[sanniolug] Reload

  • From: Massimiliano Mirra <mmirra@xxxxxxxxx>
  • To: sanniolug@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Fri, 17 Oct 2003 20:58:19 +0200

Da http://italy.indymedia.org/news/2003/10/402814.php :


                                                                                
                    
Alla conquista dello spazio, virtuale e reale. E' il progetto Reload,
una fucina di idee per sperimentare la libertà di usare le nuove
tecnologie al servizio della creatività e delle esigenze di chi vive
in città. Non è un sogno, da tempo questo è l'obiettivo di alcuni
ragazzi che «ragionano » sui computer sempre accesi delle realtà più
in movimento di Milano. Per rendere davvero accessibili a tutti le
nuove vie dei cybernauti, i ragazzi hanno deciso di occupare uno
spazio vero e proprio, quattro mura dove allestire un laboratorio
pubblico con pc e connessioni gratuite. Ci hanno provato una prima
volta due settimane fa, ma sono stati sgomberati quasi subito. I
«reloadiani » però non si sono arresi e domenica hanno replicato,
prendendosi un locale con tre vetrine di proprietà del comune,
abbandonato da 15 anni. Ma che fanno questi mediattivisti? Se non lo
sapete ecco un buon motivo per fare un salto in via Confalonieri. Non
siete di Milano? Nessun problema, tutte le informazioni possibili le
trovate sul sito reload.realityhacking.org. Se invece vivete a pochi
passi da Reload, nel quartiere Isola, allora presto potrete
connettervi wireless, un modo per entrare in internet senza bisogno di
cavi, liberi dalle linee telefoniche e soprattutto da chi le
gestisce. Vi basterà avere una scheda e il vostro computer per entrare
in una «comunità senza rete».  Se invece per voi avere il computer è
un lusso, potrete usare gratuitamente i pc. Ma non aspettatevi di
trovarvi davanti alla solita noiosa schermata di windows, perché qui
nessuno sopporta il lavaggio del cervello di Microsoft; si usa solo
Linux, il sistema operativo sviluppato con il contributo di migliaia
di programmatori indipendenti. E se non ci capite niente, allora
potete partecipare a workshop e corsi gratuiti autogestiti. «Non
bisogna essere maghi», a Reload dicono che per non sentirsi vittime
della tecnologia e di chi la controlla bisogna conoscerla e
condividere ciò che si è imparato scoprendo nuovi spazi per esprimersi
senza chiedere il permesso. Per esempio, si può fare una trasmissione
alla radio che già trasmette online
(radio.uk1.indymedia.org:8100/reload2).
                                                                                
                    
Libera tecnologia in libero spazio, è questa la chiave politica del
progetto Reload. Non è un centro sociale, non è una casa occupata, è
«solo» un laboratorio per potersi esprimere. Per i ragazzi della città
«creativa» per eccellenza questo è un istinto ipertecnologico
destinato a scontrarsi con l'ottusità della giunta di
Albertini. Reload da oggi è attivo, i computer sono già accesi e
accessibili: ma da un momento all'altro rischia di essere nuovamente
sgomberato.

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