[isf-ge] R: Volume dei residui (WAS: Sui seminari)
- From: "luigi musi" <lumusi@xxxxxx>
- To: <isf-ge@xxxxxxxxxxxxx>
- Date: Tue, 28 Mar 2006 07:54:54 +0200
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Dedica il 5 per mille a Ingegneria Senza Frontiere - Genova!
Nella apposita casella del CINQUE PER MILLE sulla dichiarazione dei redditi
bisogna inserire il CODICE FISCALE DI ISF-Genova cioè 95076200104
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La riduzione in volume può arrivare fino a dieci volte, per le scorie
(ceneri pesanti)
Le ceneri volanti sono inferiori di quasi un ordine di grandezza ma
richiedono una cura particolare che può aumentarne il volume (ad es. la cd
"inertizzazione") e vanno in discariche separate.
Oltre alla riduzione volumetrica, la combustione dei rifiuti comporta la
sanificazione dal punto di vista biologico, la eliminazione del problema di
gestione del biogas ed una significativa modificazione, in senso positivo,
nella composizione del percolato, la cui componente in BOD e COD diviene
pressochè trascurabile mentre aumenta in maniera decisa la trattabilità.
Da ultimo, un'area ove vengono sistemate scorie da incenerimento presenta le
caratteristiche geotecniche di un terreno mentre assai diverso è il discorso
sulla consistenza della massa dei rifiuti oggi allocati in discarica, dalla
stabilità alla possibilità di riutilizzo del suolo.
Rimane il fatto che la riduzione dei rifiuti alla fonte costituirebbe un
approccio di primaria qualità ma, guarda caso, è l'unico settore di
intervento nel quale non si è fatto nulla, anzi, la teoria secondo la quale
il 50, 60 o ancor più per cento dei rifiuti sia riciclabile non fa che
consolidare l'insensibilità al problema: che m'importa di produrre più
rifiuti se intanto so che non sono rifiuti ma "materie prime seconde"?
Inoltre il sostegno alla raccolta differenziata costituisce un sostanziale
ribaltamento della filosofia dei consumi: la produzione immette sul mercato
qualsiasi merce, a prescindere da valutazioni circa la ecosostenibilità ed
il percorso "dalla culla alla tomba"; la responsabilità della corretta
pseudo-chiusura del ciclo viene scaricata sul cittadino utente: "paga la
tassa per lo smaltimento ed organizzati perchè la comodità che ti ho fornito
con il mio prodotto sia compensata con l'incomodo di curarne la gestione
post uso".
Intanto mi auguro che nelle riunioni conviviali di ISF non si faccia ricorso
a piatti, stoviglie ed altri accessori di tipo "usa e getta"...
Con simpatia
gg
-----Messaggio originale-----
Da: Cristiano Nattero <kr1zz@xxxxxxxxxxxx>
A: isf-ge@xxxxxxxxxxxxx <isf-ge@xxxxxxxxxxxxx>
Data: lunedì 27 marzo 2006 23.53
Oggetto: [isf-ge] Volume dei residui (WAS: Sui seminari)
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> Dedica il 5 per mille a Ingegneria Senza Frontiere - Genova!
> Nella apposita casella del CINQUE PER MILLE sulla dichiarazione dei
redditi
> bisogna inserire il CODICE FISCALE DI ISF-Genova cioè 95076200104
>...........................................................................
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>
>Alberto Carrea ha scritto:
>> Scusate l'intrusione.
>> Mi sono letto le mail di oggi sull'argomento.
>> Molto interessante. Siccome vorrei in qualche modo inserirmi in ISF,
potrei
>> dare una mano su questo tema ?
>> Intanto rispondo ad una domanda di Cristiano: il peso delle (scorie di
fondo
>> + ceneri volanti) prodotte da un inceneritore si aggira su circa il 30%
del
>> peso del rifiuto bruciato (in volume ancora di meno). Le scorie poi sono
>> circa 10 volte in peso le ceneri leggere.
>
>Grazie del contributo...anche se in realtà mi chiedevo quale fosse il
>volume, piuttosto che il peso.
>
>Un professore mi ha detto che le ceneri (leggere + pesanti) occupano
>circa un terzo del volume dei rifiuti, è vero? E le "ecoballe",
>costituite da ciò che resta dei rifiuti dopo il trattamento
>biomeccanico, quanto volume occupano rispetto a quello dei rifiuti?
>
>In realtà nessuno di questi trattamenti cambia l'andamento del volume
>dei materiali stoccati in discarica in funzione del tempo, ma lo scala
>solamente di un certo fattore e quindi rimanda il tempo necessario a
>riempire la discarica. Sono informatico quindi correggetemi se sbaglio
>ma suppongo che queste curve si ottengano integrando nel tempo la
>quantità di rifiuti prodotta giornalmente. Ebbene, se la quantità di
>rifiuti prodotta giornalmente rimanesse costane allora la riduzione dei
>volumi ad un terzo significherebbe che il tempo necessario a riempire la
>discarica triplicherebbe. Purtroppo da quello che ho capito la
>produzione di rifiuti giornaliera è in crescita, il che significa che il
>tempo necessario a riempire la discarica non è più il triplo ma è di
>meno, forse anche molto meno.
>
>Torno a pensare che l'unica soluzione sensata, almeno sul lungo periodo,
>sia l'abbattimento drastico della produzione dei rifiuti.
>
>--
>Ciao,
>Cri
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