[isf-ge] LO STRANO CASO DELLA SIGNORINA X (OVVERO: DAL RE/ATTIVISMO AL PRO/ATTIVISMO)]

Mi sembra una lettura interessante

Andre
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FORMAZIONE. MARIA G. DI RIENZO: LO STRANO CASO DELLA SIGNORINA X (OVVERO:
DAL RE/ATTIVISMO AL PRO/ATTIVISMO)
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59@xxxxxxxxx) per
questo intervento. Maria G. Di Rienzo e' una delle principali collaboratrici
di questo foglio; prestigiosa intellettuale femminista, saggista,
giornalista, regista teatrale e commediografa, formatrice, ha svolto
rilevanti ricerche storiche sulle donne italiane per conto del Dipartimento
di Storia Economica dell'Universita' di Sidney (Australia); e' impegnata nel
movimento delle donne, nella Rete di Lilliput, in esperienze di solidarieta'
e in difesa dei diritti umani, per la pace e la nonviolenza; e' coautrice
dell'importante libro: Monica Lanfranco, Maria G. Di Rienzo (a cura di),
Donne disarmanti, Edizioni Intra Moenia, Napoli 2003]

Dopo aver passato numerosi anni a dedicarsi all'impegno sociale e politico,
la signorina X sentiva di aver speso tutto, si sentiva consumata, disillusa,
impoverita e amareggiata. Com'era accaduto? Come mai tante buone intenzioni
avevano condotto ad una situazione cosi' priva di risultati? Come mai un
lavoro cosi' importante non aveva avuto alcuna ricompensa?
"Ho intenzione di fare del bene su questo pianeta", si era detta la
signorina X tanti anni prima. Per quanto il pronunciamento possa sembrare
retorico, X era sincera, e porto' con se' il proprio voto, inciso
nell'anima. Non bado' molto alla propria sicurezza economica, ne' alle
proprie esigenze, giacche' doveva essere sempre disponibile per chi avrebbe
potuto aver bisogno di lei, per la manifestazione o i volantini, o per
essere confortato: la porta della signorina X era sempre aperta, il suo
telefono, il suo frigorifero, il suo divano erano fruibili in ogni momento,
per chiunque ne avesse bisogno. X non voleva far parte del dannato
"sistema", ed avere un lavoro fisso le sembrava compromettente, percio'
un'estate vendeva libri porta a porta, faceva un po' la babysitter durante
l'inverno, lavorava una stagione come cameriera, un'altra non lavorava
affatto. X era ovunque, entrava a pie' pari in ogni campagna, contro la
guerra, contro l'inquinamento, per le cause delle donne, a favore dei
migranti, con i partiti o senza, dovunque ci fosse da protestare, lei c'era.
*
Man mano che il tempo passava, pero', per quante energie lei mettesse in
qualunque progetto, le sembrava che nessuno di essi si realizzasse. Era
arrivata ad odiare le persone che avrebbe voluto convincere, quelle tiepide
o apparentemente insensibili, quelle a cui non importava nient'altro che
fare compere e guardare la televisione.
Il suo idealismo divento' rabbia, la rabbia divento' amarezza. Erano bugie
quelle che la cultura dominante le aveva raccontato e le raccontava, ma
erano bugie anche quelle in cui lei aveva creduto? Che dire delle sue amiche
e compagne di lotta, ad esempio? Per la maggior parte, avevano ormai un
lavoro fisso, figli, vacanze, automobili. Avevano meno tempo per le
riunioni, per l'attivismo. Ah, si erano vendute al "sistema", mentre lei non
aveva il becco di un quattrino e passava le estati ad organizzare conferenze
ed eventi per l'autunno. Odiava anche loro. Si sentiva punita. Le sembrava
che il peso del mondo fosse stato caricato sulle sue spalle, e che
quell'immane peso la stesse ora facendo crollare sotto di se'.
Dall'amarezza arrivo' il giudizio finale: erano le altre persone ad essere
sbagliate, erano le altre persone il suo problema.
*
Fu a questo punto che X, fortunatamente, comincio' a riflettere. Fino a quel
momento non era stata un'attivista, ma una re/attivista, saltando in piedi
ad ogni squillo, rispondendo ad ogni sollecitazione, con una frenesia
compulsiva. E aveva solo imparato a disprezzare un sempre maggior numero di
persone. Non si meravigliava piu' di essere cosi' sola. Quelli che seguono
sono i "quattro passi" che l'ho invitata a fare con me quando mi ha
raccontato la sua storia.
*
Quattro passi per diventare pro/attivisti:
1. Impegnatevi a fare del "lavoro interiore".
2. Dite no a cio' che non volete e dite si' a cio' che volete.
3. Raccogliete attorno a voi persone che condividono la vostra visione.
4. Lavorate sul messaggio che volete mandare all'esterno in modo che esso
rifletta positivita'.
*
Impegnatevi a fare del "lavoro interiore"
Se scegliete di compiere uno solo dei quattro passi proposti, scegliete
questo. E' di gran lunga il piu' importante e produttivo, perche' se e' una
scommessa la sua posta e' la vita. E' un esistere amorevole, conscio,
riflessivo, che riconosce l'interdipendenza di tutte le forme di vita, che
esplora nuove visioni, che apprezza i benefici del "non attaccamento"
(ovvero che apprende ad avere relazioni non basate sul possesso o sul
dominio).
Lavorando su voi stessi schiudete le porte al vostro potere, alla vostra
pace interiore, e al successo del vostro impegno. E' importante che voi non
diventiate delle vittime sacrificali sull'altare delle vostre cause. Persone
arrabbiate e amareggiate e travolte dal proprio attivismo possono essere
efficaci solo a brevissimo termine, e perdono, e fanno perdere, sempre di
