[isf-ge] [ISF-IT Contatti] R: Gestione dei rapporti con aziende private
- From: Stefano Francese <cecio_francese@xxxxxxxx>
- To: ISF Italia - comunicazioni <contatti@xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx>, "coordinamento@xxxxxxxxxxxxxx" <coordinamento@xxxxxxxxxxxxxx>, Marco Melis <marco.melis@xxxxxxxxx>
- Date: Thu, 18 Jun 2009 16:22:24 +0000 (GMT)
parlo per noi. quando è capitato abbiamo gestito la cosa in maniera
colloquiale. Alias parlando e cercando di capire storia ed intenti della
azienda. Però è capitato un sacco di anni fa e francamente non avevamo ancora
esperienza in materia. Nel prosieguo abbiamo evitato, recentemente,
interfacciandoci con una Ong per questioni di progetto depurazione arsenico
bangaldesh abbiamo (meglio hanno) stipulato una sorta di carta di intenti
facendo un piccolo percorso di reciproca comprensione, condivisione e
discussione degli intenti con facilitatrice.
Che io sappia:
abbiamo detto qualcosa, ma limitatamente ai finanziamenti, al week end di
genova 2004 (giro quanto dicemmo più avanti)
napoli invece aveva elaborato un documento, che mi pare usi tutt'ora, con cui
richiedeva info alla azienda con cui collaborava, una sorta di certificato di
eticità. Ahimè me lo diedero ma solo in forma cartacea. Se serve, lo vado a
ritrovare e te lo spedisco (con i giornali) ma forse è meglio che chiedi a
Nadia che se non ce l'ha lo chiede a Gianfranca che se non ce l'ha lo chiede a
Rossana Sola ovunque essa al momento sia.
3.Provenienza dei finanziamenti?
(3 gruppi)
·
In base alla
nostra mission ISF finanzia le sue attività tramite fondi riservandosi la
facoltà di valutarne le provenienza.
·
E' un problema
comune a tutte le sedi, anche se probabilmente le sedi consolidate hanno meno
problemi a trovare i fondi, mentre per le nuove esistono più difficoltà.
·
Ha senso, è
eticamente corretto rispetto alla nostra mission appoggiarsi ad altre
associazioni che siano
però di parte?
·
Proposta di
creare un protocollo contenente i requisiti minimi di eticità per accettare un
finanziamento.
·
Patto chiaro coi
finanziatori: devono assicurare / permettere un uso pulito ed indipendente dei
fondi donati e non devono donarli per mere ragioni pubblicitarie!
·
In ambito di
emergenza occorrono finanziamenti rapidi e c’è o
·
Istituire la
figura del fund raiser? Due opzioni in disaccordo: figura dedicata nella ISF
locale (o ISF Nazionale?) dedicata al fund raising – o figura all’interno di un
gruppo di lavoro legato ad un progetto che si occupa del fund raising legato al
progetto.
·
E' difficile
discernere se i fondi sono “buoni” o “cattivi”, a volte non è nemmeno possibile
capirlo, è però importante discutere il problema e darne una valutazione per
quanto approssimativa essa sia. Tale valutazione deve essere ripercorribile e
deve considerare la natura del finanziatore, l’apporto in termini di beneficio
di immagine che esso ne trae e gli eventuali interessi secondari.
·
Verifica caso per
caso con indagine all’interno delle realtà prossime alla nostra per capire come
si regolino in materia.
·
E’ importante che
ci si domandi: Quanto mi servono i soldi? Sono i soldi il problema centrale? Ne
Posso fare a meno?
·
Evitare
finanziamenti sospetti
·
Esistono altre
forme di finanziamento?
·
Esistono
situazioni che non necessitano di grandi finanziamenti!
·
Se ho valutato e
nei limiti della mia analisi i fondi non sono sospetti e non sono troppi li
accetto.
·
No a
finanziamenti da finanziatori di tecnologie e campagne belliche a priori! (Come
da carta dei principi).
--- Gio 18/6/09, Marco Melis <marco.melis@xxxxxxxxx> ha scritto:
Da: Marco Melis <marco.melis@xxxxxxxxx>
Oggetto: [ISF-IT Contatti] Gestione dei rapporti con aziende private
A: "ISF Italia - comunicazioni" <contatti@xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx>,
"coordinamento@xxxxxxxxxxxxxx" <coordinamento@xxxxxxxxxxxxxx>
Data: Giovedì 18 giugno 2009, 13:50
Ciao a tutt*,
sono Marco di ISF Cagliari... eh sì, Cagliari c'è ancora e più attiva
che mai dopo un periodo di riflessione e riorganizzazione che ha dato
nuovi orizzonti motivazionali e obiettivi concreti alla sede :-)
Vi scrivo per chiedere consiglio e supporto su una questione delicata.
Si tratta di capire se e come le altre sedi ISF hanno trattato i
rapporti di collaborazione con soggetti privati, in particolare aziende.
La questione specifica è capire se prima di decidere di collaborare o
meno con un'entità "a scopo di lucro" qualcuna sede abbia già elaborato
una sorta di linea guida o questionario che permetta di capire se l'ente
con cui ci si confronta sia, in un certo modo, corretto da vari punti di
vista: rapporti coi dipendenti, fornitori, no a cause penali/civili,
rispetto dell'ambiente, ...
E' una questione che stiamo iniziando ad affrontare perchè siamo in
procinto di collaborare con un'azienda e ci piacerebbe capire se altre
sedi l'abbiano già affrontato.
Le prime proposte riguardano:
- un questionario da far compilare all'azienda, stile "Guida al consumo
responsabile"
- visure presso Camera di commercio, agenzia entrate, tribunale,...
anche se ad alcuni sembra eccessivo e comunque di difficile attuazione
salvo rivolgersi a consulenti specializzati.
Ovviamente le collaborazioni di cui parliamo sono sempre finalizzate al
raggiungimento degli scopi sociali. Nel caso specifico si tratta di una
collaborazione legata allo smaltimento adeguato di pc e componenti
elettronici obsoleti.
Che ci sapete dire in merito?
Grazie a tutti!
Un abbraccio
Marco
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