[Linuxtrent] Re: [OT] Re: Re: PiratParty la festa...

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Roberto Resoli wrote:
> Capisco il tuo punto di vista, e mi sento di condividerlo, ma ho molti
> dubbi su quanto il TC possa diventare pervasivo, e quanto una politica
> dei piccoli passi da parte dei produttori possa contribuire a
> diffonderlo senza che la maggior parte delle persone se ne accorga.

Il problema è che non è il TC a dover incutere preoccupazione, sono le
politiche adottate dalle aziende a preoccupare.
Fintantoché i singoli, per mera convenienza o vantaggio, si adeguano
passivamente ad imposizioni dettate dalla sola logica del guadagno (vedi
per esempio l'acquisto di CD musicali protetti da DRM), è ovvio che le
aziende vanno avandi per quella strada.

> Penso non basti boicottare (anche se sono d'accordo che la politica
> ormai la facciamo soprattutto al supermercato) ma occorre un attenta
> vigilanza e testimoniare attivamente il pericolo.

D'accordissimo, ma c'è un abisso tra il vigilare e testimoniare e lo
spargere FUD.

>> Il TC diverrà pervasivo nel mondo della multimedialità, delle console da
>> gioco, ecc. ecc., ovvero il mondo delle persone che pur di ascoltare
>> l'ultimo brano musicale o di vedere l'ultimo film, sono disposte a
>> boicottare la propria libertà.
> 
> Vedi sopra; e se poi, visto che è così utilizzato, iniziasse ad
> invadere gli uffici delle aziende, i cui documenti potrebbro sparire o
> diventare inaccessibili da un giorno all'altro?

Che inizi ad invadere gli uffici è sicuro, e "ben venga" tale invasione.
Io stesso se fossi l'EDP Manager di un'azienda imporrei a tutte le
persone con portatili che maneggiano dati sensibili l'utilizzo di
macchine TC compliant. Sul mio PC tutto ciò che riguarda i  miei clienti
(ovvero la mia home) è su una partizione crittografata, e sinceramente
se tale compito potesse essere demandato ad un acceleratore
crittografico come il TPM ne sarei solo contento.

Considera che nelle aziende il PC è solo uno strumento di lavoro, ed è
giustissimo che l'azienda ne limiti l'utilizzo a tale scopo.
> Su questo il singolo non avrebbe molta voce in capitolo, semplicemente
> perchè non possiede gli strumenti che deve utilizzare. Penso che una
> qualche regola a livello sociale, politico debba esserci.

Il pericolo del TC esiste SOLO ed ESCLUSIVAMENTE nel momento in cui
l'apparato non è più sotto il controllo del proprietario (azienda o
privato che sia), cosa che avverrebbe solo in due casi: a) se non fosse
possibile disabilitarlo; b) se l'uso dell'apparato fosse subordinato
alla volontà di terzi.

Il caso a) è facilmente verificabile anche in fase di acquisto, e
comunque se un PC è TC compliant l'uso del TPM deve essere escludibile
(come infatti è e come è previsto dalle specifiche).

Il caso b) è invece strettamente in mano all'utente. Se l'utente sarà
disposto a farsi "ricattare" (p.es. se vuoi vedere l'ultimo DVD
dell'Uomo Ragno che cena con Wonder Woman devi abilitare il TC e
consegnarci la tua chiave pubblica, oppure se vuoi giocare a "Pippo
Pluto e Paperino al parco" devi prima darci la chiave del tuo TPM con
cui codifichiamo il gioco) allora TC rappresenterà davvero un pericolo
per la libertà di quell'utente, ma se l'utente non sarà disposto a farsi
ricattare il TC sarà sempre e solo un sistema di accelerazione
crittografica, utile per esempio anche per la difesa della propria libertà.

L'unico punto su cui ti do ragione è sul fatto che probabilmente il
fantomatico utente si dimostrerà come al solito stupido ed
individualista, e per il priacere di un'ora di film sarà disposto a
mettere in gioco tutta la sua libertà futura.

Ma d'altronde libertà è anche quella di farsi del male con le proprie
mani a causa della propria stupidità.

>> Nel modo informatico, finché ci sarà la domanda, ci sarà sempre la
>> possibilità di avere PC con TC disabilitat{o|abile}. Tutto il resto sono
>> FUD e seghe mentali.
> 
> Mah, vorrei avere la tua sicurezza.

Pesonalmente non sono sicuro di nulla. L'unica cosa di cui sono certo è
che qualora mi venisse imposta una scelta che non condivido, come l'uso
di TC difformemente da quanto desidero, non avrei alcun problema ad
abbandonare completamente l'informatica e tornare a zappare la terra.

Sono confidente (o illuso a scelta) che vi siano abbastanza persone come
me non disposte a rinunciare alla propria libertà. E finché si è in
tanti c'è qualche speranza.

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Flavio Visentin
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