[isf-ge] Acqua di Genova su secolo xix e lavoro - repubblica

secolo xix 

«L?acqua del rubinetto è buona»
Iride lancia ilmarchio SanGiorgio

«L?ACQUA DEGLI ACQUEDOTTI genovesi è tra le più buone  d?Italia»,assicura 
Gianluigi Devoto, direttore generale
di Mediterranea delle acque, gruppo Iride. 
«Buona più o almeno quanto le acque imbottigliate, infinitamete più economica e 
amica dell?ambiente», aggiunge l?assessore al Ciclo dei rifiuti, Carlo Senesi. 
Perciò il Comune ha lanciato ieri una campagna perpromuovere il consumo 
dell?acqua del rubinetto a scapito della minerale
che si acquista in negozio. Per accrescere l?appeal dell?acqua proveniente da 
invasi, pozzi, rivi e torrenti genovesi, consentendo risparmi sui costi di 
trasporto e raccolta rifiuti, Tursi ha registrato un marchio: ?Acqua di San 
Giorgio: genovese pura?. 
Un?operazione marketing che sarà condotta tramite manifesti, pieghevoli e varie 
iniziative. 
Tra queste, la distribuzione di 10 mila bottiglie (con tappo a chiusura 
ermetica) e 3.000 caraffe in vetro col logo ?Acqua San Giorgio?.
Per ottenere uno di questi pezzi griffati dal Comune,
bisogna però consegnare ad Amiu dieci bottiglie di plastica. 
Il primo scambio vetro plastica è previsto il 29 maggio in piazza Campetto. 
L?iniziativa per incentivare il consumo dell?acqua disponibile nelle nostre 
case è curata dall?agenzia di comunicazione
?Opera? di Torino ed è svolta in collaborazione con Amiu,
Iride Acqua Gas e Assovetro,che ha fornito bottiglie e caraffe(presente ieri a 
Tursi il presidente dell?associazione dei produttori,Antonio Lui).
«Quella di comprare l?acqua imbottigliata è una abitudine puramente 
consumistica», dice Senesi, assessore
(Pdci) e ingegnere chimico: 
«La nostra acqua ha caratteristiche chimico fisiche e organolettiche ottime. 
Per fare evaporare il cloro, basta riempire d?acqua una caraffa e aspettare un 
paio d?ore». 
Il vantaggio? «Il prezzo, prima di tutto: un litro d?acqua in bottiglia costa 
in media 30 centesimi contro lo
0,001 euro dell?acqua del rubinetto».
Benefici anche per l?ambiente: «In Italia mediamente
ogni persona produce 150 bottiglie di plastica che, tra l?altro,a Genova 
costituiscono ancora una quota troppo bassa della raccolta differenziata
», conclude l?amministratore delegato diAmiu, Pietro D?Alema. 
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lavoro repubblica

