[isf-ge] Fwd: [Coordinamento Nazionale ISF] il punto di vista di ISF-Trento_piccola prima risposta

Dal coordinamento nazionale


---------- Forwarded message ----------
From: Stefano Francese <cecio_francese@xxxxxxxx>
Date: 23-apr-2007 11.47
Subject: Re: [Coordinamento Nazionale ISF] il punto di vista di
ISF-Trento_piccola prima risposta
To: Coordinamento Nazionale delle ISF Italiane
<coordinamento@xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx>


tento una piccola prima risposta dopodichè credo anche con gli altri
membri del coord di torino daremo un parere più condiviso. Premetto
che pur dicendovi tento una risposta in realtà non è cecio che
risponde ma siamo noi che ci rispondiamo giacchè prendo solo spunto da
quanto finora ci siamo detti e comunicati nella presente lista.

Premessa: se volete sapere qualcosa circa i 10.000 euro da impiegare
per...fate che andare subito in fondo dove rispiego il perchè non si
possono usare.

L'anno scorso, dopo Lecce in sostanza, ci siamo impegnati nel percorso
che ci ha portato verso Torino formalizzando in una scheda l'idea che
le singole assemblee dei soci avevano condiviso tra loro circa la
forma della futura struttura di ISF Italia. Assieme all'idea dovevano
essere formalizzati gli strumenti e le azioni necessarie per
ottenerla, i tempi e le risorse da destinare. Strumenti ed azioni sono
poi stati organizzati nelle categorie su cui si è lavorato come gruppi
di lavoro al week end di Torino. Queste 5 categorie erano appunto: i
principi,. la pianificazione comune, la visibilità/rappresentatività,
il supporto alle sedi, la comunicazione.
Dal lavoro di questi gruppi dovevano uscire delle proposte già
utilizzabili o delle proposte su cui lavorare per costruire i chi ed i
modi di operare della futura struttura. Il perchè questo cammino si è
interrotto per quasi tutti i gruppi (salvo quello pianificazione
comune) ce la siamo un pò detto al momento lo lascio lì.
Due cose sole:
1) un pò lo sapevamo anche dall'esperienza che 5 fronti su cui
lavorare erano troppi: le risorse le mettono le sedi e le sedi, pur
non sottovalutandoci, quando devono lavorare su un ambito che è
condiviso e che pertanto è, diciamocelo, un compromesso che si è
raggiunto insieme derivandolo da idee speicifiche delle singole
associazioni, lavorano un pò meno volentieri
2) noi del coordinamento a valle di Torino dovevamo e non l'abbiamo
fatto (tutti nessuno escluso) riprendere in mano i documenti ed
istruire i gruppi dicendogli: lavora su questo che è già basta lascia
stare quest'altro pezzo.

In particolare il questionario del gruppo pianificazione, chiamato
secondo me un pò troppo spesso..."il solito questionario", è uno
strumento di cui il gruppo pianificazione aveva bisogno, il perchè ne
aveva è spiegato sia nell'otuput di torino sia nel questionario
stesso, per iniziare a partire: senza avrebbero lavorato senza delle
info a loro detta necessarie....dov'è il problema?

In sostanza a me sembra che tutto questo lavoro di due anni ed il
futuro lavoro è la modalità che ci siamo dati in modo condiviso per
cosituire questi benedetti "parametri condivisi" di cui parlate utili
per costruire struttura e coordinamento (utili perchè ci siamo detti
noi che li trovavamo utili). Al prossimo week nazionale infatti
abbiamo chiesto un wshpo sul coordinamento che l'hanno passato a
Torino è un pò mancato.

Ora il problema è la struttura finale...diciamo che la forma uno se la
dovrebbe poi immaginare sulla base poi del risultato di questo lungo
lavoro che deve tirar fuori: funzioni della struttura e modo di
espletarle.

