[isf-ge] Risposta in merito a PM10
- From: "fratux@xxxxxxxxx" <fratux@xxxxxxxxx>
- To: "isfge isfge" <isf-ge@xxxxxxxxxxxxx>
- Date: Thu, 24 Feb 2005 18:09:05 +0100
Ciao a tutti,
sono Yuri Artioli da Padova.
Da ingegnere ambientale (iscritto ISF-Padova) e dottorando (XVIII ciclo) in
modellistica ambientale, non posso non rispondere ad una mail che mi è
stata girata da un amico iscritto alla vostra lista, in merito a presunte
falsificazioni nei dossier di Legambiente.
Per correttezza premetto che sono socio di Legambiente dal 95, e ne sono
anche dirigente (a livello locale e regionale). Coloro i quali credono che
ciò sia motivo sufficiente per non essere attendibile, possono pure
smettere di leggere, il pregiudizio non è superabile con ragionamenti (a
maggior ragione se scientifici) perché è l'esatta negazione del
ragionamento.
Come breve preambolo e sintesi dico semplicemente che il problema
dell'inquinamento atmosferico da PM10 e le sue conseguenze sulla salute
sono oramai un FATTO innegabile evidenziato da molteplici organismi
internazionali. E' altrettanto un fatto che in territorio urbano il
contributo del traffico sia sostanziale.
E' altresì un fatto che dal 1999 (anno di promulgazione della direttiva UE
in materia di inquinamento atmosferico) ad oggi nessun organismo politico,
nazionale o locale, di centrodestra o di centrosinistra, si è attrezzato
per cercare di risolvere o almeno ridurre tale problema ma si son tutti
svegliati solo oggi quando lo scranno inizia a scottare (leggasi possibili
conseguenze legali). Per contro in questi anni, così come già da prima, un
insieme di associazioni e realtà ambientaliste ha sempre sottolineato tale
problema e proposto possibili soluzioni.
Continua ad essere un fatto che i blocchi alla circolazione di qualsiasi
NON sono la soluzione definitiva al problema, che passa per una riduzione
strutturale delle auto in circolazione (siamo il paese con il maggior
numero di auto per persona), per politiche di risparmio energetico, per
trasferimento su rotaia del trasporto merci..., ma costituiscono un utile
strumento per calmierare nel possibile il problema e imporre il problema
all'attenzione (pubblica e privata)
Concludo dicendo che non è molto furbo accusare qualcuno di infarcire i
propri dossier "di informazioni sbagliate nel metodo e nei contenuti" e poi
usare come unica fonte un articolo apparso su un quotidiano, notoriamente
privo di revisione scientifica.
Segue, per chi fosse interessato, la risposta dettagliata.
Ciao a tutti
Yuri Artioli
>Finalmente qualcuno, per la cronaca l'articolo è di DANIELE PROTTI, che
>ignoro chi sia ma già mi è simpatico, dice le cose veramente come stanno, o
>meglio le scrive su un giornale.
Conoscere la fonte delle informazioni/dati credo sia la base di ogni
ragionamento scientifico.
>Tra le altre cose ricorda che:
>
>1) gli impianti di riscaldamento (+ del 50% fuori norma) funzionano solo
>d'inverno e tu guarda casa quando succedono sti casini delle polveri e i
>blocchi del traffico.
1. La maggior parte delle utenze private è metanizzata e quindi con tassi
di produzione di PM10 bassi. Vedasi ad esempio i risultati della ricerca
Osservatorio PM10 (Legambiente - Padovafiere,
http://www.legambientepadova.it/documenti/doc/ricerca.pdf). A testimonianza
che i dati non sono truccati porto la mia responsabilità diretta (essendone
il curatore) e il fatto della grande presenza di Non Pervenuti (volendo
spingere in una direzione perché mettere solo 26 dati?).
2. L'aumento del problema PM10 nel periodo invernale è legato, oltre anche
all'influenza relativa del riscaldamento, anche e soprattutto a fenomeni di
tipo atmosferico-stagionale: diretti tipo inversione termica o indiretti,
maggiori flussi di traffico veicolare (perché fa freddo, perché tutti
lavorano...)
