[isf-ge] Serge Latouche a Imperia

   Per chi se lo fosse perso a Genova, Latouche sarà a Imperia il 18
febbraio, i dettagli nella mail allegata.

Cri.
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>Associazione Culturale ApertaMente-Imperia
>Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau- Imperia
>
>Venerdì 18 febbraio 2005 ore 21.00
>Sala Varaldo, Camera di Commercio
>Viale Matteotti 48 Imperia
>
>SERGE LATOUCHE
>Professore di Scienze Economiche, Università di Paris-Sud
>Esponente di riferimento del movimento new-global mondiale
>
>presenta
>?La fine del sogno occidentale?
>Saggio sull?americanizzazione del mondo
>
>
>Si ringrazia per la collaborazione la Compagnia Lavoratori Portuali ?L.
>Maresca?
>PORTA OCCIDENTALE-Soggiorni linguistici-viaggi culturali,Via XX
Settembre49
>IMPERIA 0183660080
>BIBLOS- Libreria. Libri nuovi, usati e d?epoca. Diano Marina
>
>Qualche informazione su Serge Latouche:
>Serge Latouche, economista e antropologo, è nato a Vannes, in Bretagna,
nel
>1940.
>E? docente di Scienze Economiche all?Università di Paris Sud e
rappresenta
>una delle icone del movimento new global mondiale.
>Negli anni settanta, Latouche, dopo aver trascorso molto tempo in
Africa, 
>ha
>posto in discussione  il marxismo tradizionale criticando radicalmente
la
>fiducia incondizionata nelle idee di "progresso" e "sviluppo?.
>Latouche, che si definisce ?economista eterodosso?, conduce da anni una
>polemica contro il pensiero utilitarista e universalista, per liberare
la
>società occidentale dalla fede incondizionata nella produttività e
nella
>tecnologia.
>Nel 1981, fonda con Alain Caillé il MAUSS (Movimento AntiUtilitarista
nelle
>Scienze Sociali).
>Il MAUSS sostiene che il tornaconto non è uno dei motori principali
dell?
>economia, e propugna un ritorno a una dimensione di reciprocità,
>convivialità, solidarietà, che ci permetta di sfuggire alla catastrofe 
>verso
>cui ci porta lo "sviluppo?.
>Questo Movimento trae ispirazione dal pensiero del celebre sociologo
>francese, Marcel Mauss, la cui opera più famosa, l?Essai sur le don
(1924),
>dimostra che il ?libero mercato? non è il risultato naturale e
necessario
>della natura umana.
>Il Mauss vuole smascherare le basi delle scienze sociali contemporanee
e
>restituire all?azione sociale umana tutta la sua ricchezza e
complessità: 
>l?
>uomo non è un essere sociale egoista, calcolatore, teso al massimo
>tornaconto e mosso dalla ricerca senza fine del piacere e della
>soddisfazione di bisogni illimitati. La società deve essere ripensata
alla
>luce di ciò che lega tra loro gli esseri umani, che permette loro di
fare
>società, allearsi e ad-sociarsi. Caillé definisce questo legittimità, e
la
>ritiene l?essenza stessa del ?politico?.
>I libri più importanti di Latouche sono quasi tutti pubblicati in
italiano
>da Bollati Boringhieri, tra questi il recente "Giustizia senza limiti",

>dove
>l?autore mette a confronto la fiducia incondizionata nella società di
>mercato, con l'ingiustizia del mondo che evidentemente svuota di
contenuto
>ogni pretesa morale dell'economia.
>
>
>Secondo Latouche:
>«L'Occidente vive una crisi profondissima, è simile a un bolide che
corre
>all'impazzata senza autista e senza freni. Siamo sull'orlo della 
>catastrofe.
>Evitarla sarà molto difficile. Ma dobbiamo riuscirci. Per noi
occidentali e
>per il resto del mondo».
>
>Come evitare la catastrofe?
>?Siamo al centro di un triangolo i cui tre vertici sono: Sopravvivenza,
>Resistenza, Dissidenza. Non dobbiamo dimenticare né privilegiare
nessuna di
>queste tre dimensioni.
>Prima di tutto dobbiamo sopravvivere. E' ovvio, senza ciò nessuna 
>resistenza
>né dissidenza sarebbero possibili. Sopravvivere significa adattarsi al 
>mondo
>nel quale viviamo? ma non significa che dobbiamo approvarlo né aiutarlo
a
>funzionare, al di là del necessario.
>Dobbiamo accettare dei compromessi nell'azione concreta e quotidiana,
ma
>senza accettare le compromissioni nel pensiero. Già questa è una forma
di
>resistenza. La resistenza mentale all'impresa del "lavaggio del
cervello" 
>da
>parte dei media e il dominio devastatore del "pensiero unico". Dunque
>dobbiamo resistere... se pensiamo che siamo imbarcati in una
megamacchina
>che fila a gran velocità senza pilota e quindi condannata a fracassarsi
>contro un muro. Resistere significa tentare di frenare, tentare di
cambiare
>la direzione se è ancora possibile."Come", in verità nessuno lo sa.
>Dobbiamo anche pensare di poter lasciare il bolide e saltare al momento
>opportuno: è questa la dissidenza.
>Se a breve termine la strategia della sopravvivenza è la più
importante, a
>termine medio, lo sarà la strategia della resistenza e,a lungo termine,
>quella della dissidenza.?
>
>?Io sono un ateo. Credo, comunque, di essere attraversato dalla fede,
ma 
>non
>so che cosa sia la fede, in me. Io sono un ateo, un pagano che ha la
fede.
>Credo che sia molto importante, trasmettere ai giovani una fede. Non
una
>religione, né un modello. Per fare questo non ci sono ricette: chi
possiede
>una fede la trasmette automaticamente a chi lo circonda, senza
deciderlo.E'
>come una lampada che diffonde la sua luce. Il dramma della maggior
parte 
>dei
>giovani d'oggi è che la vita per loro non ha più "senso" perché non
hanno
>fede. Ma non è questione di religione.?
>
>





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