[isf-ge] Qualche appunto dopo l'incontro con Enzo Missoni
- From: Cristiano <kr1zz@xxxxxxxxxxxx>
- To: isf-ge@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Wed, 16 Jun 2004 13:09:28 +0200
Ciao cari,
come sapete, ieri Enzo ci ha raccontato del Burkina Faso e del suo
centro a Kodougou, e m'è sembrata una persona aperta e molto
disponibile a sperimentare tecnologie nuove. Il modo migliore per
capire le esigenze del suo centro, delle missioni vicine e
dell'intera comunità, e i termini di una nostra collaborazione,
sarebbe quello di andare a trovarlo: lui è sempre disponibile ad
ospitare gente, guardate il link in fondo per avere informazioni.
Per chi ha voglia di leggere, riporto alcuni spunti colti al volo.
* Acqua.
E' la loro esigenza primaria: se la procurano attraverso alcuni
pozzi, e la usano sia per bere e cucinare, sia per irrigare i campi.
L'acqua delle falde è un po' calcarea ma potabile, la controllano
ogni 6 mesi. L'acqua dell'acquedotto, oltre ad essere molto costosa,
è estremamente clorata e quindi in pratica non è potabile.
Fino a poco tempo fa, vicino al centro OASIS c'era una specie di
"imbuto" naturale, un avvallamento (se non sbaglio le dim. erano
circa 1km x 500m) in cui si raccoglievano le piogge formando un
laghetto che forniva acqua per mesi. Al centro poi era stato scavata
una buca e da lì l'acqua veniva pompata negli orti. Col tempo
l'avvallamento si è riempito di detriti, e adesso può contenere
relativamente poca acqua e per poco tempo. Un altro grosso problema
è infatti l'evaporazione, che prosciuga anche i serbatoi chiusi (ci
sono 50°C !!!)
Nel centro separano le acque bianche ma le disperdono nel terreno
senza recuperarle (anche se, da profano, immagino che in qualche
modo vadano ad alimentare le falde). Un'idea potrebbe essere quella
di filtrarle e riutilizzarle per irrigare i campi.
Altre fonti: l'unico vero fiume è il Volta Nero, a circa 70km da
loro, e poi ci sono, sempre abbastanza lontani, altri due torrenti,
soggetti a periodi di secca e a piene terribili con l'avvicendarsi
delle stagioni.
* Energia.
L'elettricità di rete gli costa molto perciò preferiscono usare i
gruppi elettrogeni a nafta: ne hanno due e per ora più o meno gli
bastano: stanno attenti a non attaccare tutti gli utilizzatori
contemporaneamente, e comunque non li tengono accesi sempre.
In una missione vicina, un frate aveva fatto costruire una cisterna
sigillata in cui buttava tutti gli scarti della cucina (di tutta la
missione!!!), e col gas che si produceva faceva funzionare i
fornelli. Questo tizio era geniale, ma da quando è morto la sua
missione non funziona più tanto bene.
* Altro: un po' di idee varie.
Usano essiccatori per conservare la frutta, vogliono provare un
mulino per il miglio, vorrebbero mettere i ventilatori nelle aule
della scuole. Hanno un computer in ogni ufficio e in qualche modo
sono collegati in rete tra loro e ad Internet.
Non mi viene in mente altro, ma se volete saperne di più potete
consultare il sito http://www.gsnet.it/oasisenzomissoni
--
Ciao,
Cristiano mailto:kr1zz@xxxxxxxxxxxx
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«...Parlo sul serio. Non è il nostro compito quello
d'avvicinarci, così come non s'avvicinano fra loro il sole
e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo
il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra mèta
non è di trasformarci l'uno nell'altro, ma di conoscerci
l'un l'altro e d'imparar a vedere e a rispettare nell'altro
ciò ch'egli è: il nostro opposto e il nostro complemento».
Hermann Hesse, "Narciso e Boccadoro".
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