[isf-ge] FW: Aiuto ad associazione

Ho ricevuto questa e-mail da un college. Il libro in questione si trova 
comunque anche in libreria.
Ciao
Veronica

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Il Progetto la Ragazza di Benin City e' una organizzazione che si occupa di
contrasto alla tratta, riduzione in schiavitu' e sfruttamento sessuale
delle giovani ragazze nigeriane, molte minorenni, che si trovano
clandestine in Italia, assoggettate al racket dello sfruttamento della
prostituzione.
Il Progetto e' nato nel 2002 e non ha mai richiesto o ricercato fondi o
contributi pubblici, ma si auto-finanzia per mezzo di varie attivita',
anche editoriali.

Nello scorso mese di febbraio, e' uscita in libreria la piu' recente
pubblicazione del Progetto, scritta da Isoke Aikpitanyi e Laura Maragnani,
edita da Melampo e intitolata "Le ragazze di Benin City", al costo di 12
Euro. Parte del ricavato della vendita delle copie andra' a finanziare
iniziative concrete, per la sottrazione delle ragazze trafficate al racket
ed il loro pieno e paritario inserimento sociale e lavorativo.

Vorrei chiedervi di dare una mano al Progetto, acquistando una copia del
libro. Per un accordo con l'editore, il Progetto puo' renderne disponibile
una piccola quantita' al costo di 10 Euro, anziche' 12 Euro, se foste
interessati potete contattarmi.

Allego anche un documento che illustra le attivita' e gli scopi del
Progetto la Ragazza di Benin City(See attached file: obietivo2006.pdf).

Guido Parodi, Interno 2756

(Embedded image moved to file: pic14343.pcx)

"Sono belle le nuove schiave di Benin City. Sono alte, nere, statuarie. E
in vendita.

Lavorano ormai anche nell'angolo più sperduto d'Italia, ovunque ci sia una
strada, ovunque esista un marciapiede. Ma è questo che sognano, là in
Nigeria, quando chiudono la valigia e dicono arrivederci, state bene, vado
a far fortuna in Italia?

Isoke è arrivata a vent'anni. Le avevano promesso ? come alle altre - un
lavoro di commessa in un negozio. S'è ritrovata ? come le altre ? a vivere
in schiavitù.

Oggi, finalmente libera, racconta la vita, la tratta, i clienti, i sogni
delle ragazze del marciapiede. E il dolore, la rabbia, l'umiliazione di chi
è costretta a «sbattere» sette giorni la settimana, per cinquantadue
settimane, per dodici mesi l'anno. Per tre o quattro anni. Col caldo e col
gelo. Con la pioggia e con la neve. Sempre in strada, anche a Natale e a
Pasqua. Con «quei tacchi ridicoli e la carne di fuori»."



"Volevo dare voce a chi non ce l'ha; alle ragazze che ogni sera scendono in
strada senza sapere se ritorneranno, perché sono almeno duecento quelle che
negli ultimi anni sono state accoltellate, strangolate, uccise a furia di
botte o di iniezioni di veleno agricolo»"..



"Dobbiamo far sapere quello che succede. Le prostitute-madri alle quali le
"maman", le protettrici nigeriane, prendono i figli per ricattarle. I
ragazzi neri che spacciano droga. Le famiglie che spingono le figlie
minorenni a venire in Europa, e che poi sono ben contente di ricevere
centinaia di euro al mese facendo finta di non sapere. La corruzione che
favorisce i trafficanti. Le mutilazioni sessuali, il debito da pagare che
non finisce mai, i pastori nigeriani cristiani che collaborano con il
racket, le ragazze che muoiono attraversando il deserto. Questa è la
tratta. Perché il problema non è solo la prostituzione"



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