[isf-ge] Un parere sull'inceneritore
- From: Elisa Borselli <eborselli@xxxxxxxxx>
- To: isf-ge@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Mon, 7 Feb 2005 00:18:55 -0800 (PST)
da un amico..
buna giornata a tutti
Eli
> __________________________
> Allego copia della lettera che Italia Nostra sta inviando per e-mail a tutti
> i consiglieri comunali e provinciali.
> Invito anche voi all'interessante lettura- Ovviamente la divulgazione di
> questo documento nelle forme che ritenete utili è gradita.
> Federico Valerio
>
> Ai consiglieri Comune e Provincia di Genova
>
> Caro consigliere
>
> È molto probabile che il 28 Ottobre del 2003, presso la sala del Consiglio
> Provinciale, Lei abbia seguito la conferenza dell?ing. Raffaele Vanoli, vice
> Commissario per l?Emergenza Rifiuti in Campania, sul ciclo integrato di
> smaltimento dei rifiuti.
> Grazie alla cortesia del Presidente del Consiglio Provinciale, dr. Cervetto,
> abbiamo ricevuto copia dei lucidi di quella presentazione. Le confessiamo che
> la lettura di questi lucidi ci ha molto sorpreso, in quanto alcune delle
> informazioni riportate sono destituite di fondamento scientifico e la cosa è
> ancor più grave, in quanto queste informazioni ?fasulle? riguardano il
> delicato problema dell?impatto ambientale e sanitario di un inceneritore ed,
> in base a queste informazioni, Lei e i suoi colleghi, in qualità di
> amministratori del bene pubblico, dovete prendere importanti decisioni.
> Diciamo subito che la responsabilità diretta di questi ?svarioni? non è
> dell?ing. Vanoli, il quale si è limitato a citare dati desunti da altre
> fonti, ma certamente è da addebitare all?ing. Vanoli la mancata verifica
> dell?attendibilità delle sue fonti.
> Il lucido che maggiormente ci ha colpito è quello che, letteralmente, recita:
> ?Diossine, esposizioni a confronto. Le emissioni in un?ora di un inceneritore
> corrispondono a quelle di 1,5 automobili non catalizzate e di 15 automobili
> catalizzate.?
> E? anche possibile che Lei si ricordi che un identico lucido fu presentato
> dal Sindaco di Genova, il dr. Pericu, il 15 novembre del 1999, durante la sua
> presentazione nella sala consiliare dell?inceneritore sotto Lanterna,
> proposta che come Lei ricorda, è stata,cancellata a ?furor di popolo?.
> In entrambi i casi, la fonte comune di questa e di altre informazioni che,
> per essere benevoli, possiamo definire discutibili, è una pubblicazione a
> cura della Federazione Imprese e Servizi (FISE) ASSAMBIENTE, data alle stampe
> alla fine degli anni ?90 ed intitolata: Incenerimento di rifiuti. Un?analisi
> per capire.?
> Molti dei lucidi utilizzati nella presentazione del sindaco di Genova e del
> vice Commissario all?emergenza rifiuti della Campania, sono tratti da questa
> pubblicazione della FISE ASSAMBIENTE e tutti questi documenti sono in nostro
> possesso e ovviamente a Sua disposizione, se volesse prenderne visione.
> Diciamolo subito, l?affermazione che l?inquinamento da diossine di un
> inceneritore equivale a quello 1,5 o 15 auto, a seconda che siano o no
> catalizzate è, in linguaggio certamente poco elegante, ma appropriato alle
> circostanze, una vera e propria belinata?. Il sospetto che di questo si
> potesse trattare e non di una cosa seria, sarebbe dovuta venire anche al
> Sindaco Pericu, in quanto nel suo lucido, al contrario di quello del vice
> Commissario, era riportata con chiarezza, la fonte di questa affermazione:
> nientepopodimeno che ?Quattroruote?, nel numero uscito il Maggio del 1992!
