro faccende di sopravvivenza politica e di casta, per occuparsene;  i  
sindaci, gli amministratori e i consiglieri comunali di maggioranza e 
opposizione del territorio, a vario titolo, sono distratti da altri  pressanti 
e non meglio identificati impegni, per vigilare;  e così pure i cittadini per i 
quali, se una volta la vicenda era fonte di controversie e di rivendicazioni 
civili, oggi sembra narcotizzata dalla sfiducia; vorrei provare io, da singolo 
cittadino, a porre per tutti, al presidente Lombardo (e implicitamente al 
Sindaco di S.Stefano Quisquina, e al gruppo di minoranza Uniti per S.Stefano) 
solo 7 domande. L'argomento è presto detto: la concessione Nestlè-Acqua Vera 
S.Rosalia a S.Stefano Quisquina.


É di recente nota che il Tribunale Superiore delle Acque di Roma accoglie un 
ricorso della Nestlé Acqua Vera, avverso un decreto del Presidente della 
Regione Siciliana Lombardo che, con sensate motivazioni (le sole fin'ora 
registrate in tanti anni di questa vicenda), nel 2009 sospese la richiesta 
della multinazionale ad ottenere concessione di 10 litri al secondo in aggiunta 
agli altri 10 già acquisiti, nel 2007, dopo l’acquisto delle concessioni della 
“Platani Rossino srl”, in quel di S.Stefano Quisquina. Dunque: rimosso 
l’ostacolo, la multinazionale dell’acqua riapre i termini della sua istanza 
presso l’Ente Minerario di Caltanissetta.

Con la diffusa e accertata consapevolezza che il bacino «è lo stesso a cui 
attinge oggi un sistema di acquedotti che rifornisce sia l’area dei monti 
Sicani che la stessa Agrigento»(1) e convinto che ogni litro d’acqua minerale 
da qui estratto e posto sul mercato è un litro sottratto alla riserva pubblica 
e alla comunità, vorrei porre queste semplici domande al presidente della 
Regione, Lombardo, Commissario Delegato per l'Emergenza Bonifiche e la Tutela 
delle Acque :

-        1. É lecito che i permessi di ricerca e le conseguenti concessioni 
regionali all’estrazione d’acqua minerale vengano dati su bacini idrici che 
alimentano anche sistemi idropotabili pubblici?
-         2. Esiste forse un “diritto naturale” e/o costituzionale per il quale 
un pubblico Ente (come la Regione) debba sentirsi “obbligato” a concedere 
risorse pubbliche, senza poter nemmeno cautelativamente, esercitare una forma 
di tutela delle stesse?
-         3. É vero che la concessione assai redditizia, per la Nestlé Acqua 
Vera, comporta un “guadagno” per la Regione di sole Euro 254,15 di canone 
annuo? (E se è così: non è assurdo?)
-         4. Dopo gli studi ben noti e accreditati, eseguiti sul bacino idrico 
della Quisquina, che prescrivono un uso prudente dello sfruttamento 
dell'acquifero e delineano la sua precarietà strutturale, sono stati realizzati 
altri studi dalla pubblica amministrazione che dicono il contrario? E chi li ha 
condotti?
-        5. Sulla base di quale nuovo studio tecnico approfondito, 
nell’esclusivo interesse delle pubbliche risorse, lo “scrupoloso” Ente 
Minerario di Caltanissetta (braccio tecnico della Regione) dovrebbe esprimere 
(-se non lo ha già fatto!-) parere favorevole alla concessione di questi altri 
10 litri alla multinazionale?
-         6. Il presidente Lombardo (ma  anche il sindaco di S.Stefano) non 
sente il dovere istituzionale e civile di appellarsi contro una sentenza che 
mette in discussione la giusta prerogativa a tutelare l’equilibrio di una così 
importante risorsa pubblica?
-        7.  In ultimo: -Quando in futuro, con mutate condizioni climatiche, si 
verificassero le cicliche siccità con  i temuti dissesti idrogeologici e le 
disfunzioni a carico delle risorse idropotabili dell’area, a chi dobbiamo 
rivolgerci per avere giustizia? E chi pagherà?
 
Attendo che questi miei quesiti abbiano una risposta non solo attraverso il  
blog del Presidente Lombardo attraverso cui è stata inoltrato il testo di 
questa lettera ma, soprattutto, che il merito delle questioni poste attivi quel 
giusto impegno istituzionale (e mi riferisco anche alle Istituzioni locali di 
maggioranza e di opposizione) volto alla tutela della risorsa idrica che finora 
ha visto solo istituzioni interessate, o  semplicemente cialtrone, favorire 
società private e svendere per quattro soldi il patrimonio regionale. In cambio 
di cosa? Di 254, 15 Euro l'anno?  Sarebbe interessante saperlo.
 
Alfonso Leto . 06.01.2012
 
(1)   nota: nel virgolettato,  una citazione testuale delle dichiarazioni della 
dottoressa Manuela Kron , direttore di Nestlè corporatete Italia, rese in una 
sua lettera a La Repubblica Palermo del 5 Aprile 2008, a testimonianza della 
consapevolezza che i pozzi in contrada Margimuto ricadono nell'unico bacino 
condiviso.


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