[isf-ge] contro la trasposizione del Rio San Francisco in Brasile

Vi mando un breve resosconto delle azioni popolari contro la trasposizione
del rio san francisco, visto che ne ho accennato a riunione.
Su ISF Press dell'anno scorso se ne accenava già qualcosa in un articolo.
Cosa ne dite di mandarlo anch alle ml delle ISF delle altre città? Sarebbe
bello poter diffondere questa questione che è anche di tipo tecnico/sviluppo
sostenibile/ecologia.
Sarebbe ancora più bello se venisse fuori qualche tesista che potesse fare
uno studio sulla efficacia o meno di questo progetto.
Mi aiutate a diffonderlo?
Grazie
Silvia


Anche se ormai da una settimana sono in Italia, vi aggiorno sulla questione
della Trasposizione del Rio San Francisco.

Questo fiume è il secondo del Brasile, dopo il Rio delle Amazzoni, bagna una
parte del Nordest (la regione semi-arida) e ogni anno è sempre più sfruttato
ed inquinato, la vegetazione lungo le rive viene progressivamente distrutta,
ma il "velho Chico" come è affettuosamente chiamato dai nordestini, continua
a dare vita e sostento a milioni di persone che vivono lungo le sue rive, e
lo usano per pescare e navigare.

Da un po' di anni si parla di un progetto di trasposizione consistente nel
prelevare una parte delle acque del velho Chico (una parte esigua a dire il
vero, 26 mc/s) e attraverso due lunghissimi canali portare questa acqua
nelle regioni interne più aride.

Detta così sembra una buona cosa, ma andando ad approfondire un poco la cosa
alcuni mi dicono che:

- i costi enormi di questa opera (sono più di 700 kilometri di
canali) non giustificano il beneficio piccolo che porterebbe ;

- non si sa ancora chi sarà effettivamente beneficiato. Il timore è
che come al solito vengano beneficiati i latifondisti, con l'irrigazione di
monoculture per l'esportazione

- alcuni dicono che quest'acqua servirà per dare da bere a milioni
di assetati del semi-arido, ma l'acqua del rio san Francisco è piuttosto
inquinata e non adatta all'uso potabile…

- la priorità è il risanamento del fiume. Milioni di persone stanno
soffrendo a causa del suo progressivo deteriorarsi

- molte famiglie di piccoli proprietari verranno espulsi dalle loro
terre per fare posto alle opere idrauliche e ai canali

- in un paese dove la corruzione e gli scandali si susseguono
un'opera del genere creerà molti nuovi casi di tangenti

- una delle opere di presa è programmata in una zona indigena degli
indios Trukà che dovrebbe essere protetta e difesa (riserva indigena che per
problemi burocratici non è ancora stata ufficializzata)

- nel semiarido ci sono altri modelli collaudati di convivenza con
la siccità, attraverso la costruzione di cisterne per l'acqua piovana, dighe
sotterranee, ecc. Esperienze che hanno reso vivibile e produttive molte
terre, in modo sostenibile e naturale, e con costi ridotti. Perché non
andare avanti con queste esperienze già collaudate e di successo?

Da mesi si sta quindi formando un movimento popolare contrario alla
trasposizione del fiume. I movimenti contadini, i pescatori, la pastorale
della terra e della pesca della chiesa cattolica, i sem terra,
ambientalisti, sindacati, indios e quilombolas, si sono progressivamente
organizzati in questi mesi per contrastare il governo nella realizzazione di
quest'opera. Il vescovo di Barreiras don Luiz Cappio ha fatto uno sciopero
della fame nei mesi scorsi per tentare di fermare il progetto, alcuni
vescovi sono dalla parte degli indios (qualche buon vescovo ancora resiste,
nonostante le nuove nomine di Ratzinger…).

E così una settimana fa è stato organizzato un grande accampamento nel
cantiere dove l'esercito (i lavori non sono stati ancora appaltati) sta
iniziando lo scavo. Sono arrivate circa 3000 persone da tutto il Nordest,
persone che hanno lasciato per la loro casa e le loro attività per stare
accampati sotto una baracca di nylon, rischiando di prenderle dalla polizia…

Durante la prima settimana di accampamento sono state fatte azioni
dimostrative come riempire a mano lo scavo dell'esercito, piantare alberi e
ortaggi nel locale, c'è stata anche la celebrazione della ricorrenza dei 2
anni dell'assassinio di due indios del luogo da parte della polizia,
seminari e incontri di studio sugli indios e sul progetto di trasposizione.
Il ministro non è stato ricevuto all'accampamento, mentre i governatori
degli stati del Nordest studiano un'azione di marketing a favore della
trasposizione. Il governo ha fatto ricorso alla magistratura chiedendo di
poter rientrare in possesso del terreno. I movimenti hanno invece chiesto la
demarcazione della terra indigena protetta.

In mezzo alla battaglia legale ieri la polizia e l'esercito hanno costretto
i manifestanti a ritirarsi dal locale, per fortuna in modo abbastanza
pacifico. Era presente anche il Funai (organismo del governo per la difesa
degli indios) che ha riconosciuto la terra indigena.

Ma l'accampamento è già stato rimontato a 13 kilometri di distanza e ora i
gruppi si stanno alternando, vanno via quelli della prima settimana e
arrivano i nuovi a dare il cambio, questa settimana stanno arrivando
soprattutto gruppi indios. E' un bel momento di solidarietà e unione tra
indios e movimenti sociali e contadini.

Il mio amico Valdivino del MPA in questi giorni è venuto via
dall'accampamento per andare in cerca di cibo per gli accampati, che la cosa
probabilmente andrà per le lunghe, sarà un bel braccio di ferro con Lula,
doloroso immagino, per tutte quelle persone dei movimenti sociali che lo
hanno votato e che ora, in questa faccenda della trasposizione del velho
Chico, si sono sentiti traditi.

Gli amici presenti là mi chiedono di diffondere più possibile queste
notizie, vi allego anche qualche foto che mi hanno mandato. Se qualcuno ha
dei contatti per poter pubblicare qualcosa di questa notizia su qualche
quotidiano o rivista me lo faccia sapere, gliene sarei grata e con me tutti
gli accampati che lottano in difesa del Velho Chico.

A presto

Silvia

Attachment: abbandono area.jpg
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Attachment: protesta dentro lo scavo.JPG
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Attachment: vescovo Cappio.JPG
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