Tursi vara la Genova da bere


MICHELA BOMPANI

Tremila caraffe di vetro, negli uffici e in tutte le mense del Comune di 
Genova. E 10.000 bottiglie, sempre in vetro, per i cittadini. Sopra c' è il 
nuovo logo, rosso e azzurro: "Acqua di San Giorgio, genovese pura". E' l' acqua 
del rubinetto, che l' assessore Carlo Senesi (Ciclo delle acque e Rifiuti) 
rilancia, creando un vero e proprio marchio. E imbandendo una campagna 
promozionale che ammanterà, nei prossimi giorni, gli spazi affissione e le 
fiancate dei bus della città. E' la prima volta in Italia che un Comune 
trasforma in "prodotto", battezzandola, l' acqua dell' acquedotto. E fa di più: 
in tutti gli uffici comunali, nelle mense, d' ora in poi tutti i dipendenti e 
gli utenti non berranno più acqua "commerciale", ma acqua del rubinetto nelle 
piccole caraffine da mezzo litro, disegnate ad hoc (così come le bottiglie 
esagonali), da un' azienda associata ad Assovetro e regalate al Comune come 
sponsorizzazione all' iniziativa. «Prima di lanciare l' appello ai cittadini 
dove
 vamo cominciare a dare il buon esempio noi amministratori - spiega l' 
assessore Senesi - la campagna di rilancio dell' acqua nostrana è oggi 
necessaria per motivi economici legati allo smaltimento dei rifiuti in 
plastica, che vanno diminuiti, e poi perché l' acqua di San Giorgio è una delle 
migliori in Italia, perché i bacini da cui attinge l' acquedotto si trovano in 
zone non inquinate». Negli uffici pubblici, dunque, ogni stanza avrà la propria 
caraffa di "Acqua di San Giorgio" da spillare dal rubinetto quante volte si 
vuole. Nelle mense, dove già (in quasi tutte) si beveva acqua del rubinetto, 
compariranno le caraffe con il logo. E giovedì, in piazza Campetto, nella 
giornata dedicata all' Acquedotto Storico, verrà organizzato il primo banchetto 
con le bottiglie esagonali "Acqua di San Giorgio" (fornite anch' esse da 
Assovetro): vuote. Saranno regalate ai cittadini che porteranno dieci bottiglie 
di plastica. Successivamente, fino a settembre, una volta alla settimana, in o
 ccasioni diverse, il banchetto si sposterà in diverse zone della città per 
distribuire i contenitori (e sarà una presenza fissa al mercato dei Sapori di 
piazza Matteotti). La campagna di rilancio dell' acqua del rubinetto punta 
sulla pubblicità comparativa (e c' è da chiedersi se le grandi industrie dell' 
acqua minerali si limiteranno a fare spallucce davanti a un battage così 
forte): due giganteschi bicchieri d' acqua affiancati, uno ha il marchio "Acqua 
di San Giorgio", l' altro "Acqua confezionata". Sotto, parallele, le 
differenze. "Minor inquinamento" contro "più rifiuti plastici". "In media 16 
euro all' anno" il costo dell' acqua del rubinetto, contro "in media 400 euro 
all' anno" l' altra. Soprattutto il "controllo quotidiano" che garantisce l' 
acquedotto contro "controlli periodici" delle acque minerali commercializzate. 
Promossa da Comune, Iride, Mediterranea delle Acque, e sostenuta da Ato 
genovese, Amiu (che collaborerà per la raccolta delle bottiglie in plastica) 
 e Assovetro, la campagna "Acqua di San Giorgio" vuole innanzitutto, dice 
Senesi, «dare un segnale controcorrente in una società consumistica china a 
finte necessità, come quella di acquistare al supermercato acqua». Anche se 
analoghe campagne d' invito al consumo dell' acqua di casa sono state condotte 
un po' ovunque (da Venezia a Milano) nessuna città ha mai imbandito una 
promozione così forte per sensibilizzare i cittadini. «Duecentoventimila 
controlli all' anno sia puntuali che sugli impianti - spiega Gianluigi Devoto, 
Mediterranea delle Acque - garantiscono totale affidabilità all' acqua di 
Genova. Anche perché le fonti di approvvigionamento dell' acquedotto, gl' 
invasi soprattutto, e in misura minore l' acqua fluente e i pozzi in falda, si 
trovano tutti in zone "protette" dall' inquinamento». E proprio Iride, gestore 
del servizio idrico integrato su tutto il territorio della Provincia, nei mesi 
scorsi ha condotto un sondaggio tra i propri clienti: su 150 intervistati, l
 a maggior parte ha affermato di trovare l' acqua di casa "sempre limpida" 
(132) e pure "di sapore sempre gradevole" (111) e sostiene che sia "buona / 
molto buona" (131). Nonostante questo, però, due terzi di essi bevono acque 
minerali commerciali "per abitudine" o "perché è più sicura", sostengono. «Ad 
oggi la plastica rappresenta solo il 3% dei rifiuti raccolti con la 
differenziata - dice Pietro D' Alema, ad di Amiu - non solo potenzieremo la 
raccolta della plastica, ma questa campagna ci aiuterà a limitarne la 
circolazione».
 

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