[isf-ge] Re: Chi finanzia Reporters Sans Frontieres?
- From: "Michele Traverso Tardy" <micheletardy@xxxxxxxxxxx>
- To: <isf-ge@xxxxxxxxxxxxx>
- Date: Thu, 8 Dec 2005 15:39:12 +0100
Grazie mille Tommy, ho trovato la lettura molto interessante......bisogna
tenere sempre gli occhi aperti......
Miche
----- Original Message -----
From: Tommaso Gamaleri
To: isf Genova
Sent: Thursday, December 08, 2005 10:58 AM
Subject: [isf-ge] Chi finanzia Reporters Sans Frontieres?
ciao a tutti, in merito alla proposta di fare la mostra con Reporter Senza
Frontiere...
informiamoci e poi pensiamoci con calma.
A proposito, com'è andata la riunione di ieri con Greenpeace?
ciao, Tommaso
13 Maggio 2005
ZNet
Chi finanzia Reporters sans frontieres?
Salim Lamrani
I forti sospetti che circondavano le dubbie e tendenziose attività di
Reporters Sans Frontieres (RSF) non erano privi di fondamento. Già da alcuni
anni diversi critici hanno denunciato l'operato fortemente politicizzato di
questa organizzazione parigina, rivolto soprattutto contro Cuba e il Venezuela,
dal quale ne emerge il carattere propagandistico.
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I forti sospetti che circondavano le dubbie e tendenziose attività di
Reporters Sans Frontieres (RSF) non erano privi di fondamento. Già da alcuni
anni diversi critici hanno denunciato l'operato fortemente politicizzato di
questa organizzazione parigina, rivolto soprattutto contro Cuba e il Venezuela,
dal quale ne emerge il carattere propagandistico. Le posizioni di RSF contro i
governi dell'Avana e di Caracas risultano essere in perfetta simbiosi con la
guerra politica
e mediatica scatenata da Washington contro la rivoluzione cubana e
venezuelana.
Ma la verità è finalmente venuta alla luce. Il signor Robert Ménard,
segretario generale di RSF da vent'anni, ha confessato di ricevere
finanziamenti dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (National Endowment
for Democracy – NED), un'organizzazione che dipende dal Dipartimento di Stato
nordamericano, il cui scopo principale è quello di promuovere la condotta della
Casa Bianca in tutto il mondo. In realtà, il signor Menard è stato molto
chiaro: "Effettivamente, riceviamo denaro dalla NED. E loro non sollevano alcun
problema".1
La Fondazione Nazionale per la Democrazia venne creata dal vecchio
presidente Ronald Reagan nel 1983, in un'epoca in cui la violenza militare
aveva preso il posto della tradizionale diplomazia nella risoluzione degli
affari di politica internazionale. Grazie alla sua influente capacità di
penetrazione finanziaria, la NED persegue il fine di indebolire i governi che
si oppongono alla politica estera egemonica di Washington2. In America Latina,
i due obiettivi principali sono Cuba e Venezuela. Per fare un esempio, la NED
ha finanziato e continua a finanziare l'opposizione venezuelana, responsabile
del colpo di stato effettuato contro il presidente Chávez nell'aprile del 2002.
Da allora l'oligarchia nazionale ha organizzato, con l'aiuto di Washington,
diversi tentativi di destabilizzazione finiti senza successo, poiché dalla
sconfitta del referendum abrogativo la legittimità popolare del signor Hugo
Chávez non ha fatto altro che rinforzarsi. Nel 2004 tredici gruppi che si
opponevano al governo bolivariano hanno ricevuto 874.384 dollari dalla NED. Nel
2003, altri quindici hanno beneficiato, grazie alle sovvenzioni della NED, di
1.046.323 dollari.3 Contemporaneamente RSF ha regolarmente condannato il
governo di Chávez accusandolo di minacciare la libertà di stampa, come ha fatto
ad esempio con la pubblicazione di un rapporto che critica una proposta di
riforma di legge riguardante i mezzi di diffusione.4 Tale riforma prevede
sanzioni penali contro i media colpevoli di attività criminali, come
l'incitazione alla sollevazione armata o alla sovversione. Questo nuovo disegno
di legge rappresenta una risposta al ruolo capitale e criminale assunto dai
privati mezzi d'informazione durante il golpe fascista del 2002 contro il
presidente venezuelano, e ai loro abusi attuali. Abusi che RSF si guarda bene
dal denunciare.
