[isf-ge] Architetti: boicottaggio professionale contro muro Israele/Palestina
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- Date: Wed, 15 Feb 2006 09:42:10 +0100
ARCHITETTI MINACCIANO DI BOICOTTARE ISRAELE E LA BARRIERA DELLâAPARTHEID
di Oliver Duff, Rob Sharp ed Erci Silver
Tratto dallâIndependent 10 Febbraio 2006
Gerusalemme - Un gruppo di architetti, tra cui spiccano alcuni dei piÃ
prominenti nomi dello scenario inglese, stanno prendendo in
considerazione lâidea di promuovere il boicottaggio economico
dellâindustria edile israeliana per protestare contro la costruzione
degli insediamenti e del muro nei territori occupati.
Architects and Planners for Justice in Palestine, tra cui figurano
lâarchitetto Richard Rogers e il critico Charles Jenckes, si sono
incontrati per la prima volta a Londra, lo scorso 2 Febbraio. Durante
lâincontro, a cui hanno preso parte 60 persone, si à fortemente
condannata lâannessione illegale della terra palestinese e la
costrizione del muro lungo la Cisgiordania e Gerusalemme.
Il gruppo ha dichiarato che gli architetti, i pianificatori e gli
ingegneri che lavorano in progetti israeliani nei territori occupati
sono "complici dellâoppressione sociale, politica ed economica" e
"violano il loro codice etico professionale".
Eâ stato detto che : "Pianificazioni, architettura e altre discipline
della costruzione sono state usate per promuovere un sistema di
apartheid di controllo del territorio".
La discussione ha quindi rilevato diversi punti tra cui, il boicottaggio
di Israele, del materiale di costruzione che là viene prodotto, cosÃ
come degli architetti israeliani e delle compagnie di costruzione. In
virtà di questo si à ipotizzata lâidea di espellere gli architetti
israeliani dallâUnione Internazionale di architetti.
Un portavoce dellâambasciata israeliana ha dichiarato: " Chiunque
sostenga una soluzione giusta dovrebbe evitare qualsiasi discorso di
boicottaggio. Serve solo ad aggiungere ulteriori ostacoli lungo il
cammino della riconciliazione nella nostra regione. Se queste persone
hanno davvero a cuore la causa palestinese dovrebbero aiutare a
costruire ponti non a distruggerli."
Gli architetti israeliani hanno denunciato lâiniziativa. Ofer Kolker,
uno dei pià prominenti architetti israeliani della scuola londinese, ha
detto che questa proposta non farebbe che punire un intero gruppo, senza
tener conto del coinvolgimento o meno dei singoli nei territori
occupati. Kolker ha inoltre aggiunto "Che cosa boicotteranno ? Gli
architetti inglesi non hanno mai cooperato con i loro colleghi
israeliani. Gli architetti inglesi hanno sempre avuto preferenze per gli
arabi."
Ci sono stati diversi tentativi di boicottaggio nei confronti di
Israele, dalla virtualmente defunta Lega Araba al boicottaggio
accademico. Amnesty International ha promosso una campagna di
boicottaggio contro il cemento irlandese della compagnia CHR, accusata
di rifornire di cemento Israele per la costruzione del muro.
Proprio questa settimana il sinodo generale delle chiese inglesi ha
deciso di privare dei finanziamenti quelle compagnie che traggono
profitti dallâoccupazione illegale israeliana nei territori palestinesi.
Lâobiettivo principale à la Caterpillar, i cui bulldozer sono stati
usati per demolire le case palestinesi.
Eyal Weizman, il direttore israeliano del Centre for Research
Architecture at Goldsmith's College in London, ha sottolineato lâurgenza
dâazione: " un boicottaggio sarebbe del tutto legittimato" ha detto "il
muro e gli insediamenti sono stati giudicati illegali dalla Corte
Internazionale di Giustizia; noi dovremmo boicottare qualsiasi compagnia
che faccia affari, o qualsiasi architetto che partecipi, insomma
chiunque si trovi a facilitare queste violazioni dei diritti umani e
questi crimini di guerra."
Charles Jenckes dice allâIndependent: "Arrivi a un punto in cui un
architetto non puà pià stare seduto su una barriera. Non alzarsi in
piedi significa diventare complice". Ha aggiunto che la barriera di
separazione costruita da Israele à "una cosa contorta, pazza, fuori di
testa e disgregante".
