[isf-ge] Wi-fi

Dal sito di Repubblica di oggi.
Ha mica a che fare con un progetto sul wi-fi di alcune sedi Isf?


"Il nostro WiFi unirà l'Amazzonia"
La World Bank sceglie il Politecnico 
di ANDREA BETTINI

 TORINO - Un vecchio computer, un'antenna ed una serie di materiali facili da 
reperire. Una tecnologia che in Occidente sarebbe considerata obsoleta. Eppure 
dei ricercatori del Politecnico di Torino hanno trovato il modo di utilizzarla 
per creare una connessione senza fili potentissima, capace di inviare dati a 
centinaia di chilometri di distanza. Ed ora, grazie alla vittoria in un 
concorso internazionale indetto dalla Banca Mondiale per lo Sviluppo, il loro 
sistema di trasmissione sarà utilizzato nel cuore dell'Amazzonia per far 
giungere in infermerie isolate i pareri di medici specialisti o per promuovere 
la formazione degli studenti di paesi sperduti. 

La competizione era mirata ad individuare soluzioni tecnologiche accessibili e 
capaci di migliorare la qualità della vita nelle aree più povere e a rischio 
dell'America Latina e dei Caraibi. I ricercatori del Politecnico di Torino, che 
sono specializzati nella trasmissione wireless e che nel 2007 hanno stabilito 
un record mondiale inviando dati a 300 chilometri di distanza con un vecchio 
computer 386, hanno proposto alla Banca Mondiale per lo Sviluppo di costruire 
una rete per progetti di telemedicina e di formazione a distanza in una delle 
province più povere dell'Ecuador. E sono stati tra i quattro vincitori del 
concorso, al quale hanno partecipato ben 141 università ed enti di 27 paesi del 
mondo. "Oltre al nostro, sono stati selezionati un progetto del MIT di Boston, 
uno dell'Unicef ed uno dell'Università della Bolivia - continua Trinchero - 
Ovviamente è una grande soddisfazione". 

L'idea alla base è semplice e probabilmente è anche per questo che ha ottenuto 
un riconoscimento tanto prestigioso. "L'obiettivo è sviluppare dorsali di 
comunicazione con una tecnologia povera ed a basso consumo - dice il professor 
Daniele Trinchero del Dipartimento di Elettronica dell'ateneo piemontese - 
Siamo in grado di riprogrammare un comune pc che, una volta collegato ad 
un'antenna, si trasforma in un trasmettitore. In questo modo, può assumere il 
ruolo di access point all'interno di una rete. Il basso costo e la facilità di 
utilizzo e di manutenzione rendono il sistema ideale per paesi con poche 
risorse economiche". 

L'area selezionata, una regione poverissima, è praticamente senza 
infrastrutture stradali. Con la connessione messa a punto dal gruppo 
dell'ateneo piemontese, le unità sanitarie presenti sul territorio, che 
attualmente offrono solo il primo soccorso, potranno presto consultare i medici 
di ospedali lontani centinaia di chilometri attraverso collegamenti audio e 
video. Inoltre, grazie al finanziamento di 96mila dollari messo a disposizione 
dalla Banca Mondiale, verrà inaugurato anche un sistema di insegnamento a 
distanza per i bambini dei villaggi, che così potranno studiare, in remoto, con 
i coetanei delle scuole delle città. 

Nei prossimi mesi i ricercatori italiani, che lavorano per il laboratorio 
"Ixem" del Politecnico torinese (www. ixem. polito. it), partiranno quindi per 
il Sudamerica. "Nel giro di due mesi insegneremo a chi vive sul posto a 
montare, configurare e manutenere gli apparati - spiega Daniele Trinchero - Poi 
li seguiremo per 7-8 mesi durante la fase di utilizzo. Intendiamo trasferire le 
competenze in modo che le popolazioni locali possano gestire e magari ampliare 
la rete. Un aspetto importante del nostro sistema, che lo differenzia ad 
esempio dalle connessioni via satellite, è proprio la semplicità: è più facile 
intervenire su un pc che su un trasmettitore satellitare". 
(10 ottobre 2008) 

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