[isf-ge] Riflessione

Non e' molto originale, ma ve la mando lo stesso.

Ciao
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 Dr. Giovanni Besio       -----      Assistant Professor
 D.I.C.A.T. Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni
            dell'Ambiente e del Territorio
 http://www.dicat.unige.it/giospud   -   Skype: giospud
 Università di Genova, Via Montallegro 1
 16145 Genova - ITALY
 Tel: 0039 010 3532479    -----    Fax: 0039 010 3532546
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La mente e i libri funzionano solo se sono aperti.
       Sir James Dewar, fisico, (1842-1923)

Ogni cosa giusta rivela il suo contrario.
       Caparezza (2003)

Io non faccio poesia, io verticalizzo.
           Franco Scoglio, (1941-2005)

        S           I           A

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---------- Forwarded message ----------
Date: Wed, 28 May 2008 10:07:06 +0200
From: Anna <dapozzoa@xxxxxxxxx>
Reply-To: Mailing-list di Ingegneria Senza Frontiere - Roma <lista@xxxxxxxxxxxx>
To: isf lista <lista@xxxxxxxxxxxx>
Subject: [lista isf-roma] nota di Alex Zanotelli

23/05/2008


No al dilagante razzismo in Italia
Alex Zanotelli

/Un paese che ha bisogno di stranieri ma che non li vuole integrare. Che
dimentica il suo passato da migrante. Che si dice cattolico ma che non
vuole seguire l'esempio di Cristo. L'appello di padre Alex Zanotelli./


È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo
nostro paese.
I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di
sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva
xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita
delle ronde notturne... offrono un'agghiacciante fotografia dell'Italia
2008.

«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione, da
poco rientrato in Italia da Korogocho, all'approvazione della legge
Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento
del razzismo e della xenofobia nella società italiana, cavalcati dalla
Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008 e incarnati oggi nel
governo Berlusconi. Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro
con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a
Dominici...) Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso
l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano, che
è diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un
pacchetto-sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che
non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema
economico-finanziario mondiale (l'11% della popolazione mondiale consuma
l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra
per sopravvivere.
L'Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un
miliardo di "rifugiati climatici". I ricchi inquinano, i poveri pagano.
Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli
immigrati per funzionare, ma che poi li rifiuta, li emargina, li umilia
con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai Rom, come
fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti
all'Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti
erano Rom!). Abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato
fino a ieri un popolo di migranti ("Quando gli albanesi eravamo noi"):
si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi
all'estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po' ovunque e
hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo
stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos'è che ci ha fatto perdere
la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come
possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di
attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro "Paradiso"? È la
nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal
cuore dell'Africa all'Europa.

Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano, ma che di
cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di Gesù di Nazareth,
povero, crocifisso "fuori dalle mura", che si è identificato con gli
affamati, i carcerati, gli stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di
questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani, mentre dalla nostra bocca escono parole
di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci
di fare le adozioni a distanza, mentre ci rifiutiamo di fare le
"adozioni da vicino"?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro
queste tendenze razziste e xenofobe? E quand'è che i pastori prenderanno
posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, da una vita impegnato a fianco degli impoveriti della
terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte
degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista
della società e del nostro governo.

Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di
domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa
confessante sotto Hitler:
«Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato
perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom,
non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare
gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo. Quando, alla fine,
sono venute ad arrestare me, non c'era più nessuno a protestare».

Non possiamo stare zitti: dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo
il futuro del nostro paese. Soprattutto è in ballo il futuro
dell'umanità. Anzi, della vita stessa.
Diamoci da fare perché vinca la vita!
Questa è la mia reazione davanti agli ultimi avvenimenti nel nostro paese.
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