> A noi il sospetto è venuto. Non siamo in grado di verificare cosa
> effettivamente abbia scritto ?Quattroruote?, in quanto in nessuna biblioteca
> civica è conservata questa autorevole Rivista, indispensabile per ogni
> auto-amatore, ma siamo andati a vedere quanta diossina risulta essere emessa,
> a livello nazionale, dagli impianti di incenerimento e dal parco
> autoveicolare, in diversi inventari, elaborati da diversi e qualificati Enti
> internazionali e disponibili in Internet.
> Anche Lei potrà verificare questi dati, nell?Inventario europeo
> dell?emissioni di diossine, elaborato in base ai dati disponibili nel 1995 (e
> quindi più aggiornati di Quattroruote!), all?indirizzo:
> http://europa.eu.int/comm/environment/dioxin/download.htm - stage2
> Per non fargliela troppo lunga, basterà citare i dati tedeschi. In questo
> paese, nel 1995 era già in funzione la maggior parte dei termovalorizzatori
> che alcuni di voi hanno visitato e le marmitte catalittiche erano già
> diffuse, in quanto obbligatorie molto prima che in Italia. Ebbene, in
> Germania, nel 1995, la quantità di diossine emessa annualmente
> dall?incenerimento di rifiuti urbani ed ospedalieri è stata stimata pari a
> 157,28 grammi, contro 9,14 grammi di diossine emesse dall?intero parco
> autoveicolare tedesco. Una differenza di 17 volte.
> Sempre nel 1995, negli Stati Uniti, in base alle stime dell?EPA Agenzia per
> l?Ambiente Statunitense) i 130 inceneritori ancora in funzione in questo
> paese emettevano 1.758 grammi di diossine all? anno, contro 39,1 grammi
> emessi da tutte le autovetture catalizzate circolanti negli USA. Una
> differenza di quasi 45 volte!
> Come vede non è una nostra esagerazione definire come una belinata?
> l?informazione che si presume desunta da ?Quattroruote?.
> E per finire, se desidera sapere quante diossine produrrà giornalmente
> l?inceneritore che si pensa di realizzare a Genova e quante ne esce, sempre
> nelle 24 ore, dalle circa 300.000 autovetture immatricolate a Genova, le
> forniamo una nostra documentata stima.
> I conti sono stati fatti utilizzando il piùbasso fattore di emissione di
> diossine dell?inceneritore di Brescia (8 picogrammi per metro cubo), il
> volume giornaliero di fumi emessi dall?inceneritore previsto per Genova, in
> base alle specifiche previste nel progetto per l?inceneritore sotto la
> Lanterna (800 tonnellate al giorno di rifiuti termovalorizzati, con
> l?emissione giornaliera di 5 milioni di metri cubi di fumi), i consumi
> giornalieri di benzina (463.000 litri) e di gasolio (159.000 litri) nel
> Comune di Genova nel 2002, i fattori di emissione medi di diossine da
> autovetture catalizzate (43 pg/l) e diesel 48 pg/l) (dall?Inventario Europeo)
> per litro di combustibile utilizzato. In questa stima, in cui l?inceneritore
> parte favorito (fattore di emissione minimo per l?incenerimento, contro
> valori medi per il traffico), il termovalorizzatore genovese emetterà
> giornalmente 40 milioni di picogrammi (miliardesimi di milligrammo) di
> diossine, a fronte di 27,5 milioni di picogramm
i emessi
dall?intero parco autoveicolare.
> In altre parole, a Genovale emissioni (minime) di diossine emesse
> giornalmente dall?inceneritore che si prevede di realizzare,
> corrisponderebbero a quellemedie) di 436.363 automobili?.
> E questo, auto più, auto meno, è l?unico confronto di emissioni degno di
> attenzione.
> Ma non è finita. Nei lucidi mostrati dal Vice Commissario e dal Sindaco,
> nella serie ?Esposizioni a confronto?, si poteva leggere anche questa frase:
> ?Le diossine assunte in un giorno nell?area massima di ricaduta dei fumi
> (400/900 m) pari a 0,12 nanogrammi, equivalgono a bere 2.5 bicchieri di latte
> o mangiare quattro piatti di verdure, o mangiare un pesce o un piatto di
> carne.?