piu' di quel che guadagnano. Non si crea nessun cambiamento positivo che sia
duraturo, se il sentimento da cui si parte e' l'ira funesta del pelide
Achille. Usate per il lavoro interiore cio' che funziona per voi
(meditazione, yoga, preghiera, riflessione, connessione alle energie
naturali, letture, eccetera): qualsiasi cosa vi aiuti a capire chi siete e
perche' agite nel modo in cui agite. Questo vi aiutera' a guarire le vecchie
ferite e ad amare voi stessi. Non e' una cosa che potete fare una volta
sola: per avere degli effetti e' necessario che l'esplorazione di voi stessi
continui come continua la vostra vita. Organizzate quest'ultima attorno a
proponimenti e pratiche che includano la responsabilita' e l'integrita'.
Imparate ad essere e sentirvi responsabili delle vostre azioni. Imparate che
il biasimare va bene, ma non va mai bene abbastanza, da solo, per cambiare
qualcosa. Imparate a riconoscere il vostro legame, come individui, con le
varie collettivita' e comunita' di cui fate parte. Non lasciate che
l'urgente eclissi l'importante: date priorita' ai vostri bisogni emotivi.
*
Dite no a cio' che non volete e si' a cio' che volete
C'e' quasi da perdersi non vi pare? C'e' cosi' tanto a questo mondo a cui
dire "no" e c'e' cosi' tanto a cui dire "si'". Eppure, sebbene sia il passo
piu' semplice, e' quello che richiede la maggior abilita'. Dire "no" senza
aver nulla a cui dire "si'" significa erogare energia senza riceverne. A
lungo andare, consuma. Percio': continuate ad andare alle manifestazioni, a
scrivere lettere, a firmare petizioni; quando qualcosa non giova alla vita,
avete tutto il diritto di dire "non sono d'accordo". Ma cercate di farlo
senza che l'odio inquini le vostre azioni. Qualunque sia la causa a cui vi
state dedicando, ammattire di rabbia per essa ferisce la vostra umanita' e
dissipa la vostra forza vitale. Certamente, questo non e' di aiuto ne' a
voi, ne' all'istanza di cui intendete occuparvi. Ogni "no" alla violenza che
pronunciate alto e forte deve quindi basarsi su un altrettanto alto e forte
"si'" alla nonviolenza. Le strutture delle relazioni umane possono essere
sbagliatissime, crudeli e da spazzare via senza rimpianti: ma non per non
mettere nulla al loro posto. Se il "no" e' dovere morale, il "si'" lo e'
parimenti. Avere una visione chiara di cio' che volete crea una forma di
pensiero positiva con cui altre persone possono entrare in risonanza. E'
questo seme di possibilita', questa volonta' ispiratrice, che permette al
cambiamento di avvenire.
*
Raccogliete attorno a voi persone che condividono la vostra visione
Se questa visione comincerete a dirla, a mostrarla, a viverla serenamente
voi per primi vi pronostico una felice sorpresa: ce ne sono di piu', di voi,
di quanti pensavate. E mentre vi raccogliete in un gruppo e condividete
punti di vista e opinioni, la visione diventera' piu' solida, piu' reale,
piu' vera, piu' vicina. Maggiore e' il numero delle persone che capiscono
come sia giusto e sano dire la propria verita', maggiori sono le
possibilita' che tale verita' venga udita. Il "potere insieme" e' una forza
travolgente per bellezza ed efficacia: irradia il magnetismo di una speranza
concreta e nutre chi lo pratica. Sebbene possiate pensare e trovare piu'
facile radunare persone attorno al "no", avrete maggiori possibilita' di
vedere un cambiamento se diventerete il "si'", e cioe' se incarnerete il
cambiamento voi stessi.
*
Lavorate sul messaggio che volete mandare all'esterno in modo che esso
rifletta positivita'
Quando un problema suscita in voi sentimenti forti, usualmente vi muovete
per il cambiamento. Ma vi chiedete anche qual e' il modo piu' efficace per
ottenerlo? E a chi vi state rivolgendo, perche' lo voglia insieme con voi?
Predicare ai convertiti suona sempre bene, poiche' i convertiti
rifletteranno le vostre opinioni e vi daranno ragione, ma non sono loro che
avete bisogno di convincere. Concentrarsi sul problema ed esaminarne i
dettagli e' certo una parte importante di un messaggio diretto all'esterno,
ma non dovrebbe essere il vostro sforzo principale. Generalmente tutti sanno
che l'ambiente e' in pericolo, che gli esseri umani e gli animali soffrono
in tutto il mondo, che guerre di ogni genere devastano e uccidono corpi e
anime. Un messaggio intelligente creera' uno scenario alternativo, in cui
nessuno venga umiliato e in cui ciascuno si senta bene ad essere parte della
soluzione. Le persone si illuminano quando capiscono di avere potere come
individui, perche' questo riduce molto le loro paure. E la luce puo'
arrivare anche a coloro che identifichiamo come oppositori o insensibili. La
tentazione di etichettarli in blocco come "sbagliati" e "cattivi" ve la
daranno ogni giorno, ma sapete bene che sono umani quanto voi, e che non li
sposterete insultandoli o sparando razzi sulle loro finestre. Un gran numero
di brave persone, ad esempio, lavora per pessime compagnie economiche, o per
organizzazioni e istituzioni e sistemi politici che stanno facendo errori
terribili. Perche' non aprire loro una porta? Se il messaggio che mandate
loro e' radicato nella visione positiva in cui anche essi hanno un ruolo, la
luce oltre quei battenti potrebbe diventare assai attraente.

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Chi vola vale, chi non vola è un vile.
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