[isf-ge] Niente bici per ora: prima razioniamo i carburanti
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- Date: Sat, 05 Feb 2005 20:35:44 +0100
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Niente bici per ora: prima razioniamo i carburanti
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Si moltiplicano quotidianamente gli appelli all'uso delle gambe, delle bici e
di qualsiasi altro mezzo che proceda alimentato dalla forza umana. Senza dubbio
si tratta di appelli espressi da persone in buona fede che intendono migliorare
lo stato del nostro mondo. Ma si tratta di inviti davvero opportuni e
correttamente espressi? O ci sarebbe qualcosa di determinante da dire e da fare
prima di rimettere in movimento i nostri polmoni?
E' da considerare infatti che promuovere l'uso delle gambe, della bici, od
invitare le persone a fare jogging e sport in genere senza aver prima diminuito
in maniera consistente il traffico grazie a provvedimenti duraturi sul tipo del
razionamento dei carburanti ad uso stradale privato significa di fatto ottenere
soltanto un bell'aumento dei tumori tra la popolazione (precisamente tra quegli
sciagurati che avranno accolto l'invito ad una "sana" attività fisica prima
ancora che il traffico sia scemato).
Pensiamo ad una persona che sta facendo una bella passeggiata. Cerchiamo di
visualizzare l'aria avvelenata che essa respira. Quell'aria, un cocktail di
veleni che a volerlo fare apposta i chimici quasi non ci riuscirebbero, entra
nei suoi polmoni, questi la filtrano e rimandano fuori anidride carbonica
depurata dai veleni, i quali assorbiti dal corpo ormai sono e rimarrano in
circolo. Che ci ha guadagnato quella persona ad andare a piedi, a comportarsi
bene, a dare un buon esempio? Probabilmente un bell'accidente tra qualche anno.
Ora: tutto questo una persona comune, con la mente non deviata da ciechi
istinti ispirati da una ecologia di superfice, non può non capirlo, non può non
saperlo. Probabilmente lo percepisce soltanto ad un livello inconscio, non
verbalizzato, ma è sicuro che una persona con un minimo di buon senso non
tornerà ad andare a piedi, in bici, etc. fintantochè l'aria non tornerà ad
essere respirabile, quindi fintantochè il traffico non sarà ridotto, in pratica
fintantochè i carburanti non saranno stati raziona(lizza)ti. (S'intende che se
trovate un sistema migliore per modulare a comando il traffico, ergo
l'inquinamento, ditelo subito, non tenetevelo per voi!).
Ed è qui che il metodo del buon esempio fallisce: per la contraddittorietà del
messaggio che invita contemporaneamente ad un comportamento individuale più
responsabile, il quale comportamento però, da solo, non sostenuto da adeguati
provvedimenti di governo altrettanto responsabili, non può non penalizzare la
propria salute.
E naturalmente, oltre al danno anche la beffa: come possono gli automobilisti
infatti non ringraziare questi pedoni, questi ciclisti e tutti gli sportivi per
la funzione di grande importanza sociale che essi hanno deciso di avere? A
costo di sacrificare sè stessi, essi si impegnano al massimo, fino a grondare
di sudore, per filtrare l'aria inquinata e riemetterla in circolo una volta
depurata dai veleni, pronta ad essere di nuovo opportunamente elaborata dalle
piante.
In somma: smettiamola una buona volta di perpetrare una realtà sociale pervasa
da un pensiero unico, da un pensiero di tipo dogmatico, di chiara derivazione
monoteista, assolutista. Ed arrendiamoci al fatto che la realtà è complessa e
complesse, anzi: complete, devono essere le nostre proposte.
Per chiarezza, allora ripetiamo: l'uso delle gambe, della bici etc. è
certamente, senza dubbio alcuno, da promuovere, da propagandare a volontà,
anzi: a voluttà; ma, se si vuol davvero essere responsabili, solo dopo aver
ottenuto il razionamento dei carburanti. Non prima. La cosa è così semplice che
è davvero difficile da trattare.
Infine, come non rivolgere un ultimo pensiero a quei furbi che si danno da fare
esclusivamente per promuovere auto elettriche ed una marea di altri gadget
tecnologici (che non possono far altro che cambiare tipo di inquinamento se
usati sempre in massa) ed intendono mettere l'idrogeno dappertutto, perfino
nelle insalate? Questi furbi non intendono perdere il consenso (si badi: non il
consenso della popolazione, con la quale non hanno mai avuto un reale
contatto), bensì il consenso di altri furbi come loro, i quali in caso di
sgarri (sarebbe a dire di comportamenti corretti) li taglierebbero fuori, li
priverebbero di sovvenzioni, stipendi, commesse e posti di potere.
Cotali furbi, per non perdere tutto questo, non si azzardano mica a proporre un
oltremodo urgente e più che giustificato provvedimento come il razionamento in
questione. Assolutamente no. Inventano invece le scuse più pazze: "ma questo
non è democratico, ci prenderebbero per comunisti, e poi la gente non capirebbe
...". Costoro, nella loro strampalata visione della realtà si limitano a
sognare un futuro lontano in cui tutto andrà bene grazie ad una magica
tecnologia priva di controindicazioni. E nel frattempo lasciano che
avvelenamento e morte la facciano da padrone.
Allora, e concludendo:
niente bici per il momento,
prima il razionamento.
Auto elettriche: sì,
ma senza esagerare anche lì.
Tante belle e buone cose a tutti,
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy
tel.: 0861 415655
http://eulab.hyperlinker.org
Per il razionamento dei carburanti ad uso stradale privato
http://razioniamo-i-carburanti.hyperlinker.org
Per un ambientalismo socialmente responsabile
http://ambientalismo-responsabile.hyperlinker.org
NBPO V 1.1 - 36/02/05
________________________________________
Ingegneria Senza Frontiere - Genova
c/o Dottorandi/DIAm
Via Montallegro 1 16145 Genova
tel: 010-3532479
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