[isf-ge] Fwd: Stasera ore 23.40 CESVI su Canale 5
- From: Elisa Borselli <eborselli@xxxxxxxxx>
- To: isf-ge@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Thu, 15 Jul 2004 09:11:58 -0700 (PDT)
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- From: <news@xxxxxxxxx>
- To: <eborselli@xxxxxxxxx>
- Date: Thu, 15 Jul 2004 16:27:56 +0200
In caso di problemi nella visualizzazione della newsletter vai al
seguente indirizzo:
http://www.cesvi.org/newsletter/canale5/newsletter.htm
<http://www.cesvi.org>
Il Cesvi vi invita a seguire in TV questa sera il reportage di Mimmo
Lombezzi per Mediaset
"L'amore al tempo dell'Aids" girato nelle Township di Città del Capo,
dove è in corso il progetto
"Fermiamo l'AIDS sul nascere", sostenuto dalla Fabbrica del Sorriso.
15 luglio, Canale 5, ore 23.40:
Cesvi nello speciale "La Fabbrica del Sorriso: un anno dopo"
_____
Per sostenere il progetto:
numero verde 800.036.046
donazioni online:
<http://www.cesvi.org/donazionionline.asp>
c/c postale:
324244 intestato a Cesvi
c/c bancario:
conto 1000
Banca Popolare di Bergamo
L'amore al tempo dell'AIDS
Le baraccopoli di Città del Capo diventano accessibili alla macchina da
presa di Mimmo Lombezzi grazie a tre angeli custodi, i counsellors del
Cesvi. Ncema, Andiswa, Kolani e Stefano Marmorato, coordinatore del
Cesvi in Sudafrica, accompagnano la troupe di Mediaset in un mondo
violento, malato e cattivo, alla scoperta dei piccoli segni di speranza
e di futuro. Nei bassifondi del Sudafrica, Paese che mantiene il triste
primato nella classifica mondiale dei Paesi con più malati di Aids, una
mamma su due è sieropositiva e rischia di trasmettere l'Aids al
nascituro. L'esercito degli orfani a causa dell'Aids è in crescita:
un'intera generazione costretta a cavarsela da sé. Qui, nella
baraccopoli di Philippi, il Cesvi ha aperto un consultorio nel maggio
del 2002. Oggi questo consultorio sta diventando una realtà sempre più
consolidata grazie ai fondi donati dalla Fabbrica del Sorriso. Qui si
combatte quotidianamente contro la malattia, con le armi della
prevenzione. Prevenzione significa farmaci, ma anche e soprattutto
educazione, informazione. L'Aids è tabù e genera stigma sociale.
Non è vero che non se ne parla. Se ne parla eccome, ma nel modo
sbagliato. È così che nascono le leggende metropolitane, dure, scabrose.
Come quella che per guarire dall'Aids si debba deflorare una vergine, o
violentare un minore. Come quella secondo cui il profilattico fa venire
i vermi, notizia trasmessa da una radio locale. Il reportage racconta
storie tragiche come quella di Luloma, una donna di 28 anni che ha
toccato il fondo: sieropositiva, in miseria, abbandonata e cacciata. Ma
racconta anche storie di riscatto e grande speranza: Zoleka, una mamma
che si scopre sieropositiva così come il più piccolo dei suoi tre figli,
viene strappata dal suicidio da un counsellor del Cesvi e decide di
continuare a vivere combattendo contro la malattia. Poi c'è la storia di
Madiba, lo stregone della baraccopoli che decide di abbandonare i
pregiudizi sull'Hiv e di mettere al servizio della lotta all'Aids il suo
potere di leadership e il credito che ha acquisito presso la
popolazione. E ancora, cinque donne sieropositive raccontano come hanno
affrontato la malattia senza perdere la dignità attraverso
l'elaborazione del proprio testamento in scatola: le memory box.
Questa sera, alle 23.40 su Canale 5.
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