[isf-ge] Adesione all'appello "La sola sicurezza è la pace"

ciao a tutti

su proposta di Chiara di Firenze tramite il coordinamento si chiede l'adesione all'appello "La sola sicurezza è la pace".
Non abbiamo tempo per parlarne a plenaria perché l'appuntamento è proprio per martedì prossimo.


Diverse altre sedi hanno proposto di parlarne nelle liste locali per dare un appoggio (o anche un contributo integrativo all'appello) in mdoo che chi andrà a Roma possa farlo a nome di tutti.

ciao, tommaso

---Messaggio originale---

Ciao ragazzi, direi che stavolta ISF non può rimanere muta di fronte a certi avvenimenti e conseguenti decisioni,abbiamo il diritto e il dovere di appoggiare il movimento pacifista in questo appello di pace...penso che nessuno possa non essere d'accordo!!!

La speranza e' quella di riuscire a sviluppare una campagna permanente di pace, radicata in ogni territorio, con
proposte di azione e riflessione che possano nascere nelle prossime settimane.


Martedì 19 -giorno del voto sul rifinanziamento della missione in Iraq- alle 12 l'iniziativa sara' presentata sotto
Montecitorio, attraverso la diffusione di volantini con il testo con lo striscione "La sola sicurezza è la pace".


Di seguito il testo dell'appello.

ciao
Chiara


TESTO

Questa volta è toccato a Londra.

La popolazione londinese, colpita da atti criminali che non hanno giustificazione alcuna, ha subito morte, orrore,
paura. Siamo al loro fianco, esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà. Siamo tutti vittime di una guerra globale contro l'umanità che ogni giorno, spesso nell'indifferenza generale, colpisce tante
comunità umane in tutto il mondo.


E' una guerra fra potenti. E' combattuta dagli interessi forti che tirano le fila dell'ingiustizia e dello sfruttamento, dagli
stati che fanno le guerre, dalle organizzazioni che, per competere con essi, utilizzano strategie terroristiche.


La guerra è loro. Nostri sono i morti innocenti, le vittime civili.

Alla guerra globale bisogna reagire, se vogliamo assicurare a noi stessi e al mondo un futuro.

Quattro anni di guerra condotta in nome della lotta al terrorismo, oltre a seminare distruzione, hanno aumentato in modo
gigantesco l'insicurezza, la destabilizzazione, i pericoli in tutto il pianeta. Lungi dall'averli diminuiti, la guerra ha alimentato gli attacchi terroristici.


Bisogna cambiare radicalmente strada, prima che sia troppo tardi.

Sottrarsi al circolo vizioso nel quale guerra genera guerra e terrore è l'unica possibilità per garantire sicurezza a tutte e
a tutti.


Bisogna opporsi alla costruzione di un mondo armato, di società e di economie di guerra.
Bisogna portare subito l'Italia fuori dal sistema della guerra.


Le grandi e pacifiche manifestazioni ad Edimburgo hanno ancora una volta mostrato la volontà di lottare per una giustizia
globale: questa lotta è possibile e necessaria.


E' possibile e necessario ritirare immediatamente le nostre truppe dall'Iraq, finirla con il riarmo, l'esportazione di
armi e l'aumento delle spese militari, smantellare subito le basi militari straniere, ripulire il nostro territorio dalle armi nucleari e di distruzione di massa, avviare una politica estera di pace che obbedisca al dettato costituzionale:
"L'Italia ripudia la guerra".


E' possibile e necessario impegnarsi per la giustizia globale, ricercare la convivenza, combattere la discriminazione e il
razzismo, mettere al bando l'islamofobia, chiudere i cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea e accogliere i migranti.


E' possibile e necessario affermare diritti, costruire giustizia sociale ed eguaglianza, innovare ed estendere la democrazia
fondata sulla partecipazione.


Le scelte del governo italiano, confermate dalle prime reazioni all'attentato di Londra, vanno nella direzione
opposta. Il governo conferma la partecipazione alla guerra, alimenta l'intolleranza, aumenta la stretta
contro gli immigrati, contro i musulmani, contro le lotte sociali. Annuncia il futuro ritiro di soli trecento soldati dall'Iraq ma si appresta a prendere il comando delle forze Nato in Afghanistan.


Questa politica espone il nostro paese e noi tutti a gravi pericoli. Il Governo stesso annuncia che siamo un paese
fortemente a rischio. Gioca la carta della paura per puntellare le sue scelte di guerra.


Bisogna fermarli.

E possiamo fermarli con la mobilitazione popolare che il nostro paese in tante occasioni è stata in grado di esprimere e che ha diffuso un'altra coscienza, un'altra cultura, l'urgenza di un'altra politica.

C'è bisogno di una reale alternativa, non di unità nazionale con chi ci ha spinto sull'orlo del baratro.

Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme una grande campagna, fatta di iniziative, azioni, riflessione e dibattito perché la
paura non produca rassegnazione, ma voglia di ribellarsi e di cambiare.


LA SOLA SICUREZZA E' LA PACE
diritti e convivenza, disarmo e giustizia globale
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Ingegneria Senza Frontiere - Genova

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