[isf-ge] DARE UN FUTURO ALLA TERRA, conclusione del 3weec

DARE UN FUTURO ALLA TERRA
Definite le nuove linee guida dell'educazione ambientale

3.000 partecipanti provenienti da 115
paesi e, nell'ultima giornata gli interventi di Michail Gorbaciev e Giovanni
Bollea: così si chiude a Torino il Terzo Congresso Mondiale di Educazione
Ambientale (3rd WEEC)
L'ex Presidente dell'unione sovietica Michail Gorbaciev,
salutando il Terzo Congresso Mondiale sull'Educazione Ambientale che si è
chiuso
giovedì 6 ottobre Torino, ha sottolineato il valore degli educatori: "La
situazione - ha detto Gorbaciev - è decisamente cambiata rispetto a quando,
dodici anni fa, ho assunto la presidenza di Green Cross International per la
tutela dell'ambiente. Adesso la gente è pronta a difendere l'ambiente: anche
solo un singolo animale, un'aiuola. Ben differente era la situazione nel
passato
quando si partiva dal presupposto che le ricchezze naturali fossero
infinite,
ora si è sempre più consapevoli dei problemi legati all'acqua, all'aria...Vi
potete ben immaginare - ha continuato Gorbaciev - quale sia la situazione di
un
miliardo e duecentomila persone non hanno l'accesso all'acqua potabile. Se
questa situazione peggiorerà, allora la gente sarà pronta a tutto per
ottenere
l'acqua, la gente comincia già a mettersi in moto per cercare di ottenere
l'accesso all'acqua. È importante che tutti, anche tramite congressi come
questo, a partire dai giovani, fino ai governi, siano preparati e siano a
conoscenza del fatto che le risorse naturali non sono infinite. I Governi
infatti, da soli, non fanno abbastanza per l'ambiente, c'è bisogno delle
organizzazioni non governative e della società civile".

Anche Mario Salomone,
Presidente dell'International Permanent Secretariat WEEC - ha sottolineato
il
fatto che l'educazione ambientale non riguarda solo una stretta cerchia di
addetti ai lavori, ma influisce sulla vita di tutti. La composizione dei
partecipanti al congresso rispecchia quest'impostazione: infatti, circa il
22
per cento proviene dal mondoaccademico, mentre gli altri appartengono alle
associazioni, agenzie delle Nazioni Unite, amministrazioni pubbliche,
istituzioni internazionali, europee o nazionali, dai mass media, dal mondo
dell'economia e del lavoro (sia sindacati sia imprese), ecc. A questo
proposito,
il rappresentante dei sindacati internazionali ha proposto di l'educazione
ambientali per tutti i lavoratori. Il modello, ha sostenuto, potrebbe essere
quello delle 150 ore, cioè un piano generalizzato che possa essere adattato
agli
oltre 150 milioni di aderenti ai sindacati internazionali. "Dobbiamo fare
proposte concrete e scandite da regole - ha aggiunto il celebre
neuropsichiatria
Giovanni Bollea durante il suo intervento in assemblea - . Bisogna che la
stampa
pubblichi la "pagina ecologica". Quel "vivere ecologicamente" deve essere in
armonia con la psiche, con il bisogno di essere dentro e parte della
natura.Il
momento ecologico deve diventare una legge morale profondamente sentita
nell'animo, solo così noi giungeremo a memorizzare il dato ecologico nel
nostro
animo e farlo diventare un impronta di vita".

3000 congressisti, provenienti da
115 paesi del mondo, hanno certamente "sentito" nel loro animo, ma anche
nelle
centinaia di relazioni e poster presentati il senso di questo "vivere
ecologico", un senso che non si improvvisa ma che si sviluppa con il
confronto
tra teorie pratiche, buone teorie e buone pratiche. "Educazione ambientale -
continua Mario Salomone - significa cultura del cambiamento e strumenti
culturali del cambiamento. Lavorare, e subito, al riassetto della Terra,
dare
più attenzione agli ecosistemi e alla biodiversità, dare ai 6 miliardi di
persone una vita più pacifica, sicura e dignitosa, in breve: assicurare al
pianeta e alle generazioni umane un futuro richiede un grande cambiamento
culturale, perché non c'è problema o aspetto della nostra vita e della crisi
del
pianeta Terra che non metta in gioco valori, atteggiamenti, comportamenti. E
culturali - e dunque educativi e formativi - sono gli strumenti del
cambiamento
ecologico, economico, sociale".

Nel Terzo Congresso Mondiale dell'Educazione
Ambientale è emersa una grande varietà culturale: lingue, tradizioni,
situazioni
storiche, religiose, economiche e sociali differenti.Cosa vuol dire
educazione
ambientale in ciascuno dei cinque continenti, su argomenti differenti quali
i
saperi tradizionali, locali o indigeni, l'arte, la mediazione dei conflitti,
l'economia, la salute o l'agricoltura. L'originalità dell'educazione
ambientale
nasce non solo o non tanto dalla sua apertura ad un vasto arco di argomenti,
si
fonda sull'integrazione di elementi concettuali, etici, culturali e
pedagogici
"forti". Il presupposto concettuale è la totale appartenenza degli esseri
umani
a un sistema complesso che per brevità chiamiamo "natura": economia e
società
non possono sottrarsi ai limiti imposti dalla legge dell'entropia e dalla
finitezza della sfera terrestre. L'imperativo etico è quello della
responsabilità. La cultura si apre ad una varietà di saperi, di cosmologie e
di
valori, per ritrovare il giusto equilibrio fra tradizione e progettazione
del
futuro, tra locale e globale, tra cultura "alta" e cultura materiale.Sulpiano
pedagogico, l'educazione ambientale diventa il perno di un riorientamento
dei
sistemi educativi basato su un'ecologia e una coerenza dei contenuti, dei
metodi
e degli ambienti di apprendimento e su obiettivi di trasformazione delle
società
umane. Portare la comprensione della complessità e dell'incertezza e
favorire
una buona convivenza con l'incertezza e con la complessità: questa è la
grande
sfida culturale dell'educazione ambientale. Durante il Congresso sono state
definite le nuove linee guida dell'educazione ambientale. Conclude Salomone
augurando un arrivederci al prossimo congresso Mondiale dell'Educazione
Ambientale, che si terrà a Durban, in Sud Africa, nel 2007: "Dobbiamo
rafforzare
gli strumenti dell'educazione, per dare un futuro alla Terra". Info:

www.3weec.org <http://www.3weec.org> Ufficio stampa Bianca La Placa, tel.
011 4366522


International Secretariat
World Environmental Education Congress
Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus
via Bligny 15 - 10122 Torino - Italy
ph./fax +39 011 4366522
e-mail: press@xxxxxxxxx
----- Fine messaggio inoltrato -----






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Chi vola vale, chi non vola è un vile.

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