[isf-ge] R: Re: Sui seminari

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  Dedica il 5 per mille a Ingegneria Senza Frontiere - Genova!
  Nella apposita casella del CINQUE PER MILLE sulla dichiarazione dei redditi
  bisogna inserire il CODICE FISCALE DI ISF-Genova cioè 95076200104
..............................................................................

Come ho già detto, resto naturalmente disponibile per ogni 
approfondimento, tanto all'interno di ISF quanto all'esterno.
Non posso 
in ogni caso condividere considerazioni monorientate, ancorchà pià o 
meno veritiere, perchà continuano a stravolgere la realtÃ: nel settore 
dei rifiuti gli incentivi vengono erogati per l'incenerimento come per 
la raccolta differenziata, in tal modo alterando la valutazione circa 
la effettiva riciclabilità dei prodotti, sicchà il "premio" assegnato 
ai comuni con elevato grado di raccolta differenziata dei materiali, 
qualora non avesse in corrispondenza l'effettivo ed ecologico recupero 
di una proporzionale quantità di materiali, non dovrebbe essere 
intitolato al comune riciclone ma raccoglione, con tutte le deduzioni 
del caso...
A presto, dunque, se lo riterrete
gg

----Messaggio 
originale----
Da: amemaio@xxxxxxxxxxxx
Data: 26-mar-2006 11.24 PM
A: 
<isf-ge@xxxxxxxxxxxxx>
Ogg: [isf-ge] Re: Sui seminari

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  Dedica il 5 per mille a Ingegneria Senza Frontiere - Genova!
  Nella 
apposita casella del CINQUE PER MILLE sulla dichiarazione dei redditi
  
bisogna inserire il CODICE FISCALE DI ISF-Genova cioà 95076200104
..............................................................................


>   Ho seguito solo l'ultimo dei seminari sui rifiuti ma l'ho trovato
> molto interessante e soprattutto me ne sono tornato a casa con un bel 
po'
di dubbi, il che tutto sommato à positivo: quali sono le misure per 
ridurre
la produzione di rifiuti all'origine? C'Ã qualche
> 
amministrazione che sta investendo su questa strategia? Qual à il 
volume
delle ceneri prodotte da un inceneritore rispetto a quello dei 
rifiuti? E
quello delle "ecoballe"? Dove si prende e quanta energia 
serve per far
funzionare una cella al plasma per
> 
vetrificare/gassificare i rifiuti?

Abbiamo visto che tecnicamente ci 
sarebbe molto da discutere sulle diverse
soluzioni (anche con i dati 
alla mano) e, come abbiamo appreso da diversi
interventi, Ã inutile che 
su certi temi si resti dei sognatori, bisogna
guardare in faccia la 
realtÃ, tra non molto i rifiuti ci sommergeranno se
non ci muoviamo. Ne 
abbiamo buoni esempi nel sud Italia.
Uno dei punti perà (segnalato 
anche da AltreEconomia di gennaio) su cui
praticamente tutti, durante 
gli interventi, si sono trovati d'accordo à il
seguente ("anomalie" 
italiane...):


Quanto costa incenerire i rifiuti e chi paga
di Red 
online - 25 febbraio 2006
http://www.isolapossibile.it/article.php3?
id_article=194

di Franco Cipolla

L'incenerimento dei rifiuti à il 
sistema pià costoso per lo smaltimento dei
rifiuti e tutti gli 
italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a
suo sostegno. 
Non tutti sanno che il 7% dell'importo della bolletta
elettrica che 
pagano à devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla
costruzione degli 
inceneritori. La prova? Basta prendere una fattura
dell'Enel che arriva 
a casa ogni bimestre. Sul retro, nella discrimina delle
varie voci e 
costi si legge:
"Componente A3 - Costruzione impianti fonti 
rinnovabili", ecco la somma che
compare a fianco va devoluta ai gestori 
di inceneritori di rifiuti perchÃ,
fra le varie fonti energetiche 
rinnovabili non fossili quali l'eolica ed il
solare, il D.Lgs. 387/2003 
assimila anche quella ricavata dall'incenerimento
di ogni tipologia di 
rifiuti urbani ed industriali.
Ma ancora non tutti sanno che, oltre a 
questa grossa fetta di incentivi
prelevati dalle tasche degli ignari 
utenti, i gestori degli inceneritori
ricevono, da parte dello Stato, 
altri lauti sussidi meglio conosciuti come
"Certificati Verdi" o "Cip 
6" e che si aggirano da 9 a 14 centesimi per ogni
Kw. di energia 
prodotta con l'incenerimento dei rifiuti. Tutti questi
incentivi sono 
soldi che escono dai portafogli di tutte le famiglie
italiane.  Ecco 
quindi chi paga l'incenerimento dei rifiuti, per non parlare
anche 
dell'esosa tassa che tutti quanti pagano per lo smaltimento dei
rifiuti... Ma cià che amareggia maggiormente à che l'Italia à l'unico 
Stato
della Comunità Europea che finanzia l'incenerimento dei rifiuti. 
Tutti gli
altri Stati membri (quali Austria, Belgio, Danimarca, 
Germania) impongono ai
gestori di inceneritori di pagare una tassa (che 
va da un minimo di 4 ?. A
71 ?.) per ogni tonnellata di rifiuti 
bruciati, disincentivando
l'incenerimento dei rifiuti.
Mentre tutta 
l'Europa va verso il decremento della costruzione degli
inceneritori, 
l'Italia, in controtendenza, vuole potenziare i propri parchi
inceneritori, con la costruzione di altri 140, quattro dei quali, a 
breve,
in Sicilia.

Aggiungo:
ovviamente qualcuno non sarà d'accordo, 
soprattutto per quel che riguarda
l'affermazione iniziale: 
"L'incenerimento dei rifiuti à il sistema piÃ
costoso per lo 
smaltimento dei rifiuti...", anche qui infatti ci sono
posizioni 
discordanti.
Ma il problema su cui vorrei spostare l'attenzione con 
questo breve articolo
à l'incentivo e il paragone con le fonte 
rinnovabili che ritengo decisamente
inappropriato.
Poi à ovvio che, 
qualunque sia il sistema, qualcuno deve pagare...


> Spero ci sia 
occasione di parlarne ancora.
>
>   Ancora un'osservazione circa 
l'efficacia di queste iniziative (poi
> corro a prendere il treno 
altrimenti arrivo in ritardo): ho notato con
dispiacere che c'erano ben 
pochi giovani, inoltre i politici hanno detto le
loro ca22ate e poi 
sono scappati, forse gli avrebbe fatto bene restare a
sentire. Ho paura 
che la discussione sia rimasta all'interno dell'ambiente
scientifico/tecnico. Magari cerchiamo di tenere presente questo 
problema per
i prossimi eventi.

Questa à una cosa che à spiaciuta 
anche a me, mi spiace sia mancato, nel
terzo incontro, il confronto con 
la parte politica.

> Ci vediamo pià tardi!
> Cri

A presto
Amedeo



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