[isf-ge] Architetti: boicottaggio professionale contro muro Israele/Palestina

ARCHITETTI MINACCIANO DI BOICOTTARE ISRAELE E LA BARRIERA DELLâAPARTHEID
di Oliver Duff, Rob Sharp ed Erci Silver

Tratto dallâIndependent 10 Febbraio 2006

Gerusalemme - Un gruppo di architetti, tra cui spiccano alcuni dei pià prominenti nomi dello scenario inglese, stanno prendendo in considerazione lâidea di promuovere il boicottaggio economico dellâindustria edile israeliana per protestare contro la costruzione degli insediamenti e del muro nei territori occupati.

Architects and Planners for Justice in Palestine, tra cui figurano lâarchitetto Richard Rogers e il critico Charles Jenckes, si sono incontrati per la prima volta a Londra, lo scorso 2 Febbraio. Durante lâincontro, a cui hanno preso parte 60 persone, si à fortemente condannata lâannessione illegale della terra palestinese e la costrizione del muro lungo la Cisgiordania e Gerusalemme.

Il gruppo ha dichiarato che gli architetti, i pianificatori e gli ingegneri che lavorano in progetti israeliani nei territori occupati sono "complici dellâoppressione sociale, politica ed economica" e "violano il loro codice etico professionale".

Eâ stato detto che : "Pianificazioni, architettura e altre discipline della costruzione sono state usate per promuovere un sistema di apartheid di controllo del territorio".

La discussione ha quindi rilevato diversi punti tra cui, il boicottaggio di Israele, del materiale di costruzione che là viene prodotto, cosà come degli architetti israeliani e delle compagnie di costruzione. In virtà di questo si à ipotizzata lâidea di espellere gli architetti israeliani dallâUnione Internazionale di architetti.

Un portavoce dellâambasciata israeliana ha dichiarato: " Chiunque sostenga una soluzione giusta dovrebbe evitare qualsiasi discorso di boicottaggio. Serve solo ad aggiungere ulteriori ostacoli lungo il cammino della riconciliazione nella nostra regione. Se queste persone hanno davvero a cuore la causa palestinese dovrebbero aiutare a costruire ponti non a distruggerli."

Gli architetti israeliani hanno denunciato lâiniziativa. Ofer Kolker, uno dei pià prominenti architetti israeliani della scuola londinese, ha detto che questa proposta non farebbe che punire un intero gruppo, senza tener conto del coinvolgimento o meno dei singoli nei territori occupati. Kolker ha inoltre aggiunto "Che cosa boicotteranno ? Gli architetti inglesi non hanno mai cooperato con i loro colleghi israeliani. Gli architetti inglesi hanno sempre avuto preferenze per gli arabi."

Ci sono stati diversi tentativi di boicottaggio nei confronti di Israele, dalla virtualmente defunta Lega Araba al boicottaggio accademico. Amnesty International ha promosso una campagna di boicottaggio contro il cemento irlandese della compagnia CHR, accusata di rifornire di cemento Israele per la costruzione del muro.

Proprio questa settimana il sinodo generale delle chiese inglesi ha deciso di privare dei finanziamenti quelle compagnie che traggono profitti dallâoccupazione illegale israeliana nei territori palestinesi. Lâobiettivo principale à la Caterpillar, i cui bulldozer sono stati usati per demolire le case palestinesi.

Eyal Weizman, il direttore israeliano del Centre for Research Architecture at Goldsmith's College in London, ha sottolineato lâurgenza dâazione: " un boicottaggio sarebbe del tutto legittimato" ha detto "il muro e gli insediamenti sono stati giudicati illegali dalla Corte Internazionale di Giustizia; noi dovremmo boicottare qualsiasi compagnia che faccia affari, o qualsiasi architetto che partecipi, insomma chiunque si trovi a facilitare queste violazioni dei diritti umani e questi crimini di guerra."

Charles Jenckes dice allâIndependent: "Arrivi a un punto in cui un architetto non puà pià stare seduto su una barriera. Non alzarsi in piedi significa diventare complice". Ha aggiunto che la barriera di separazione costruita da Israele à "una cosa contorta, pazza, fuori di testa e disgregante".