"Fra 10 anni i suoi stessi costruttori la vedranno come una follia "dal
punto di vista meramente architettonico à una pazzia. Capisco e
comprendo che la sicurezza possa essere la priorità di Israele e credo
che abbiamo il diritto di proteggere se stessi, ma questa non e la soluzione
Eâ una misura estremista che fomenta risposte estremiste incarcerando e
intimidendo i palestinesi. Ha richiamato gli architetti ad aumentare
gradualmente le pressioni su Israele. George Ferguson, ex presidente del
Royal Institute of British Architects, pur non partecipando alla
riunione ha dichiarato "Eâ vero gli architetti non dovrebbero
partecipare alla costruzione di comunità e strutture che divividono le
persone."
Il biologo Steven Rose, che ha guidato e promosso il boicottaggio
accademico inglese dal 2002 ha detto " Lâarchitettura e la
pianificazione sono parti integrali di uno stato fascista di apartheid."
Riassumendo ci dovrebbe essere un boicottaggio dellâindustria edilizia
israeliana? Il presidente dellâAssociazione degli Architetti israeliana
crede di no, mentre Architetti e Pianificatori per la Giustizia crede di
sÃ. Ecco, di seguito, le loro ragioniâ
__No, non ci dovrebbe essere nessun boicotaggio nei confronti di Israele
__YITZHAK LIPOVETZKY-LIR (Presidente dellâIsrael Architects' Association):
Sono sorpreso nel costatare che architetti cosà ben conosciuti e di
tanta fama stiano prendendo posizioni estreme come questa, sopratutto in
questo preciso momento storico. Le persone che credono nella pace, come
fanno loro, dovrebbero incoraggiare il dialogo e la negoziazione tra
israeliani e palestinesi.
Mi chiedo perchà proprio ora. Ora che il governo di Israele, che ha
evacuato la striscia di Gaza, sta dimostrando la sua buona volontà nel
cercare un accordo. La risposta e stata lâelezione di Hamas, che non
riconosce lo stato di Israele ed à una organizzazione terroristica.
Se nel futuro il governo palestinese non riconosce Israele e continua
con questa strategia del terrore, con chi parleremo, non avremo
controparti. Gli architetti inglesi dovrebbero occuparsi di cercare come
unire le due parti e come continuare il processo che Israele ha iniziato.
La nostra associazione coopera molto con gli architetti arabi
israeliani, abbiamo ONG che tutelano coloro che lavorano per proteggere
i diritti delle minoranze. Abbiamo relazioni anche con i nostri colleghi
palestinesi.
__Si, ci dovrebbe essere un boicottaggio nei confronti di Israele
__ABE HAYEEM (Coordinatore di Architects and Planners for Justice in
Palestine):
Noi sfidiamo il ruolo etico degli architetti e dei pianificatori
israeliani, cosà come lâindustria edilizia dellâoccupazione. Noi
cerchiamo di portare alla luce la vergogna della partecipazione nella
pianificazione e nel disegno degli insediamenti illegali e le
infrastrutture di dominazione e controllo. La politica e la giustizia
non possono essere separate dalla costruzione, dalla cultura e dalla
societÃ.
In quanto niente sembra frenare Israele e i governi occidentali
rimangono nel loro silenzio, la società civile ha il dovere di far
pressione su Israele e coloro che fisicamente contribuiscono a questa
ingiustizia, causa di tutta lâinstabilità del Medio Oriente.
Le possibilità per azioni nel futuro riguardano il colpire lâutilizzo di
prodotti, materiali ed equipaggiamenti israeliani nella nostra industria
edilizia. Lo abbiamo discusso durante il primo incontro:le persone
coinvolte nei principali progetti di costruzione deve assicurare che
nessun prodotto manufatto in Israele possa essere utilizzato nei loro
contratti.
Sosterremo inoltre le attività degli architetti israeliani e palestinesi
che con enorme difficoltà e superando gli ostacoli cercano di
ricostruire le case palestinesi demolite, o cercano di costruire
comunità integrate in città "miste" come Ramle o Acre, dove agli
abitanti originari palestinesi à vietato di costruire o espandere la
loro case.
Traduzione a cura di Teresa Maisano
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