[isf-ge] Visita all´assentamento Serra Verde

ciao cari,

visto che é da un po´ che non mi faccio sentire (ma mancano 10 giorni al mio rientro), vi giro la mail della visita all´assentamento, per chi non l´ha giá letta nella mia mailing list. Nei prossimi giorni cercheró di scrivere qualcosa sulla Trasposizione del Rio San Francisco, una deviazione del 2º fiume del Brasile a cui i movimenti sociali e contadini si stanno opponendo. In Italia forse non se ne sente parlare, ma chissá che non riusciamo noi a fare qualcosa!
A presto, un abbraccio
Silvia



La settimana scorsa abbiamo fatto uma visita agli amici del MPA Movimento Piccoli Agricoltori, il secondo movimento contadino del Brasile dopo l´MST Movimento Sem Terra.

In Brasile la riforma agrária non é mai stata fatta, ma la legge stabilisce che i terreni lasciati improduttivi possano essere confiscati e dati alle famiglie che li richiedono.

Per cui icontadini senza terra organizzati occupano spesso fazendas abbandonate e di latifondisti che non lê lavorano per rivendicarne l´assegnazione.

Mentre l´MST é formato appunto daí contadini senza terra, l´MPA invece é costituito daí piccoli proprietari terrieri che, per lê difficoltá della zona rurale abbandonata dallo stato, rischiano di diventare senza terra!! O anche da ex senza terra che hanno ottenuto finalmente il loro pezzetto di terreno.

L´MPA fa un lavoro di organizzazione, formazione, coscientizzazione dei contadini su quali sono i loro diritti civili, organizza corsi per um´agricoltura sostenibile e biológica, promuove manifestazioni per fare pressione sui governi, e tante altre cose ancora.

Eccoci quindi alla cittá di Senhor do Bonfim a visitare Leomarcio, Valdivino e Elizete, i 3 giovanissimi responsabili regionali. L´MPA sta passando um brutto momento dal punto di vista finanziario, la loro sede é molto semplice e spartana, ma l´accoglienza é calorosa. Durante la mattinata li intervistiamo, raccogliamo materiale sperando di riuscire a fare um piccolo progetto in Itália per aiutarli. Dopo pranzo invece andiamo a visitare um assentamento, ossia uma fazenda che é stata espropriata e assegnata a 18 famiglie. Mi spiegano che é stato um processo relativamente breve: dopo solo poço piú di 2 anni di occupazione é stato fatto il decreto di assegnazione, um tempo record rispetto allá media. Ma forse noi non abbiamo idea di cosa significhi vivere 2 anni in uma capanna di bastoni e plástica, in mezzo ai campi, senza luce, senza acqua, senza nessun servizio, esposti allá pioggia, al caldo, al freddo, allá polizia....

Che tenacia, che coraggio! Non tutte le famiglie riescono ad arrivare in fondo alla lotta, alcune desistono prima dell´assegnazione della terra

La fazenda Serra Verde anticamente aveva una fabbrica di mangime, ma ora é in completo abbandono ed é stato razziato tutto quello che si poteva. La casa principale, che era l´abitazione del fazendeira é bellissima, si affaccia su un laghetto, queste famiglie sono stati incredibilmente fortunate a guadagnare questa fazenda.

Ora ci stanno sistemando le 18 famiglie assegnatarie, la cosa piú sorprendente é che realizzano tutto il lavoro in modo comunitario, ognuno potrebbe farsi la sua vita, coltivarsi il suo pezzo di terra, e invece lavorano tutti insieme, organizzano i gruppi di giovani, i gruppi di donne, com uno spirito di solidarietá e fraternitá ammirevole, come ci ha testimoniato il Signor Antonio, um discorso da fare venire i brividi di commozione!

Um altra persona che mi ha profondamente impressionato é stata Marisene, uma giovane ex suora, che non ce la faceva piú a stare chiusa nel convento, voleva stare in mezzo ai contadini, fare um lavoro nel sociale, e cosi há deciso di andarsene dal convento ed é venuta qui ad aiutare la comunitá di Serra Verde: segue i giovani, tiene i bambini delle famiglie, organizza le donne, e zappa la terra come tutti gli altri. Siamo entrati nella sua stanza: solo um piccolo tavolino com uma lampada ad olio, tanti libri sul pavimento e come letto uma coperta stesa per terra e um cuscino (altro che mal di schiena e materassi ortopedici...). Ma Marisene mi dice: "Finalmente qui mi sento realizzata, sono felice!". Marisene ha capito tutto della vita, chissá perché noi non ci riusciamo!

Visitiamo ancora l´altro lato della fazenda dove stanno le altre 8 famiglie, visitiamo l´orto e l´allevamento di maiali, pian piano si stanno organizzando per produrre, com l´aiuto di organizzazioni come l´MPA e il CETRA che fanno corsi (queste famiglie vengono da regioni vicine con clima diverso e non hanno mai praticato l´orticultura, stanno imparando adesso, ma giá si vedono i primi risultati).



Andiamo via e sento uma grande nostalgia della popolazione contadina, in questi mesi ho lavorato soprattutto nella coperativa, lavoro di ufficio e computer, ho nostalgia della gente dei campi, della loro accoglienza semplice e generosa, delle loro lezioni di vita. Sarebbe bello passare um po´ di tempo in questa comunitá ma com il mio mal di schiena non sarei in grado di zappare e dare il mio contributo sigh... (tantomeno potrei dormire per terra!!)

Speriamo di riuscire ad aiutare l´MPA in altri modi, dall´Italia, magari anche con il vostro aiuto. Vi mando un po´ di foto della giornata, compresa quella del tipino di cui mi sono perdutamenteinnamorata!!!



p.s. tra 2 settimane sono di ritorno, sará il solito trauma culturale, ma confido nel vostro aiuto!!

Um  abbraccio



Silvia



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