3. oramai il problema PM10 sta diventando non più solo invernale. Non ho i
dati di tutti i comuni, ma consoco bene monitorati quelli del comune di
Padova (www.legambientepadova.it/smog). Come si vede dai grafici, 32
superamenti del limite giornaliero nel periodo a riscaldamento spento
(apr-set) nel 2002, 84 nel 2003, 24 nel 2004. Quindi solo il periodo
"estivo" è sufficiente per avvinicinarsi di molto (o addirittura superare)
i limiti imposti dalla legge.
4. studi pubblicati su riviste internazionali permettono di stimare un
contributo alla concentrazione di PM10 dovuto al traffico (direttamente o
indirettamente) pari al 30-50% (Lenschow et al. 2001, Marcazzan et al 2003)
5. Ciò detto, esiste certo un problema dei grandi impianti pubblici a
gasolio (fermo restando quanto detto al punto precedente)
6. +50% fuori norma: qual è la fonte del dato?
>2) ci sono ancora 11 milioni di auto (33,7% del parco circolante) non
>catalizzate.
> per la cronaca un auto del 2005 inquina il 3% di una del 1983 e il 25%
>di una del 1993.
Non sono ingegnere meccanico, ma qualcosa sui catalizzatori ho studiato,
tipo che necessitano di temperature elevate per entrare a regime, che
devono essere manutentati regolarmente...
Rimando per approfondimenti alle affermazioni della Prof. Sammartino
(docente all'università di Roma1) rilasciate a Report (rintracciabili
dal sito della trasmissione).
>3) ogni scooter a 2 tempi (anche solo di 2-3 anni fa) inquina quanto 10
>sport utility vagon (tipologia di macchine contro cui si scaglia
>legambiente).
Il problema dei cosiddetti SUV è vario e composito e non è solo un
problema di inquinamento, ma anche consumi e sicurezza.Il dossier
completo che spiega perché Legambiente ha portato in Italia la campagna
internazionale antisuv è disponibile al sito www.legambiente.com.
I DATI USATI NEL DOSSIER DI LEGAMBIENTE SONO PRESI DA QUATTRORUOTE:
notoriamente non si tratta di un mensile ambientalista.
>4) il 90% delle migliaia di furgoni, furgoncini e camion che entrano nei
>centri storici delle città per rifornire commercianti e pubblici esercizi è
>azionato da motori diesel di vecchia generazione. A Milano ci si è
>finalmente accorti che sono proprio loro una delle cause preponderanti
>delle polvere sottili.
Questo è un problema reale.
Anche se il dato è quanto meno impreciso: cosa si intende per nuova
generazione? Stando ai dati ACI 2003 (da www.aci.it) il 27.6% degli
autocarri merci ha meno di 5 anni e il 13.8% meno di 3.
Come dirigente di Legambiente faccio notare che sono ANNI che
Legambiente dice, per lo più inascoltata, come il trasporto merci ancor
più di quello privato debba spostarsi su rotaia.
>Finalmente magari anche la gente comune riuscirà a non farsi prendere in
>giro dalle solite notizie fuorvianti.
già :)
>Lo stesso Podestà ha affermato che gli ambientalisti fanno spesso più male
>che bene, ingigantendo problemi secondari, perdendo di vista le soluzioni
>più semplici, combattendo crociate oltre che inutili controproducenti.
non cogliendo il riferimento ad un dibattito del quale sono all'oscuro,
e pertanto non posso rispondere a una persona di cui conosco solo il nome.
Non mi rimane che aspettare ad essere illuminato da cotanta sicumera
certezza :-)
--
Davide Sabbadin
Tracciabilità, Controlli, Procedure
Legambiente ONLUS - Campagna Agricultura Italiana di Qualità
www.legambienteagricoltura.it
tel. +39 (0)49 856 1220 fax +39 (0)49 856 2163
via Monte Sabotino 28
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