> Il commento a questa frase, sul libretto pubblicato dalla FISE, recita: ?Le
> diossine assunte con la respirazione nel punto di massima ricaduta dei fumi
> dell?inceneritore in condizioni atmosferiche critiche, rappresentano una
> quota trascurabile rispetto a quelle che quotidianamente possono essere
> assunte col cibo?.
> La corretta definizione di questa affermazione è che ci troviamo di fronte ad
> una ?cialtronata?.
> Tutti gli esperti in tossicologia e chimica ambientale sanno che la
> principale esposizione umana alle diossine (oltre il 90 %) avviene attraverso
> il cibo contaminato e non attraverso la respirazione. La spiegazione di
> questo fatto sta in specifiche caratteristiche delle diossine: alta stabilità
> chimica, elevata solubilità nei grassi, progressiva concentrazione lungo la
> catena alimentare, in particolare nei prodotti caseari, nella carne e nel
> pesce.
> Pertanto, molte delle diossine che mangiamo e continueremo a mangiare ancora
> per decenni, con i nostri cibi, compreso il latte materno, sono state
> prodotte da numerose attività umane, in particolare
> [WINDOWS-1252?]l?incenerimento dei rifiuti, attività che, è il caso di
> ricordarsi, è cessata nel Comune di Genova e in Liguria all?inizio degli anni
> ?90.
> Quindi, i problemi di salute di chi vive nella zona di ricaduta dei fumi di
> un inceneritore non dipendono dall?inquinamento dell?aria ma
> dall?inquinamento del suolo e del mare e, conseguentemente, dalla
> contaminazione di alimenti prodotto da quel suolo e da quel mare. Nella
> realtà genovese, potrebbe essere il basilico coltivato in serra a Prà, gli
> ortaggi che tanti genovesi producono nei loro orti urbani ed il pesce pescato
> nel golfo ligure.
> Riteniamo possa essere di suo interesse sapere che nel 2001 l?Unione Europea,
> alla luce dei danni sanitari riscontrati dall?assunzione di diossine a basse
> dosi, ha ridotto la dose tollerabile giornaliera di diossine, assumibili con
> il cibo, a 2 picogrammi per chilogrammo di peso. Ciò significa che sarebbe
> opportuno che nella dieta giornaliera di un adulto di 70 chili di peso non ci
> siano più di 140 picogrammi di diossine.
> A riguardo, le ricordiamo che i 40 milioni di picogrammi chel?inceneritore
> genovese , al meglio delle proprie prestazioni, immetterà giornalmente nel
> nostro ambiente, nel più ampio rispetto degli attuali limiti di legge (8
> picogrammi per metro cubo contro i 100 picogrammi per metro cubo di fumi
> previsti dall?attuale normativa), corrispondono alle dosi tollerabili
> giornaliere di circa 286.000 genovesi adulti.
> Se poi, come è più realistico pensare, l?inceneritore genovese avrà le stesse
> prestazioni medie degli inceneritori tedeschi (52 picogrammi per metro cubo),
> le diossine emesse giornalmente da quest?impianto saranno 260 milioni di
> picogrammi: la dose tollerabile giornaliera di 1.857.143 persone!
> A questo punto concorderà con noi che scelte così importanti non possono
> essere fatte in modo superficiale, in base ad informazioni di parte, ne tanto
> meno, in base ad informazioni palesemente sbagliate.
> A noi sembra grado di ridurre al massimo l?impatto ambientale. E sicuramente
> il riciclaggio è una di queste scelte e sicuramente i metodi di ossidazione
> biologica (compostaggio, bio-ossidazione) sono intrinsecamente a minore
> impatto ambientale rispetto all?ossidazione chimica, quella che si realizza
> in qualunque trattamento termico ad alta temperatura indipendentemente dal
> fatto che si chiami incenerimento, termodistruzione o termovalorizzazione.
> E questo non lo diciamo noi; che il riciclaggio abbia un impatto ambientale
> inferiore alla termovalorizzazione lo afferma un recente studio commissionato
> dagli stessi gestori europei di termovalorizzatori. Ed è proprio questo il
> motivo per cui le leggi europee ed italiane prevedono che il riciclaggio
> abbia la prevalenza sul recupero energetico.
>
> Cordiali saluti e buon lavoro
>
> Federico Valerio
>
>
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