In realtà già dal lavoro che è emerso prima di Torino si sa che
esistono due fronti di pensiero: chi una struttura formale con
personale anche stipendiato  lo vuole  chi di questo tipo di struttura
non ne vuole manco sentir parlare chi sta nel mezzo spostato, a
ragione...nel senso he h spegato bene il perchè, un pò più da una
parte un pò più dall'altra.

Anche la faccenda del personale stipendiato per costruire la struttura
l'avevamo affrontato e non è che ne fosse uscito un gran chè.
Tuttavia io sto gran salto di professionalità nell'utilizzare del
personale stipendiato per costuire qualocosa sui cui fino all'anno
passato c'era un sacco di disponibilità di risorse a gratis  non lo
vedo? Di cosa parlate?
- di sitpendiare parte dei nostri soci per farlo? in pratica il
problema si risolverebbe pernsando a una sorta di contratto di lavoro
con iSF: ti ho pagato mi devi dare dei risulati
- di stipendiare invece dei formatori esperti per fare questo tipo di
lavoro? può essere funzioni per carità...pagarli significa impegnarci
in un contratto che ci obbliga a fare la nostra parte (es. fornire
delle informazioni che questo gruppo eventuialmente ci richiederà per
tempo)

Può essere funzioni ma anche rispetto a questo secondo punto tutto sto
salto professionale non lo vedo.

Soprattutto il denaro? chi lo mette...per la formatrice che ci ha
seguito in questi anni ci eravamo detti insieme di:
- provare a vagliare l'ipotesi di finanziarle mediante un bando per il
net working e quindi di vedere se c'erano dei bandi  in questo senso:
qualche suggerimento, poi da verifica purtroppo non perseguibile c'è
stato ma insomma pochini
- vedere se mettere ogni anno 50 euro per sedi  per pagarla. anche qui
feed back pochini.

Ultima cosa i 10.000 euro dell'associazione ADST.
In questo senso vi posso dire, circa soprattutto l'incipit della mail,
che la comunicazione  formale o informale, ufficiale o personale che
sia serve se qualcuno ascolta.

Riprendendo dai bandi della ADST che vi ho girato in questi anni ed in
particolare dall'ultimo bando ADST per progetti.

Il bando tesi, ed il bando progetti di quest'anno, sono erogati da una
associazione che si chiama ADST - Associazione Davide Salaspini
Trumun. Davida Salaspini è era un nostro socio fondatore morto in
grotta durante una missione speleo.

L'associazione è indeipentende ed autonoma rispetto ad ISF con un suo
direttivo, un suo presidente, una sua assemblea dei soci. I
finanziamenti per le tesi derivano da capitale sociale, donazioni,
attività di autofinanziamento (compresa quella che ISF fa durante
l'anno per aumentare il premio tesi). Ha un direttivo ed un comitato
scientifico che è composto da familiari di Davide, soci della ADST,
professori del Politecnico ed anche membri di ISF ma nonin qualità di
membri di ISF...in qualità, mi sembra ovvio di membri della ADST.

L'associazione eroga una bando per finanziare tesi riguardanti
tematiche di Ingegneria Ambientale (Davide era Ing. Ambiente e
Territorio) nei paesi nel Sud del Mondo.

Quest'anno la ADST ci teneva a destinare il proprio capitale sociale
per finanziare un bando di progetto che prvedesse la realizzazione di
qualcosa di concreto  dedicabile a Daivide: un pozzo, un laboratorio,
un centro studi...etc. Ovviamente questo capitale sociale non è
infinito è di circa 10.000 euro e pertanto l'iniziativa vale solo per
quest'anno. E' per questo che avevamo chiesto in coordinamento se
poteva essere una buona idea per i prossimi anni crearci da noi un
fondo di 10.000 euro per auto finanziarci una bando per progetti ISF
da votare come andremo a votare quelli del bando ADST.

Nel creare questo bando ADST ha pensato di destinarlo alle sole sedi
ISF...un pò per Davide, soprattutto perchè ad ADSt piace il nostro
modo di lavorare e piaceva l'idea di giudicare tutti assieme le idee
di progetto.