"Fra 10 anni i suoi stessi costruttori la vedranno come una follia "dal punto di vista meramente architettonico à una pazzia. Capisco e comprendo che la sicurezza possa essere la priorità di Israele e credo che abbiamo il diritto di proteggere se stessi, ma questa non e la soluzione

Eâ una misura estremista che fomenta risposte estremiste incarcerando e intimidendo i palestinesi. Ha richiamato gli architetti ad aumentare gradualmente le pressioni su Israele. George Ferguson, ex presidente del Royal Institute of British Architects, pur non partecipando alla riunione ha dichiarato "Eâ vero gli architetti non dovrebbero partecipare alla costruzione di comunità e strutture che divividono le persone."

Il biologo Steven Rose, che ha guidato e promosso il boicottaggio accademico inglese dal 2002 ha detto " Lâarchitettura e la pianificazione sono parti integrali di uno stato fascista di apartheid."

Riassumendo ci dovrebbe essere un boicottaggio dellâindustria edilizia israeliana? Il presidente dellâAssociazione degli Architetti israeliana crede di no, mentre Architetti e Pianificatori per la Giustizia crede di sÃ. Ecco, di seguito, le loro ragioniâ

__No, non ci dovrebbe essere nessun boicotaggio nei confronti di Israele
__YITZHAK LIPOVETZKY-LIR (Presidente dellâIsrael Architects' Association):

Sono sorpreso nel costatare che architetti cosà ben conosciuti e di tanta fama stiano prendendo posizioni estreme come questa, sopratutto in questo preciso momento storico. Le persone che credono nella pace, come fanno loro, dovrebbero incoraggiare il dialogo e la negoziazione tra israeliani e palestinesi.

Mi chiedo perchà proprio ora. Ora che il governo di Israele, che ha evacuato la striscia di Gaza, sta dimostrando la sua buona volontà nel cercare un accordo. La risposta e stata lâelezione di Hamas, che non riconosce lo stato di Israele ed à una organizzazione terroristica.

Se nel futuro il governo palestinese non riconosce Israele e continua con questa strategia del terrore, con chi parleremo, non avremo controparti. Gli architetti inglesi dovrebbero occuparsi di cercare come unire le due parti e come continuare il processo che Israele ha iniziato.

La nostra associazione coopera molto con gli architetti arabi israeliani, abbiamo ONG che tutelano coloro che lavorano per proteggere i diritti delle minoranze. Abbiamo relazioni anche con i nostri colleghi palestinesi.



__Si, ci dovrebbe essere un boicottaggio nei confronti di Israele
__ABE HAYEEM (Coordinatore di Architects and Planners for Justice in Palestine):


Noi sfidiamo il ruolo etico degli architetti e dei pianificatori israeliani, cosà come lâindustria edilizia dellâoccupazione. Noi cerchiamo di portare alla luce la vergogna della partecipazione nella pianificazione e nel disegno degli insediamenti illegali e le infrastrutture di dominazione e controllo. La politica e la giustizia non possono essere separate dalla costruzione, dalla cultura e dalla societÃ.

In quanto niente sembra frenare Israele e i governi occidentali rimangono nel loro silenzio, la società civile ha il dovere di far pressione su Israele e coloro che fisicamente contribuiscono a questa ingiustizia, causa di tutta lâinstabilità del Medio Oriente.

Le possibilità per azioni nel futuro riguardano il colpire lâutilizzo di prodotti, materiali ed equipaggiamenti israeliani nella nostra industria edilizia. Lo abbiamo discusso durante il primo incontro:le persone coinvolte nei principali progetti di costruzione deve assicurare che nessun prodotto manufatto in Israele possa essere utilizzato nei loro contratti.

Sosterremo inoltre le attività degli architetti israeliani e palestinesi che con enorme difficoltà e superando gli ostacoli cercano di ricostruire le case palestinesi demolite, o cercano di costruire comunità integrate in città "miste" come Ramle o Acre, dove agli abitanti originari palestinesi à vietato di costruire o espandere la loro case.

Traduzione a cura di Teresa Maisano
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