Ma il nemico per eccellenza di RSF rimane sempre Cuba. L'accanimento
del signor Menard è quasi ossessivo, come dimostra la nuova campagna
propagandistica diretta contro l'isola e destinata ad arrecare danno al turismo
5. Non bisogna dimenticare che il Piano di Bush nei confronti di Cuba prevede
uno stanziamento di cinque milioni di dollari per le ONG che realizzano
attività volte a dissuadere i turisti dal recarsi sull'isola, e che come
esempio da seguire pone proprio il nome di Reporteres Sans Frontiers6 .
Inoltre, RSF ammette di elargire aiuti economici alle "famiglie dei
trenta giornalisti incarcerati, per far fronte alle necessità intervenute dopo
l'arresto dei propri famigliari". Se si prescinde dalla retorica ideologica
contenuta in questa frase, si evince come RSF sovvenziona le famiglie delle
persone arrestate con denaro dell'amministrazione Bush, minacciando altresì
l'integrità della nazione cubana collaborando alla programmazione delle
sanzioni economiche. Dato che il signor Menard riceve una retribuzione dal
governo degli Stati Uniti, ciò equivale a dire che Washington, oltre al
finanziamento diretto, finanzia anche, attraverso RSF, persone che stanno al
suo servizio a Cuba, cosa che costituisce di per sé una flagrante violazione
della legislazione cubana7 .
Secondo il bilancio del 2004 di RSF, "almeno 53 professionisti
dell'informazione hanno perso la vita nell'esercizio delle loro funzioni o per
esprimere le proprie opinioni". L'Iraq è, sempre secondo questo rapporto, il
paese più pericoloso per i giornalisti, con 19 inviati assassinati. L'esercito
statunitense, che occupa il paese dal 2003, è il maggior responsabile di questa
barbarie, visto che controlla il territorio. RSF, lungi dall'accusare le
autorità nordamericane, si limita a riprendere le dichiarazioni degli ufficiali
di Washington, qualificando gli spari che hanno causato la morte di diversi
giornalisti come "accidentali". Nonostante tutto, l'Iraq non rappresenta una
priorità per il signor Menard 8.
Nel continente americano, secondo RSF, "12 giornalisti hanno perso la
vita" in Messico, Brasile e Perù. Tuttavia, l'obiettivo dell'organizzazione
parigina è ancora una volta Cuba, dove, bisogna rimarcarlo, nessun giornalista
è stato assassinato dal 1959. Anche il Venezuela si trova nel mirino,
nonostante non vi sia stato commesso nessun assassinio. Qualcuno stabilirà una
relazione tra l'obiettivo di RSF e quello di Washington e segnalerà la strana
coincidenza9. Gli insulti della segretaria di Stato Condoleeza Rice sono
rivolti specificatamente contro Castro e Chávez, il cui avvicinamento preoccupa
non poco gli Stati Uniti 10. Naturalmente, ancor più che le persone, sono i
progetti sociali cubani e venezuelani in favore dei bisognosi a venire colpiti.
È risaputo che il signor Menard visita assiduamente l'estrema destra di
Miami, con la quale ha firmato degli accordi relativi alla guerra mediatica
scatenata contro la Rivoluzione cubana11.
Il finanziamento di RSF solleva però importanti interrogativi. Come può
un'organizzazione che dipende dalla FNAC, dal CFAO, dalla Hewlett Packard,
dalla Fondazione di Francia, dalla Fondazione Hachette, dalla Cassa di Deposito
e Prestiti, dall'Open Society Institute, dalla Fondazione Real Network, dalla
Sanofi-Synthelabo (ora Sanofi- Aventis), dalle Edizioni Atlas, dal Color Club,
da Globenet e dalla Catena Ser, essere indipendente? Come può un organismo
finanziato dallo Stato francese agire in modo imparziale? Ciò è impossibile, e
la posizione di RSF, favorevole al colpo di stato contro il presidente Aristide
ad Haiti, lo dimostra chiaramente12. Come può un'organizzazione associativa che
pretende di difendere i giornalisti, rallegrarsi dall'abbattimento di un
presidente democraticamente eletto?
Gli stanziamenti del 2003 destinati a RSF raggiungevano i 3.472.122 di
euro. Secondo i rendiconti annuali, l'11% proviene dallo stato, il 12% dal
mecenatismo, il 4% dalle quotazioni e dalle donazioni, il 15% dalla Commissione
Europea, il 10% da operazioni e il 48% dalle pubblicazioni dell'organizzazione.
