[isf-ge] Quando sarà possibile un altro mondo?
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- Date: Tue, 24 Aug 2004 18:13:44 +0200
Quando sarà possibile un altro mondo?
Nelle attuali società umane, come quindi anche in quella italiana, in cui i
ruoli più importanti, più strategici da un punto di vista organizzativo,
amministrativo, fiscale, educativo, culturale, mass-mediatico, sanitario,
d'ordine pubblico, etc. sono assegnati a vita a determinate persone, viene a
crearsi di fatto uno Stato ben disgiunto dai comuni Cittadini, un nocciolo duro
assolutamente impenetrabile ed immodificabile da tutti coloro che ne sono stati
esclusi. Queste due entità, Stato e Cittadini, che per patto sociale avrebbero
dovuto coincidere, avrebbero dovuto esser tutt'uno, di fatto rimangono
assolutamente separate e spesso contrapposte.
E' spesso, sì, scritto sulle carte costitutive dei Paesi più progrediti della
Terra, come anche nella stessa Costituzione Italiana, che "la sovranità
appartiene al popolo" (intendendo: a tutto il popolo!), ma la realtà è ben
diversa: la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo, Italia in testa, sono
non una Repubblica ma una "cosa di parte", sono qualcosa che letteralmente
appartiene alle persone assunte a vita nei posti chiave dello Stato (che siano
esse dirigenti o semplici dipendenti). I più avanzati Paesi del mondo sono
attualmente in mano ad una autentica oligarchia, di basso livello ma diffusa
ovunque, che tuttora spadroneggia ed assoggetta, anche se in maniera sottile,
subdola, la restante parte della popolazione, ed impedisce loro una naturale
evoluzione verso ciò che i diversi àmbiti situazionali effettivamente
richiedono.
Se in generale l'operato del nostro Governo e di quelli degli altri Paesi non
ci trova d'accordo, non perdiamo altro tempo: concentriamo le nostre energie
per rimuovere quel particolare modello di organizzazione sociale che è alla
base di ogni comportamento malefico dei Governi, e dà carta bianca agli imperi
economici mondiali. L'impiego pubblico assegnato a vita è l'origine profonda,
nascosta, meschina, della stragrande maggioranza dei problemi del mondo d'oggi,
siano essi pertinenti la pace, od il campo dei diritti umani, la distribuzione
del lavoro, la difesa dell?ambiente, o che altro.
Esigiamo, dunque, ciò di cui è impossibile negare la assoluta legittimità:
pretendiamo un equo impiego pubblico a rotazione, equamente condiviso e di
reale appartenenza comune. Il giorno che questo nuovo ordinamento sociale
venisse alla luce non vi sarebbero più, ad esempio, enti radiotelevisivi di
Stato a far continua sfacciata propaganda al pensiero unico governativo, nè vi
sarebbero forze dell'ordine (oggi assunte anch'esse a vita per rimanere a
fedele guardia di Stati oligarchici) ad accanirsi contro i cittadini
manifestanti, tantomeno potrebbe esservi un apparato burocratico a far da
fertile terreno di coltura per ogni tipo di corruzione e malgoverno.
Si getterebbe invece il seme per realizzare una nuova società umana pienamente
basata sulla condivisione e la partecipazione, non più sull'accaparramento e
l'esclusione. Quel giorno, obiettivi, persino così ambiziosi come quello di
veder ogni donna, ogni uomo sulla Terra disporre di un lavoro, e quindi di un
reddito e, cosa ancor più importante, di un potere civico, minimamente
garantiti, diverrebbero molto più facilmente raggiungibili. Disoccupazione e
precariato, come pure qualsiasi altra incapacità dei governi a rispondere
efficacemente alle esigenze della società, diverrebbero solo un brutto ricordo
del passato.
L'impiego pubblico a vita è lo scoglio contro cui si infrangono tutti i più bei
sogni dell'umanità. L'impiego pubblico a vita è l'anello debole di una catena,
altrimenti indistruttibile, che tiene avvinto un intero mondo e ne impedisce il
progresso sociale. L'impiego pubblico a vita è l'anello che, nell?interesse di
tutti, ed in maniera legalmente, moralmente ed eticamente ineccepibile,
dobbiamo oggi definitivamente spezzare.
Si invitano le personalità dell'arte, della cultura, e dell'ingegno, a
sviluppare personalmente, ed ampiamente, queste consapevolezze.
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia
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Quando altro mondo? # Versione 2.7.0 # 06-07-35
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