[isf-ge] Truffe sull'acqua

Da "Il Manifesto" del 24 gennaio

Manette al business dell'acqua

Truffe sugli appalti per intascare fondi pubblici, decapitata Acqualatina, uno 
dei più grandi gestori d'oro blu d'Italia. Sei dirigenti arrestati, anche un 
politico dell'Idv

Andrea Palladino


Giornata nera per Acqualatina, l'azienda partecipata dalla francese Veolia che 
da anni ormai è al centro di contestazioni da parte dei cittadini di Aprilia e 
Latina. Il vertice del gestore misto pubblico privato dell'acqua (51% pubblico, 
49% in mano a Veolia e al gruppo Pisante) è stato azzerato di fatto dalla 
guardia di Finanza con una serie di arresti ordinati dal giudice per le 
indagini preliminari della Procura di Latina Tiziana Coccoluto. A finire in 
manette sei persone. Spicca il nome di Paride Martella, presidente della 
Provincia di Latina dal 1994 al 2004, ex presidente di Acqualatina, ex-Udc poi 
passato all'Italia dei Valori. Ci sono anche l'attuale amministratore delegato 
Silvano Morandi, Raimondo Besson - vicepresidente della società e 
amministratore delegato di Sorical, che gestisce il servizio idrico in 
Calabria, nonché consigliere d'amministrazione di Acea Ato2; Giansandro Rossi e 
Bernard Cynà ex amministratori delegati della società; Louis-Marie Pons, ex 
consigliere d'amministrazione e rappresentante in Italia di Veolia.
I reati contestati - le indagini erano iniziate nel 2004 - sono gravi e 
particolarmente significativi. I provvedimenti parlano di associazione a 
delinquere, abuso di ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsità 
ideologica in appalti pubblici e truffa aggravata per il conseguimento di 
erogazioni pubbliche. Il vero core business dell'acqua, in altre parole.
Al centro dell'inchiesta vi sarebbero le consulenze e i lavori che Veolia e 
altre società legate al gruppo francese avrebbero offerto, senza gara 
d'appalto, alla controllata Acqualatina. Fatti denunciati già da tempo dal 
comitato dei cittadini per l'acqua pubblica e da Legambiente di Latina, che, in 
diversi dossier, avevano evidenziato la mancanza di trasparenza nella gestione 
di Acqualatina - contestando oltretutto l'aumento delle tariffe per i 
cittadini. 
La società è un pezzo importante dell'impero dell'acqua e dei servizi 
ambientali creato da Veolia, che si estende fino alla Calabria e alla Sicilia. 
La creazione di Acqualatina fu uno dei primi affidamenti del servizio idrico ad 
una società mista pubblico-privata avvenuto in Italia. Oggi i soci privati di 
Acqualatina controllano la distribuzione dell'acqua in Campania (con una 
partecipazione in Acque Campane Spa), in Calabria (con il 47% di So.Ri.Cal., 
società che fornisce l'acqua ai Comuni) e in Sicilia, dove Veolia ha acquisito 
le quote di Enel Hydro in Siciliacque. 
Le diverse società hanno poi creato recentemente un consorzio, Unihydro, 
diretto da Raimondo Besson, uno dei componenti del consiglio d'amministrazione 
di Acqualatina, arrestati ieri dalla Guardia di Finanza. 
Ed è proprio Raimondo Besson la figura chiave che permette di capire il 
funzionamento delle società miste pubblico private che hanno in mano gran parte 
delle risorse idriche italiane. Romano, ingegnere, ex dirigente della Regione 
Lazio durante la giunta Badaloni, fu l'artefice della legge regionale che 
disegnò nel 1996 gli ambiti idrici. Dal 2001 passa direttamente al servizio dei 
soci privati. Viene nominato vice presidente di Acqualatina e, dopo poco, 
amministratore delegato di So.Ri.Cal, il gestore che oggi controlla tutti i 
finanziamenti pubblici per la rete idrica in Calabria. Continua, però, a 
mantenere un saldo rapporto con le amministrazioni pubbliche. Nel 2003 e nel 
2004 viene incaricato dal comune di Roma per il «monitoraggio e controllo» 
della gestione dell'Ato 2 (ambito idrico della provincia di Roma affidato ad 
Acea), mentre era già vice presidente di Acqualatina, su indicazione del gruppo 
Veolia. Nel 2007 il comune di Roma lo indica come membro nel cda di Acea Ato 2.
I francesi, però, non sono soli nella gestione dell'acqua a Latina e nel Sud 
Italia. La società che di fatto controlla la partecipazione del gruppo nei 
diversi gestori dell'acqua si chiama Siba, Società Italo Britannica Acque, il 
cui Il 75% delle azioni è in mano a Veolia, mentre il restante 25% è della 
Emit, società controllata da Giuseppe Pisante, già arrestato negli anni '90 
quando era a capo della Acqua Spa. Sarebbe proprio la Sibauna delle società che 
avrebbero fornito i servizi ad Acqualatina saltando le normali gare d'appalto, 
facendo scattare le indagini della Procura e gli arresti di ieri. 
L'inchiesta di Latina apre quindi un nuovo scenario nella discussione sulla 
privatizzazione dell'acqua, con sviluppi imprevedibili. Di certo il modello di 
gestione mista pubblico privata - già denunciato proprio in Calabria dal pm De 
Magistris - comincia a mostrare un profilo da prima repubblica. Con una 
preoccupazione in più: la stessa cordata Veolia - Pisante ha iniziato già da 
tempo ad occuparsi anche di rifiuti ed inceneritori.

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