[isf-ge] Re: Manifesto del Movimento per la Decrescita Felice
- From: "andre rovera" <austingate@xxxxxxxxxxx>
- To: isf-ge@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Thu, 30 Sep 2004 11:16:37 +0000
Non vorrei sembrare polemico ma credo che più che i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia tutto questo darebbe piuttosto fastidio in primis a chi lavora nei settori interessati come il caseario e i trasporti e vorrei vedere i sindacati come la prenederebbero se tutti questi dovessero restare a casa perchè non c'è più lavoro!
Tantoquanto ritorniamo all' orticello di guerra per l'autoproduzione di quei beni di consumo citati nell'articolo vivamente consigliato dal duce durante la seconda guerra mondiale o riproponiamo l'autarchia...
Di questo passo potremmo anche farci le maglie all'uncinetto e decorare col punto croce invece di comprare l'abbigliamento dai cinesi che per trasportare la loro merce dalla loro madre patria le fanno attraversare mezzo mondo, peccato che siano le più economiche sul mercato!
Peccato che credo vhe in un periodo di recessione economica come questo e la nascita di nuovi poveri come funghi, situazione che minaccia sempre di più il ceto medio, ho seri, serissimi dubbi che lo yogurt che compro al discount sia più caro di quello autoprodotto o che la passata di pomodoro che posso trovare per meno di 50 cent sia meno vantaggiosa di una autoprodotta (a meno che io non abbia il mio orticello di guerra, cosa che per altro ho e mia madre fa pure la passata in casa ma casa mia non è nel centro di una grande città).
Posso capire che l'articolo sia provocatorio ma la percentuale (marginale) di popolazione che potrebbe davvero trarre benefici economici da questo piano è a mio avviso quasi irrilevante in quanto chi ha le possibilità, la voglia e il tempo lo fa già. Oltretutto se i pomodori (inj quanto il latte è impensabile) non ce li ho di mio li devo comunque comprare al supermercato e credo che ci arrivino con dei camion a meno che la standa, la coop, il di per di... non abbiano un orto dietro il parcheggio dove coltivano i pomodori, senza contare che lo yogurt arriva con lo stesso camion del latte.
Perdonatemi lo sfogo ma queste visioni che garantirebbero la soluzione di tutti o gran parti dei mali mi sembrano un po' troppo semplicistiche oltre che difficilmente realizzabili, senza contare tutti i danni collaterali che, a mio avviso, non preoccuperebbero solamente i citati ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia.
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Non vorrei sembrare polemico ma credo che più che i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia tutto questo darebbe piuttosto fastidio in primis a chi lavora nei settori interessati come il caseario e i trasporti e vorrei vedere i sindacati come la prenederebbero se tutti questi dovessero restare a casa perchè non c'è più lavoro!
Tantoquanto ritorniamo all' orticello di guerra per l'autoproduzione di quei beni di consumo citati nell'articolo vivamente consigliato dal duce durante la seconda guerra mondiale o riproponiamo l'autarchia...
Di questo passo potremmo anche farci le maglie all'uncinetto e decorare col punto croce invece di comprare l'abbigliamento dai cinesi che per trasportare la loro merce dalla loro madre patria le fanno attraversare mezzo mondo, peccato che siano le più economiche sul mercato!
Peccato che credo vhe in un periodo di recessione economica come questo e la nascita di nuovi poveri come funghi, situazione che minaccia sempre di più il ceto medio, ho seri, serissimi dubbi che lo yogurt che compro al discount sia più caro di quello autoprodotto o che la passata di pomodoro che posso trovare per meno di 50 cent sia meno vantaggiosa di una autoprodotta (a meno che io non abbia il mio orticello di guerra, cosa che per altro ho e mia madre fa pure la passata in casa ma casa mia non è nel centro di una grande città).
Posso capire che l'articolo sia provocatorio ma la percentuale (marginale) di popolazione che potrebbe davvero trarre benefici economici da questo piano è a mio avviso quasi irrilevante in quanto chi ha le possibilità, la voglia e il tempo lo fa già. Oltretutto se i pomodori (inj quanto il latte è impensabile) non ce li ho di mio li devo comunque comprare al supermercato e credo che ci arrivino con dei camion a meno che la standa, la coop, il di per di... non abbiano un orto dietro il parcheggio dove coltivano i pomodori, senza contare che lo yogurt arriva con lo stesso camion del latte.
Perdonatemi lo sfogo ma queste visioni che garantirebbero la soluzione di tutti o gran parti dei mali mi sembrano un po' troppo semplicistiche oltre che difficilmente realizzabili, senza contare tutti i danni collaterali che, a mio avviso, non preoccuperebbero solamente i citati ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia.