[isf-ge] R: [isf-ge] Adesione all'appello "La sola sicurezza è la pace"
- From: "Giulia Troglio" <giuliatroglio@xxxxxxxxx>
- To: "Isf-Ge" <isf-ge@xxxxxxxxxxxxx>
- Date: Wed, 13 Jul 2005 17:24:02 +0200
Come dici tu, il tempo stringe e se si vuole aderire bisogna farlo in
fretta.
Io la trovo un'iniziativa valida e la condivido. Non posso andare
(ho un esame il giorno dopo) ma chi è la può esserci anche a nome mio.
Il problema è: la pensate tutti come me?
E ammesso di trovarci tutti d'accordo, c'è qualcuno disposto ad andare? O
diciamo solo a chi è là "isf-ge è con voi"?
-----Messaggio originale-----
Da: isf-ge-bounce@xxxxxxxxxxxxx [mailto:isf-ge-bounce@xxxxxxxxxxxxx]Per
conto di Tommaso Gamaleri
Inviato: mercoledì 13 luglio 2005 9.25
A: isf Genova
Oggetto: [isf-ge] Adesione all'appello "La sola sicurezza è la pace"
ciao a tutti
su proposta di Chiara di Firenze tramite il coordinamento si chiede
l'adesione all'appello "La sola sicurezza è la pace".
Non abbiamo tempo per parlarne a plenaria perché l'appuntamento è
proprio per martedì prossimo.
Diverse altre sedi hanno proposto di parlarne nelle liste locali per
dare un appoggio (o anche un contributo integrativo all'appello) in mdoo
che chi andrà a Roma possa farlo a nome di tutti.
ciao, tommaso
---Messaggio originale---
Ciao ragazzi, direi che stavolta ISF non può rimanere muta di fronte a
certi avvenimenti e conseguenti decisioni,abbiamo il diritto e il dovere
di appoggiare il movimento pacifista in questo appello di pace...penso
che nessuno possa non essere d'accordo!!!
La speranza e' quella di riuscire a sviluppare una campagna permanente
di pace, radicata in ogni territorio, con
proposte di azione e riflessione che possano nascere nelle prossime
settimane.
Martedì 19 -giorno del voto sul rifinanziamento della missione in Iraq-
alle 12 l'iniziativa sara' presentata sotto
Montecitorio, attraverso la diffusione di volantini con il testo con lo
striscione "La sola sicurezza è la pace".
Di seguito il testo dell'appello.
ciao
Chiara
TESTO
Questa volta è toccato a Londra.
La popolazione londinese, colpita da atti criminali che non hanno
giustificazione alcuna, ha subito morte, orrore,
paura. Siamo al loro fianco, esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà.
Siamo tutti vittime di una guerra globale contro l'umanità che ogni
giorno, spesso nell'indifferenza generale, colpisce tante
comunità umane in tutto il mondo.
E' una guerra fra potenti. E' combattuta dagli interessi forti che
tirano le fila dell'ingiustizia e dello sfruttamento, dagli
stati che fanno le guerre, dalle organizzazioni che, per competere con
essi, utilizzano strategie terroristiche.
La guerra è loro. Nostri sono i morti innocenti, le vittime civili.
Alla guerra globale bisogna reagire, se vogliamo assicurare a noi stessi
e al mondo un futuro.
Quattro anni di guerra condotta in nome della lotta al terrorismo, oltre
a seminare distruzione, hanno aumentato in modo
gigantesco l'insicurezza, la destabilizzazione, i pericoli in tutto il
pianeta. Lungi dall'averli diminuiti, la guerra ha alimentato gli
attacchi terroristici.
Bisogna cambiare radicalmente strada, prima che sia troppo tardi.
Sottrarsi al circolo vizioso nel quale guerra genera guerra e terrore è
l'unica possibilità per garantire sicurezza a tutte e
a tutti.
Bisogna opporsi alla costruzione di un mondo armato, di società e di
economie di guerra.
Bisogna portare subito l'Italia fuori dal sistema della guerra.
Le grandi e pacifiche manifestazioni ad Edimburgo hanno ancora una volta
mostrato la volontà di lottare per una giustizia
globale: questa lotta è possibile e necessaria.
E' possibile e necessario ritirare immediatamente le nostre truppe
dall'Iraq, finirla con il riarmo, l'esportazione di
armi e l'aumento delle spese militari, smantellare subito le basi
militari straniere, ripulire il nostro territorio dalle armi nucleari e
di distruzione di massa, avviare una politica estera di pace che
obbedisca al dettato costituzionale:
"L'Italia ripudia la guerra".
E' possibile e necessario impegnarsi per la giustizia globale, ricercare
la convivenza, combattere la discriminazione e il
razzismo, mettere al bando l'islamofobia, chiudere i cosiddetti Centri
di Permanenza Temporanea e accogliere i migranti.
E' possibile e necessario affermare diritti, costruire giustizia sociale
ed eguaglianza, innovare ed estendere la democrazia
fondata sulla partecipazione.
Le scelte del governo italiano, confermate dalle prime reazioni
all'attentato di Londra, vanno nella direzione
opposta. Il governo conferma la partecipazione alla guerra, alimenta
l'intolleranza, aumenta la stretta
contro gli immigrati, contro i musulmani, contro le lotte sociali.
Annuncia il futuro ritiro di soli trecento soldati dall'Iraq ma si
appresta a prendere il comando delle forze Nato in Afghanistan.
Questa politica espone il nostro paese e noi tutti a gravi pericoli. Il
Governo stesso annuncia che siamo un paese
fortemente a rischio. Gioca la carta della paura per puntellare le sue
scelte di guerra.
Bisogna fermarli.
E possiamo fermarli con la mobilitazione popolare che il nostro paese in
tante occasioni è stata in grado di esprimere e che ha diffuso un'altra
coscienza, un'altra cultura, l'urgenza di un'altra politica.
C'è bisogno di una reale alternativa, non di unità nazionale con chi ci
ha spinto sull'orlo del baratro.
Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme una grande campagna, fatta
di iniziative, azioni, riflessione e dibattito perché la
paura non produca rassegnazione, ma voglia di ribellarsi e di cambiare.
LA SOLA SICUREZZA E' LA PACE
diritti e convivenza, disarmo e giustizia globale
________________________________________
Ingegneria Senza Frontiere - Genova
c/o Dottorandi/DIAm
Via Montallegro 1 16145 Genova
tel: 010-3532479
http://www.diam.unige.it/isf
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