[isf-ge] [ict] OpenOffice.org sotto la lente degli analisti
- From: Tommaso Gamaleri <tommygam@xxxxxxxxxxxx>
- To: isf Genova <isf-ge@xxxxxxxxxxxxx>
- Date: Wed, 03 Nov 2004 22:14:48 +0100
Le aziende non hanno motivo di spendere soldi per i programmi da ufficio
Microsoft, perchè esiste una validissima alternativa open source. Gli
appassionati di informatica lo hanno sempre detto, ma ora lo affermano
anche le (costosissime) ricerche di mercato. Quindi è diventato vero.
Fonte: http://italy.peacelink.org/cybercultura/articles/art_7849.html
3 novembre 2004
OpenOffice.org è finito sotto la lente degli analisti di settore - primo
fra tutti Forrester Research, che attribuisce alla suite per ufficio
libera una quota di mercato del 14% nel settore delle grandi aziende -
grazie alla recente lista di annunci di migrazione verso il software
libero e l'ambiente open source da parte di aziende private ed enti
pubblici in ogni parte del mondo. Tra gli ultimi, in ordine di tempo, il
Ministero della Difesa di Singapore con 20.000 utenti e il Comune di
Monaco di Baviera con 14.000 utenti.
In particolare, CSC Consulting, la più grande azienda al mondo di
servizi di consulenza e outsourcing IT, e Soreon Research, una società
tedesca di analisi di mercato nel settore delle tecnologie, hanno
dedicato due lunghi studi all'ambiente open source, in cui
openOffice.org viene analizzato sia sotto il profilo delle funzionalità
sia sotto quello del "costo totale di gestione" (total cost of
ownership, TCO).
Lo studio di CSC, dal titolo "Open Source: open for business" (open
source: aperto alle aziende, disponibile all'indirizzo
http://www.csc.com/features/2004/48.shtml), prende in esame anche le
suite per ufficio libere, e rileva sia che la tecnologia di
OpenOffice.org è migliorata in modo significativo nel corso degli anni
sia che il pacchetto è disponibile in un numero di versioni linguistiche
largamente superiore a quello delle soluzioni proprietarie.
Secondo Bill Koff, Vice President di CSC: "Stiamo per assistere a una
migrazione verso i desktop Linux. Le aziende, infatti, sono ormai
abituate ad avere il software open source nella loro infrastruttura, per
cui vedono meno difficoltà nell'adottarlo anche sui desktop, anche se in
quest'area c'è un forte radicamento delle soluzioni Microsoft che rende
più difficile il compito per la comunità open source".
Una suite per ufficio libera consente dei risparmi sia per il minor
costo d'acquisto sia per l'assenza di aggiornamenti a pagamento. In una
grande organizzazione, il costo della suite per ufficio è nell'ordine
dei 300 Euro per postazione, pari a 3 milioni di Euro per 10.000 PC, e
quello degli aggiornamenti - seppur inferiore - si ripresenta ogni 18-24
mesi. La suite per ufficio libera elimina completamente sia i costi
d'acquisto delle licenze sia quelli degli aggiornamenti.
Lo studio Soreon Research si intitola "Saving cash: a comparison of open
source and proprietary software" (risparmiare denaro: un confronto tra
software open source e proprietario, disponibile sul sito www.soreon.de
solamente in tedesco) ed è focalizzato sulle aziende europee e sul costo
totale di gestione. Esso rileva come l'adozione di OpenOffice.org
consenta un risparmio del 20% rispetto alle soluzioni proprietarie, e
come un ulteriore risparmio del 30% possa derivare dall'adozione di
Linux rispetto a Windows.
Lo studio introduce un "fattore di rischio" legato alla mancanza di
know-how sul software libero, che penalizza le aziende in modo
inversamente proporzionale alle loro dimensioni, per la necessità di
affidare a strutture esterne la formazione e il supporto. Nonostante
ciò, nella maggior parte dei casi OpenOffice.org continua a offrire dei
vantaggi rispetto al software proprietario.
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