[isf-ge] bufala-benzina
- From: Elisa Borselli <eborselli@xxxxxxxxx>
- To: isf-ge@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Mon, 25 Oct 2004 05:42:46 -0700 (PDT)
Ciao a tutti,
ho letto l'email a proposito del biocottaggio per abbassare il prezzo della
benzina e ho trovato degli sviluppi interessanti..tipo che infine non nuoce a
chi vorremmo, guardate l'attachment o sul link che invio per vedere.
Inoltre, se veramente evitassimo di andare alla shell e alla Esso come
camperebbe il benzinaio? ( Silvia, mia compagna di ufficio, dixit)
Buon pomeriggio
Elisa
http://www.attivissimo.net/antibufala/caro_benzina_idea_francese/caro_benzina_
idea_francese.htm
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Title: Internet per tutti - servizio antibufala
Come ti risolvo il caro benzina...Indagine iniziale: 28 novembre 2002. Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2003 Totale indagini antibufala consultate dal 7 novembre 2003: Avvertenza: c'è boicottaggio e boicottaggioQuesto appello non va confuso con un'altra iniziativa di boicottaggio riguardante la benzina, quella promossa da Greenpeace contro Esso (Exxon), che assolutamente non è una bufala ed ha tutt'altro significato e spessore. Non vorrei che qualcuno, leggendo una riga sì e una no della mia indagine antibufala, pensasse che tutte le forme di boicottaggio che girano intorno al petrolio siano bufale (e magari che io sono al soldo delle compagnie petrolifere; capita anche questo). La differenza fondamentale e abissale fra l'appello di Greenpeace e la campagna "boicotta Esso e Shell per dimezzare il prezzo della benzina" sta nelle motivazioni e nell'efficacia: mentre la seconda ha un obiettivo egoista e oltretutto impossibile per motivi fiscali (si vuole pagare meno la benzina soltanto per essere liberi di rombare con il macchinone, ed è il Fisco il principale responsabile del prezzo del carburante), l'invito al boicottaggio della Esso fatto da Greenpeace ha una motivazione etica ed ha ottime possibilità di riuscita. E' una forma pacifica di protesta, presente in numerosi paesi, come trovate descritto sul sito italiano di Greenpeace presso http://www.greenpeace.it/stopesso. Trovate ulteriori dettagli nella mia piccola indagine antibufala sull'appello di Greenpeace. Il testo dell'appello
DatazioneSecondo gli archivi di Google, l'appello circola almeno dal 30 luglio 2002 nei newsgroup italiani. Perché è una bufalaTralasciando l'italiano decisamente sconnesso, la premessa di base dell'appello è che boicottando una delle case produttrici si possano ottenere sostanziali ribassi del prezzo della benzina. Purtroppo la premessa è sbagliata. Gran parte del prezzo alla pompa, infatti, non dipende dai produttori, ma dal Fisco. Dell'euro circa che paghiamo per un litro di benzina, al produttore vanno una trentina di eurocent: il resto è costituito da tasse (accisa e IVA). Queste, perlomeno, sono le cifre che ho trovato in Rete presso http://www.tecnici.it/indici/default.asp?nam=benzina, che dichiara di riportare “dati forniti dal Ministero dell'Industria” a novembre 2002. I prezzi elencati qui sono in euro.
Al massimo, quindi, il boicottaggio potrebbe incidere su quei trenta eurocent circa di prezzo al netto delle imposte. Quand'anche benzinai e società petrolifere decidessero improvvisamente di lavorare a metà prezzo, il costo alla pompa scenderebbe a 85 eurocent, cifra ben lontana dai 55 prospettati dall'appello come risultato USA. Risultato che è fra l'altro inventato di sana pianta. Infatti il prezzo attuale (media nazionale USA di novembre 2002) è $1,44 al gallone (un gallone vale circa 3,78 litri), pari a 0,38 euro al litro (http://abclocal.go.com/kabc/news/112402_NW_gasprices.html), non 0,55. Anche l'affermazione che è stata “abbassata a questi livelli con questo metodo” è falsa, perché la variazione dei prezzi non è dovuta a boicottaggi selettivi, ma all'andamento del mercato petrolifero. Un documento della Exxon (www2.exxonmobil.com/Corporate/Files/Corporate/gpip.pdf) taglia la testa al toro: presenta due grafici, quello del prezzo del greggio e quello del prezzo alla pompa in USA, che sono sostanzialmente sovrapponibili, soprattutto dagli anni Settanta in poi. Quando sale il prezzo del greggio, sale il prezzo alla pompa. Idem in caso di discesa.
Quindi di calo dei prezzi USA derivanti da boicottaggi proprio non c'è alcuna traccia. Che cosa c'è dietroAppurato che il contenuto dell'appello è totalmente infondato, resta da chiedersi che cosa abbia spinto l'autore dell'appello a diffonderlo. La spiegazione più istintiva è l'intenzione di sabotare la IP (l'unica compagnia petrolifera citata), che fra l'altro non è assolutamente detto che pratichi sistematicamente i prezzi più alti: controllate i distributori della vostra zona e ve ne accorgerete. Tuttavia la ricerca in Google Groups indica che il messaggio è arrivato improvvisamente nei newsgroup fra il 30 e il 31 luglio 2002, ha sempre come mittente una "Sonia" il cui indirizzo advad@xxxxxxxxx punta a un nome di dominio inesistente, riporta sempre gli stessi due indirizzi altrettanto inesistenti (From: lucagmb82@xxxxxxxxxx, To: lauraroeftto70@xxxxxxxxx, che ho verificato entrambi ottenendo “user unknown”), ed è stato inviato ripetutamente ai newsgroup più disparati e fuori tema, come it.annunci.usato, it.annunci.commerciali, free.it.auto.lancia-delta, free.it.cultura.fotografica e it.lavoro.consulenti. La presenza di diversi errori veramente macroscopici di italiano, che di primo acchito parrebbe una semplice indicazione di scarsa cultura linguistica, se combinata con questi indizi, fa invece pensare a un “pallone-sonda” di quelli lanciati occasionalmente dagli spammer: gli errori servono per creare sequenze di parole univoche, che consentono di seguire la diffusione del messaggio tramite i motori di ricerca, proprio come ho fatto io. Tuttavia, in mancanza di conferme, non posso esserne del tutto certo. Sia come sia, l'appello è una bufala e ne sconsiglio vivamente la diffusione. Aggiornamento (14 marzo 2003): coinvolto un professore dell'Università di PisaCome al solito, anche stavolta la distribuzione incontrollata degli appelli
più squinternati fa "vittime" innocenti. Ricevo infatti da un professore
dell'Università di Pisa la richiesta di segnalare che la bufala circola anche in
una versione accompagnata in calce dal suo nome, cognome, indirizzo del luogo di
lavoro, numeri di telefono, ed indirizzo e-mail, in maniera tale che ne sembra
l'autore, cosa assolutamente
falsa.
Speriamo serva a qualcosa.
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