[isf-ge] Re: turismo responsabile
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- Date: Tue, 01 Feb 2005 19:50:15 +0100
On 01/02/05 at 10.45 Annalisa Berzioli wrote:
>se qualcuno vuole fare un viaggio in paesi in via di sviluppo con
>accompagnatore sia italiano che locale questo è un sito interessante da
>visitare, appena aggiornato: http://www.sguardioltreilconfine.it/
>io sono andata con loro in Brasile e mi sono trovata molto bene, da sola non
>avrei mai potuto entrare in una favela di Rio o mangiare con bambini di
>strada...
>
Turismo responsabile. Già, ma fino a che punto è realmente responsabile?
Come ci vanno in giro per il mondo i turisti responsabili?
Non è che questi camminano sulle acque, attraversano gli oceani a piedi e
giungono dall'altra parte del mondo, così, senza colpo ferire. No, no, i
turisti responsabili vanno in aereo come tutti gli altri "turisti
irresponsabili".
130.000 sembra siano stati i partecipanti all'ultimo Forum Mundial.
Facciamo che siano stati solo 80.000 a spostarsi in aereo.
80.000 fratto 300 passeggeri fanno 266 voli d'aereo per l'andata ed altrettanti
per il ritorno.
Il fatto che questi signori siano andati a cambiare il mondo, quindi con le
migliori intenzioni che personalmente anch'io condivido al massimo
coinvolgimento, può forse giustificare un simile spostamento di massa?
Ad una media di 70 kg a persona, senza contare i mezzi etc, fanno la bellezza
di 5.600.000 kg.
Proviamo ad immaginare quante tonnellate di carburante combusto abbiamo (mi ci
metto pure io per solidarietà anche se non c'ero) sparso nell'atmosfera,
nell'aria che respiriamo.
La prossima volta che andremo a farci una bella corsetta nel parco, oppure
domani quando andremo in montagna a fare una stupenda passeggiata negli ex
luoghi incontaminati, oppure in riva al mare, ci toccherà respirare anche lo
scarico di questi 532 voli d'aereo.
Quando passeggeremo, correremo, pedaleremo, o vivremo semplicemente,
respireremo, ed i nostri polmoni inaleranno, e filtreranno e tratterranno,
anche lo scarico dei fumi dei vari Social Forum e di tutti i voli dei "turisti
responsabili" di questo mondo. Perchè noi tutti viviamo in una specie di
acquario in cui tutto ciò che facciamo ha un suo forte ed indelebile effetto.
Alziamo gli occhi al cielo: quanti begli aerei. Che belle scie bianche, di una
apparente assoluta purezza, dietro di loro. Mbhe: quelle scie ce le ritroviamo
dentro e fuori di noi, dappertutto, nel nostro corpo, nei cibi, nell'acqua,
nella terra. Altro che turismo responsabile!
Vedete, sono perfettamente consapevole dell'importanza di incontrarsi, magari
anche solo una volta all'anno, come nel caso del Forum. Alle volte per capirsi
basta più uno sguardo che le classiche mille parole. E per quanto mi riguarda
ho sempre avuto la visione del viaggio come un qualcosa di importante e
addirittura di mistico, qualcosa da vivere come certi popoli vivono i loro rari
pellegrinaggi.
Tuttavia stiamo osservando certi cambiamenti, certi livelli di inquinamento, e
contemporaneamente vediamo una tale impreparazione generale ed una esitazione
ai massimi livelli per ammettere ciò che deve essere fatto, che per quanto mi
riguarda non posso, vista l'eccezionalità dei tempi, che rimandare a data da
destinarsi qualsiasi mio viaggio.
Anche se qualcuno pensa che il turismo possa favorire lo sviluppo dei Paesi
arretrati, a mio avviso è giunto il momento che l'industria del turismo,
responsabile o meno che sia, si dia una bella calmata. Se vogliamo aiutare i
Paesi in via di sviluppo sono tante le cose da fare ed anch'io desidero
contribuire per come posso, ma certo queste cose non hanno alcunchè a che
vedere col turismo.
D'altro canto se è al nostro sostentamento che stiamo invece pensando, sarebbe
a dire ad un modo di sbarcare il lunario vicino ai nostri ideali, mbhe, la
conclusione è sempre la stessa. Non possiamo pensare di organizzare
trasferimenti di massa semplicemente per trovare di che vivere. Dobbiamo
ingegnarci a trovare qualcos'altro di effettivamente e completamente
responsabile. (Non è un caso che, per ovviare al problema del sostentamento,
personalmente mi stia dando tanto da fare per promuovere il concetto di
http://lavoro-minimo-garantito.hyperlinker.org )
Il fatto è che se volevamo fare una vita dissipatrice dovevamo pensarci molto
tempo prima: niente figli per un bel pezzo, questa sì che sarebbe stata
responsabilità. Essendo di numero ben inferiore ai 6.500.000.000 quanti invece
siamo oggi, avremmo forse potuto anche fare tutti una bella vita dissipatrice,
all'americana. Ma oggi, tutti quanti siamo, ci dobbiamo dare una bella calmata
e per parecchio tempo, pure.
E la mobilità fisica è la prima cosa che dobbiamo ridurre allo stretto
indispensabile. In fin dei conti se ne può fare benissimo a meno il più delle
volte. Anche perchè non serve per forza andare a Porto Alegre a scoprire il
mondo come potrebbe essere.
E' sufficiente che guardiamo dentro noi stessi e ne troveremo di cose
meravigliose, purchè ci sia un po' di pace intorno.
Altrimenti,
se noi per primi non ci conteniamo,
con quale faccia ci presentiamo
davanti ai padroni del mondo,
dicendo basta
alle brutte cose cui si abbandonano?
Coi migliori saluti,
Danilo D'Antonio
http://dan.hyperlinker.org
________________________________________
Ingegneria Senza Frontiere - Genova
c/o Dottorandi/DIAm
Via Montallegro 1 16145 Genova
tel: 010-3532479
http://www.diam.unige.it/isf
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