Quest'ultima cifra sorprende per la sua consistenza. La somma di 1.984.853 euro
proviene, suppostamene, soltanto dalla vendita dei calendari 13. Ognuno di
questi costa circa 8 euro, il che equivale a dire che RSF vende più di 248.106
calendari all'anno, cioè 680 al giorno. Cosa abbastanza fuori misura per essere
ritenuta credibile. Per quanto riguarda le spese relative all'anno 2003, i
conti dimostrano che solo il 7% dei finanziamenti viene destinato agli aiuti
diretti ai giornalisti in difficoltà14. Cosa succede con il rimanente 93% ? Lo
si utilizza nel lavoro di propaganda e disinformazione al servizio degli
interessi di coloro che finanziano Reporters Sans Frontieres, cioè lo stato
francese, i grandi gruppi economici e finanziari, l'estrema destra cubana della
Florida e il Dipartimento di Stato nordamericano.
"La difesa della libertà di stampa" è solo una facciata di comodo. RSF
è al servizio dei governi dei e potenti interessi economici e finanziari. È la
ragione per la quale la concentrazione dei media nelle mani di pochi gruppi,
principale minaccia alla libertà di stampa, non è mai stata denunciata
dall'organizzazione del signor Menard. È la ragione per la quale RSF, tra gli
altri, non si è mai interessata della sorte di Mumia Abu-Jamal, giornalista
nordamericano incarcerato da oltre venti anni per i suoi scritti e per le sue
posizioni politiche. Sfortunatamente, la collusione tra il signor Menard, i
grandi gruppi mediatici e il capitale finanziario impedisce ai cittadini di
cogliere i veri obiettivi nascosti dietro una leggera cortina nebulosa definita
associativa e umanitaria.
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1) Robert Ménard, "Forum de discussion avec Robert Ménard", Le Nouvel
Observateur, 18 de abril de 2005. www.nouvelobs.com/forum/archives/ forum
284.html (sito consultato il 22 aprile 2005). (<<)
2) National Endowment for Democracy, "About Us." www.ned.org/about/
about.html (sito consultato il 27 aprile 2005). (<<)
3) National Endowment for Democracy, "NED Venezuela Programs".
http://www.ned.org/grants/venezuelaFacts.html (sito consultato il 27 aprile
2005). (<<)
4) Reporters Sans Frontières, " Reporters Sans Frontières dénonce une
régression de la liberté de la presse », 26 de noviembre de 2004.
http://www.rsf.org/article.php3id article=12968 a.(sito consultato il 27 aprile
2005). (<<)
5) Reporters Sans Frontières, « Deux ans après le printemps noir » :
Urgence pour 21 journalistes emprisonnés », 16 mars 2005.
http://www.rsf.org/article.php3?id article=12882 a.(sito consultato il 27
aprile 2005). (<<)
6) Colin L. Powell, Comission for Assistance to a Free Cuba,
(Washington: United States Department of State, maggio 2004).
http://www.state.gov/documents/organization/32334.pdf a.(sito consultato il 7
maggio 2004). (<<)
7) Reporters Sans Frontières, « Aides apportées aux journalistes
emprisonnés et aux médias en difficulté », 2204.
http://www.rsf.org/article.php3?id article=7581 (sito consultato il 23 aprile
2005) (<<)
8) Reporters Sans Frontières, « Bilan 2004. L'année la plus meurtrière
depuis dix ans : 53 journalistes tués », 2005.
http://www.rsf.org/article.php3?id article=12232 (sito consultato il 23 aprile
2005). (<<)
9) Ibid. (<<)
10) El Nuevo Herald, "Castro y Chávez llaman a una alianza contra
EEUU", 30 aprile 2005. (<<)
11) Salim Lamrani, Cuba face a l'Empire: Propagande, guerre économique
et terrorisme d'Etat (Outremont, Lanctôt, 2005), capitolo VI. (<<)
12) Reporters Sans Frontières, « La liberté de la presse retrouvée : un
espoir à entretenir », luglio 2004.
http://www.rsf.org/article.php3?idarticle=10888 (sito consultato il 23 aprile
2005). (<<)
13) Reporters Sans Frontières, « Comptes de Reporters Sans Frontières
2003 », 2004. http://www.rsf.org/article.php3?id article=10589 (sito consultato
il 27 aprile 2005). (<<)
14) Ibid. (<<)
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