Ora per utilizzare i soldi della ADST nel senso prospettato: per
finanziare un anno di lavoro di un coordinatore per farlo lavorare
sulla struttura dovremmo:
A) non dirglielo ed utilizzare quei soldi anziche per il progetto per
fare ciò che vogliamo: mi sa che non aprrezzerebbbero molto
B) dirgli, senza avergli detto prima "si ci piace la vostra idea, ma
forse sarebbe meglio" ..senti...grazie per il bando....ma noi  vi
suggeriremmo di bloccare il bando e darci quei soldi anzichè per un
progetto da dedicare a Davide per pagare uno di noi che lavori per un
certo pò alla struttura: mi sa che ci mandano a quel paese.

a presto per risposta di ISF Torino

Cecio



camilla <camilla.archetti@xxxxxxxxxxxxxxxxx> ha scritto:
Carissimo Coordinamento,

a valle di approfondite discussioni sulla "questione nazionale" vorremmo,
come direttivo di ISF Trento, esplicitare -in maniera chiara e concisa- il
nostro punto di vista, chiedendovi la cortesia di leggerlo e mandare delle
risposte, impressioni, commenti, che siano visibili e leggibili da tutti i
componenti del CN.
Procedo per punti:
1- abbiamo ricevuto una serie di riscontri e feed-back personali e
informali alle nostre email (v. mail di richiesta spostamento we nazionale,
mail di invito alla Campagna del Millennio, mail del Presidente di ISF-Tn,
etc); ci sembra importante condividere maggiormente la scelta di quale
mezzo di comunicazione usare (come sottolineato da Gianluca nella sua
ultima mail). Questo aspetto e' importante soprattutto dal punto di vista
logistico e per il passaggio delle informazioni. E' ovvio che le relazioni
"personali", le telefonate e alcuni canali preferenziali sono importanti,
ma non devono sostituire il piano della comunicazione ufficiale: riportiamo
la discussione sul CN.
2- la priorita' di ISF-Trento, come piu' volte esplicitato negli ultimi 3
anni, e' quella di costruire una struttura nazionale riconosciuta e
identificabile. Abbiamo piu' volte proposto modalita' di attuazione del
percorso verso questo obiettivo che
a) puo' avere forme diverse (consorzio, federazione, onlus, ...)
b) non e' prerogativa di ISF Tn , ma di qualunque sede/sedi si sentano pronte.

Ci sentiamo di dire che senza questa priorita', cioe' quella di lavorare
con l'obiettivo di una strutturazione in un tempo definito, sul piano
nazionale non abbia piu' senso continuare con cicli di raccolta dati che
inevitabilemnte (vista la natura assai diversa delle varie isf e l'aspetto
cangiante che le caratterizza tutte) diviene un processo ricorsivo e
infinito; lavorare cosi' ci pare troppo spesso una perdita di tempo ed
energie e soprattutto una sottovalutazione delle nostre potenzialita' ,
nonche' una modalita' non sostenibile di lasciare traccia, eredita' ed
esperienze a chi seguira'!
Un database efficiente e utile ha bisogno a monte di una struttura, di un
coordinamento e di parametri condivisi sul come costruirlo.

A nostro avviso questo puo' essere fatto solo con un salto di qualita'
"professionale" e serio.
La nostra proposta e' pertanto quella di trovare una persona o un gruppo di
persone (stipendiate) che possano tirare le fila di tutto il processo con
un incarico e un mandato chiaro.
Ci chiediamo, ad esempio, se non si potrebbero impiegare i 10'000 euro di
Torino per stipendiare una persona che per l'anno 2008 coordini i lavori
per la creazione della struttura nazionale.

Sperando di aver, con questa missiva, stimolato riflessioni utili,
rimaniamo in attesa di risposte.
Grazie.
Un abbraccio a tutti

Il direttivo di ISF-Tn


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