[isf-ge] sciopero della fame del vescovo don cappio

vi giro le ultime notizie della posizione del vescovo Cappio per la difesa
del rio sao Francisco. Se avete qualche minuto di tempo leggetela perché è
una testimonianza molto forte e toccante. Un uomo sta mettendo a rischio la
sua vita e ci chiede di far sapere al mondo cosa sucede...

ciao
Silvia
**
*Il vescovo di Barra (BA), don Luiz Flavio Cappio, di origine italiana, è
entrato questa domenica -2 dicembre- nel 6° giorno di sciopero della fame
(iniziato la mattina del 27 Novembre), contro le opere di Trasposizione del
Rio San Francisco. *


*Un Breve riassunto*

Nell'Ottobre 2005 il vescovo ( 61 anni di età) aveva già fatto uno sciopero
della fame di 11 giorni per lo stesso motivo, impedire la trasposizione del
Rio San Francisco. Dopo essere stato ricoverato in ospedale, nel Dicembre
2005 ci fu un colloquio col presidente Lula, al termine del quale firmarono
un accordo, di iniziare un ampio dibattito su questo progetto, tra governo e
società civile brasiliana.

Nel 2006 la trasposizione uscì dall'agenda del governo, avvicinandosi le
elezioni presidenziali.

Dopo la vittoria di Lula al 2° turno, il governo rilanciò il progetto,
inserendolo nella lista dei Progetti del Programma di Accelerazione della
Crescita (PAC), annunciato il 22 gennaio 2007

A fine giugno 2007 la polizia ha sgombrato un accampamento di 1600 indigeni
, nel comune di Cabrobò (sertao Pernambucano), dove il Governo, in attesa di
appaltare i lavori, aveva inviato l'esercito per la deforestazione della
zona,

Dal 19 Agosto 2007 è partita da Belo Horizonte una carovana nazionale contro
la trasposizione,

tra i cui componenti c'era don Cappio, che per 11 giorni ha viaggiato per
tutto il Brasile incontrando e parlando con i cittadini e i governanti dei
vari Stati.


*Proseguendo i lavori , con l'espulsione dalle loro povere case di migliaia
di famiglie di piccoli agricoltori per fare spazio alle opere della
Trasposizione del fiume San Francisco, Don Cappio inviò il 4 Ottobre 2007,
festa di S. Francesco una lettera a Lula, in cui **lo accusava di aver
ingannato lui e tutto il popolo brasiliano, e di non aver onorato la parola
data. . *


Pertanto il vescovo avrebbe ripreso "il suo digiuno e la sua preghiera",
fino al ritiro dell'Esercito e l'archiviazione definitiva del Progetto.

La lettera finiva con queste parole:

" *Quando Gesù fu disposto a donare la sua vita, non ebbe paura della croce,
era il prezzo da pagare. *

*La vita del fiume e del suo popolo o la morte di un cittadino brasiliano.
Quando la ragione finisce, la pazzia é il cammino."*


La Santa Sede, tramite il Nunzio Apostolico, ha chiesto a don Cappio di non
fare lo sciopero della fame, ma lui non lo considera così, bensì digiuno di
preghiera


Numerose le adesioni di solidarietà da tutto il Brasile e dal mondo. Il 29
Novembre un medico voleva visitarlo, ma il vescovo non ha voluto, perché si
sentiva molto bene.


Il 29 Novembre Don Cappio ha inviato una lettera a tutto il popolo del
Nordest brasiliano


*Lettera di Don Cappio al Popolo del Nordest*


Cari fratelli e sorelle del NordEst, del Ceará, del Rio Grande del Nord, del
Paraíba e del Pernambuco,

Pace e Bene!

Quando fini il digiuno di 11 giorni a Cabrobó, due anni fa, credevo
sinceramente che il governo federale avrebbe mantenuto la parola circa
l'accordo che avevamo firmato, che prevedeva un ampio, trasparente e
partecipativo dibattito nazionale sullo sviluppo del Semi-arido e del Bacino
del San Francisco. Credevamo che se si sarebbe svolto un autentico
dibattito, sarebbero emerse le reali necessità del Semi-arido, e sarebbe
risultato evidente che la trasposizione non serviva, né al popolo né al
fiume. Le abbondanti acque del semi-arido avrebbero parlato da sole. E i
progetti alternativi esistenti si sarebbero imposti, come le opere
dell'Atlas Nordest per le città e le esperienze di ASA – Articolazione del
Semi-Arido – ( la costruzione di 1 milione di cisterne per raccogliere
l'acqua piovana) per le campagne.

