[isf-ge] [Fwd: Articolo de La Repubblica]
- From: Ingegneria Senza Frontiere <isf@xxxxxxxxxxxxx>
- To: isf-ge@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Sat, 13 Jan 2007 12:40:03 +0100 (CET)
Dall'archivio de La Repubblica ecco l'articolo uscito in dicembre.
Amedeo
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Subject: ingegneria senza frontiere
From: "Archivio Genova" <archivio_genova@xxxxxxxxxxxxx>
Date: Thu, January 11, 2007 16:07
To: amemaio@xxxxxxxxxxxx
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da parte di Michela Bompani
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da parte di Michela Bompani |
TESTATA: REPUBBLICA DATA: 13/12/2006 PAGINA: 8 SEZIONE: GENOVA OCCHIELLO: Dalla Repubblica Centrafricana all' Etiopia, la sfida di Ingegneria senza frontiere TITOLO: Protesi, case ed energia dal nulla invenzioni per il sud del mondo AUTORE: MICHELA BOMPANI TESTO: Dalla repubblica Centrafricana all' Etiopia, dall' Argentina al Congo: sono più di una trentina quelli di Ingegneria senza frontiere, a Genova. Laureandi, laureati, ricercatori della Facoltà di Ingegneria hanno deciso di mettere le loro competenze a disposizione di una causa umanitaria. E tra un mese festeggeranno il quinto compleanno dell' associazione, la quarta nata in Italia, dopo Torino (che ha compiuto dieci anni quest' anno), Roma e Trento. Adesso stanno mettendo a punto una protesi dell' arto superiore a basso costo da poter produrre in Congo: «La vera sfida è realizzare, a costi bassissimi, altissima tecnologia - spiega Gabriele Vigo, 25 anni, laureato in ingegneria biomedica - noi siamo riusciti, in sette mesi, a mettere a punto una protesi che costa circa 10-15 euro, un decimo di quelle in commercio. Dovrà essere ancora modificata, ma ci siamo quasi». Partendo da una tesi di laurea, Vigo ha proseguito le ricerche e ha incontrato l' associazione genovese "Time for peace", che sta già producendo protesi di arti inferiori a basso costo nell' officina di Bukawu, in Congo. Il gruppo di "Time for peace", Vigo e altri ingegneri senza frontiere hanno fatto squadra e hanno messo a punto il prototipo, nel "pmar lab" del dipartimento di Meccanica dell' Università. Ingegneria senza frontiere, a Genova, si è costituita Onlus nel 2002, la sede ufficiale è in via Montallegro 1, presso la Facoltà. Ingegneria ambientale, civile, edile, biomedica, informatica: non c' è limite alle specialità per trasformarle in progetti umanitari. E se, quando si è costituita, l' associazione era prevalentemente maschile, adesso l' equilibrio si sta ribaltando e in prima linea ci sono le ragazze, come spiega Amedeo Maio, vicepresidente uscente. Nella Repubblica Centrafricana, dal 2003, Paola Letizia e Anna Palla hanno compiuto già diversi viaggi, appoggiate a un progetto molto più vasto, dell' ong Cedifod. Stanno mettendo a punto un bacino artificiale per l' itticoltura, con la rete Radié Resh. Entrerà in funzione la prossima primavera. Poi Marta La Porta e Lucia Picasso, che viaggiano su e giù dall' Etiopia. Hanno fatto la loro tesi alla facoltà di Ingegneria di Genova, in collaborazione alla Facoltà di Architettura di Venezia, studiando il prototipo di una casa nella città di Dire Dawa, utilizzando solo materiali locali (e abbattendo i costi), che è stato inserito nel nuovo piano urbanistico. E Claudia Molinelli e Marta De Negri sono appena tornate da sei mesi in Argentina, studiando coperture eco-compatibili per gli edifici. E poi Omar Marcenaro, che in Perù ha contribuito a dimostrare come produrre gas dalla "lolla" di riso (gli scarti vengono semplicemente bruciati per toglierli di mezzo): convogliato in turbine viene trasformato in energia. Il primo a partire, nella breve ma intensa storia di Isf a Genova, è stato Tommaso Gamaleri: per la sua tesi è volato in Corea del Nord, per ripristinare un acquedotto. «Siamo ovviamente tutti volontari - precisa Maio - i viaggi dei nostri ingegneri vengono pagati dall' associazione attingendo a un fondo, in cui confluiscono i soldi delle rette annuali versate da ciascuno e provenienti dai diversi bandi cui partecipiamo». Ma c' è un legge, non scritta, che unisce ogni membro di Isf: chi ne fa parte, mette a disposizione dell' associazione il suo progetto di lavoro e soprattutto, se con esso riesce ad accedere a finanziamenti pubblici, deve restituire ciò che l' Isf gli aveva elargito per il viaggio. Non è fatta solo di progetti, la vita di Isf. Da gennaio a dicembre c' è un fitto calendario di seminari, aperti a tutti: l' etica del tecnico, a marzo una mostra fotografica per celebrare il quinto compleanno dell' associazione (documentazione dei progetti realizzati e in corso), un corso sul risparmio energetico ad aprile, fino all' incontro nazionale che si svolgerà a fine primavera. Sono i paesi in via di sviluppo a chiedere aiuto, a chiamarli, e gl' ingegneri senza frontiere prendono la valigia, con la loro tesi dentro, e ce la mettono tutta. DIDASCALIA: Una realizzazione di "Ingegneria senza frontiere" ------------------
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