Il governo non ha mantenuto la promessa, ha interrotto il dibattito al suo
inizio, ha vinto le elezioni e schierato l'Esercito per iniziare le opere di
trasposizione. I movimenti e le realtà della società organizzata hanno
intensificato le loro mobilitazioni, ma il governo resta sordo. In questa
situazione non ho avuto altra alternativa se non quella di riprendere il
digiuno e la preghiera, come avevo preannunciato, se non si fosse onorato
l'accordo. Per fare questo ho scelto la chiesa di San Francisco, a
Sobradinho/BA, vicino alla diga di Sobradinho, che da 30 anni è divenuta il
cuore artificiale del Rio San Francisco, un malato allo stadio terminale.

So che il mio gesto non sarà compreso da molti di voi. Non vi do colpa per
questo. Da molte generazioni vi hanno detto che solo la grande opera della
trasposizione "risolve" la siccità. Tra i maggiori interessati ad essa vi
sono persone che conoscete bene, dato che sono le stesse che da molti anni
dominano e sfruttano la regione, usando il discorso della siccità per
deviare denaro pubblico e vincere elezioni.

La siccità non è un problema che si risolve con grandi opere. Sono stati
costruiti 70 mila laghi artificiali nel Semi-arido, con una capacità
complessiva di 36 milioni di metri cubo di acqua. Mancano gli adduttori e i
tubi che portano questa acqua a chi ne ha bisogno. Molte di queste opere
sono ferme, come la riforma agraria che non va avanti. Spostare maggiori o
minori quantità dell'acqua esistente renderà più cara tutta questa acqua in
tutto il Nordest. Il popolo, principalmente quello delle città, sarà quello
che andrà a finanziare gli usi economici dell'acqua, come l'irrigazione
della frutta pregiata, l'allevamento di gamberi e la produzione di acciaio,
produzioni destinate all'esportazione. Così già avviene per l'energia che è
meno cara per le imprese e ben più cara per noi. Questo è il vero scopo
della trasposizione, che vi nascondono. I canali passeranno ben lontani dai
terreni più secchi, diretti a luoghi dove c'è già acqua.

Io non sono sono contro il vostro sacro diritto all'acqua. Al contrario sto
rischiando la mia vita, perché questo diritto non sia ancora una volta
manipolato e violato, come sempre fu. Lotto per vere soluzioni che diano una
piena vita del popolo del sertão, che è stato la mia vita da 33 anni come
prete e vescovo del sertão. É, inoltre, un gesto di amore alla vita, alla
giustizia e all'eguaglianza che mai hanno regnato nel Semi-arido, sia là che
qui nel San Francisco, lontano o vicino al fiume.

Proprio ora c'è un popolo che soffre molto, non molto lontano dal fiume e
dal lago Sobradinho che, a causa della produzione di energia per un modello
di sviluppo antipopolare, ha attualmente solo il 14% della sua capacità di
acqua. Un progetto di 4,5 milioni di Euro, per fornire acqua a quattro
municipi che circondano il lago, è fermo dal 2001 per gli interessi dei
governanti.

Il San Francisco ha bisogno urgentemente di cure, non di un uso commerciale
che si vada a sommare ai molti che già gli sono stati imposti e che lo
stanno distruggendo.

Quello di cui abbiamo bisogno, non solo nel Nordest, é di costruire una
nuova mentalità di rispetto dell'acqua, combattere le perdite, valorizzare
ogni goccia disponibile, perché non manchi la riproduzione della vita, non
solo di quella umana. Dobbiamo ripensare a quello che stiamo facendo dei
beni della terra, ai destini del Brasile e del mondo. O saremo condannati
alla distruzione della nostra casa e alla nostra stessa estinzione, contro
il Progetto di Dio.

Signore, Dio della Vita, aiutaci! "Perché tutti abbiano vita!" (Giovanni
10,10).


Ricevete il mio abbraccio e la mia benedizione,

Don Luiz Flávio Cappio, OFM.

Sobradinho/BA, 29 novembre 2007.


Per maggiori informazioni:

*www.umavidapelavida.com.br*

*www.cptmg.org*





*L'Ultima notizia*

Ieri pomeriggio , domenica 2 Dicembre, è arrivato un pellegrinaggio di
abitanti della regione e il vescovo ha celebrato la messa, all'aria aperta

Oggi 3 Dicembre si svolge un'Assemblea Pubblica a S.Paolo in suo appoggio

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